Storia · Narrativa

Ombre, colori e luci del futuro

di Susanna Andreone

Leggi “Ombre, colori e luci del futuro” di Susanna Andreone su Camelia: un’opera originale a capitoli nella sezione Narrativa, con pagina autore, capitoli, valutazioni e collegamenti ad altre storie simili.

Capitoli disponibili

  1. Un invito inatteso
  2. L'Invalido e le affinità elettive
  3. Un tacito accordo
  4. Le ombre del passato
  5. La resa e la liberazione
  6. Luci del futuro

Un invito inatteso

A volte è ben strana la vita, si disse, sfogliando distrattamente il giornale che aveva trovato sul comodino. L’invito di Andrea l’aveva sorpresa non poco. Le foto in bianco e nero del congresso le passavano davanti agli occhi come ombre sgranate, senza davvero fissarsi da nessuna parte. Erano quasi le sette, la luce esterna si colorava di un arancio sporco contro i vetri fumé dell’albergo, ed era ora di prepararsi. A dire il vero, era stata quasi tentata di rifiutare, ma poi si era detta che non poteva continuare a vivere in scala di grigi. Dopo una settimana di congresso, di cene formali, volti nuovi, colleghi affabili e irrilevanti, brindisi in cui aveva riso al momento giusto senza provare nulla, l’idea di passare una serata con un vecchio amico le era sembrata insieme un rischio e un sollievo , a patto di riuscire a riempirla di qualcosa che non fossero solo ricordi. Sperava solo

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L'Invalido e le affinità elettive

Sì, ora c’era Federico detto l’Invalido, come lo chiamava scherzosamente perché in quel periodo se ne andava in giro con un gesso bianco che gli avvolgeva il braccio come un’armatura lucida. «Frattura scomposta di ulna e radio, con frantumazione dello scafoide», declamava lui con aria quasi compiaciuta a chiunque gli chiedesse cosa fosse successo. Il gesso si riempiva di firme colorate, l’ennesima superficie della sua vita su cui gli altri depositavano nomi, date, disegnini, battute. Questa volta era “solo” caduto dai rollerblades. Ma lei sapeva che invalido avrebbe potuto restarci davvero, anni prima, a causa di quell’incidente in servizio col paracadute che l’aveva immobilizzato a letto per mesi e poi costretto al congedo dall’Esercito. Da allora, si portava addosso una specie di luce intermittente: a volte abbagliante, a volte spenta del tutto. Per lei, all’inizio, Federico era stat

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