Storia · Fantascienza

Norah's den

di Sara Patané

1945, Stati Uniti. A Oak Ridge, una delle sedi del Progetto Manhattan, viene scoperta una caverna sotterranea ricca di ossigeno. Col procedere dei mesi, alcuni ricercatori iniziano a temere le conseguenze dell’arma che loro stessi hanno contribuito a realizzare e decidono di nascondersi in quella caverna insieme alle loro famiglie, avviando in segreto il Pro

1945, Stati Uniti. A Oak Ridge, una delle sedi del Progetto Manhattan, viene scoperta una caverna sotterranea ricca di ossigeno. Col procedere dei mesi, alcuni ricercatori iniziano a temere le conseguenze dell’arma che loro stessi hanno contribuito a realizzare e decidono di nascondersi in quella caverna insieme alle loro famiglie, avviando in segreto il Progetto Shelter. Settantaquattro anni dopo, Shelter è una società a sé stante. La maggior parte delle persone non ha mai visto il mondo esterno e sa che mai lo potrà fare. La città sotterranea è basata su scienza e progresso, capitanata da un amato Leader e dai dieci membri di un consiglio, eletti annualmente. Shelter é pace, sicurezza, l’unica oasi in un mondo ormai distrutto…ma é davvero così? Sarà l’unica giornalista della città, April, occhi e orecchie della caverna, a mettere in dubbio queste certezze. Shelter é davvero l’ultima speranza per l’umanità?

Capitoli disponibili

  1. Capitolo 1
  2. Capitolo 2
  3. Capitolo 3
  4. Capitolo 4
  5. Capitolo 5
  6. Capitolo 6

Capitolo 1

La libertà. Non è facile definire un concetto talmente soggettivo. Tutto dipende dalla persona che la desidera, e ovviamente dalla situazione in cui si trova, o in cui si è trovata per tutta la vita. Per qualcuno vorrà dire correre in mutande su un altopiano, in cima al mondo, per qualcun altro potrebbe essere anche solo fumare una sigaretta in un cortile di un carcere, con l'opportunità di vedere il sole. Ci si abitua davvero a qualsiasi cosa, soprattutto se quella abitudine è sempre stata tale. Perché un bambino è così influenzabile, non trovate? Ditegli che dietro alla cascata c’è un villaggio di folletti e i suoi occhioni si spalancheranno. Ditegli che il cielo è solo un ricordo e piangerà, ma poi vi si abituerà. E la libertà si ridimensionerà nella sua mente, come l’acqua che in un bicchiere ne prende la forma. Per me la libertà era sempre stata rappresentata da una penna e un al

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Capitolo 2

Quando arrivai all’Ancient Palace quasi tutti erano già lì, e per tutti intendo proprio tutti. Uno dei tanti motti di Shelter era: «Restando uniti abbatteremo ogni difficoltà», per questo a ogni grande festività, come la Cerimonia dei Vent’anni, tutte e 3468 persone -il numero era indicato sulla diga, e aumentava a ogni nascituro e diminuiva a ogni morte, il che da una parte era utile, dall’altra piuttosto inquietante- erano obbligate, anche se come tutto non ufficialmente, a presenziare.  E questa Cerimonia era evidentemente più importante delle altre. L’Ancient Palace era scavato nella roccia, ma questa era la sua unica caratteristica che lo rendesse un minimo “antico”. La struttura era infatti molto moderna, nonostante fosse stato costruito settantaquattro anni prima. Le balconate erano in pietra levigata, molto eleganti, ed erano l’unica parte dell’edificio che era stata aggiunta

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