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IL DOPPIO FONDO - Il mistero dei 25.000 euro trovati nella scrivania del presidente della Valle d'Aosta - SINOSSI Aosta, 22 giugno 2017. Durante il trasloco della scrivania presidenziale di Augusto Rollandin — ex presidente della Valle d'Aosta da poco uscito di scena — gli operai trovano nel doppio fondo del mobile cinquanta banconote da cinquecento euro,
IL DOPPIO FONDO - Il mistero dei 25.000 euro trovati nella scrivania del presidente della Valle d'Aosta - SINOSSI Aosta, 22 giugno 2017. Durante il trasloco della scrivania presidenziale di Augusto Rollandin — ex presidente della Valle d'Aosta da poco uscito di scena — gli operai trovano nel doppio fondo del mobile cinquanta banconote da cinquecento euro, una tessera di credito scaduta intestata a Rollandin, tre fogli dattiloscritti con loghi paramassonici e una fotografia. Venticinquemila euro in contanti, in uno dei posti più visibili della regione. La notizia esplode. La Procura apre un fascicolo. Elisa Roux, trentasette anni, funzionaria della Segreteria della Presidenza, era presente quella sera. Ha visto il vano della scrivania poco prima del ritrovamento: era vuoto. Qualcuno, nei cinque minuti in cui il corridoio era libero, ha messo quella busta lì dentro. Elisa non è un'investigatrice. Ha un figlio di undici anni, un quadernetto verde, una penna biro nera. Comincia a prendere appunti. Il romanzo segue due linee narrative parallele. La Linea A — la prospettiva di Elisa — ricostruisce lentamente la catena del depistaggio attraverso gli strumenti di chi lavora in un'istituzione pubblica: i log degli archivi, le visure camerali, le ricerche online, i verbali, i ritagli di giornale. La Linea B mostra al lettore, con anticipo di mesi, quello che Elisa sta ancora cercando: la riunione in un appartamento di Piazza Castello a Torino dove tre uomini pianificano l'operazione; i prelievi da una banca di Duisburg in banconote da cinquecento euro; il giovane di corso Giulio Cesare che custodisce una busta chiusa in un cassetto per quasi un anno senza aprirla. L'indagine di Elisa porta a ricostruire una catena a compartimenti stagni. Renato Cuc, funzionario anziano della Regione, è stato usato come anello interno: aveva un debito privato di diciassettemila euro, qualcuno lo ha trovato e ha premuto. Il «terzo operaio» del trasloco era un esecutore materiale con documento falso, sparito quarantotto ore dopo. Dietro entrambi c'è un'organizzazione criminale con radici nel Nord Europa — la 'ndrangheta tedesca insediata a Duisburg — che aveva tentato per anni di entrare negli appalti valdostani e che, con la caduta di Rollandin, vedeva chiudersi i canali costruiti in vent'anni. I venticinquemila euro non erano un fondo nero dimenticato: erano un messaggio. Per chi sapeva leggerlo. A complicare il quadro, Giulio Ferreri — segretario particolare di Marquis, indagato per concorso in calunnia sulla base di un verbale impreciso — lavora in parallelo con il suo avvocato Dalbard. La notte prima dell'interrogatorio definitivo con il pm Ceccanti, Giulio muore di infarto nel suo appartamento di corso Lancieri. Ha quarantasei anni. Lascia sulla scrivania una busta indirizzata a Dalbard, con istruzioni precise: consegnarla a Elisa prima di chiunque altro. Nelle due cartelle scritte quella notte c'è il nome del terzo uomo della riunione di Piazza Castello — qualcuno che conosce la Valle non come forestiero, ma come chi ci ha vissuto. La busta arriva a Dalbard, che deposita una memoria integrativa. Ceccanti, che stava seguendo in parallelo un'indagine della DDA di Torino sulla 'ndrangheta tedesca, trova nella memoria la congiunzione che cercava. Sei mesi dopo, in un corridoio del Palazzo di Giustizia, incontra Elisa per caso: «Ha fatto un buon lavoro. Con quello che aveva.» Il cerchio non si chiude — non del tutto, non nel modo in cui ci si aspetta. Nel 2025, i venticinquemila euro vengono incamerati dal Tesoro: nessuno li ha mai reclamati. Nello stesso periodo un funzionario della Guardia di Finanza a Milano, esaminando la contabilità interna di una cellula della 'ndrangheta tedesca, trova una voce del 2017: importo venticinquemila euro, sigla geografica Valle d'Aosta, nota: spesa operativa. E sotto, in una grafia diversa, aggiunta dopo: esito positivo. Elisa non lo saprà. O non ancora. — IL DOPPIO FONDO è un romanzo noir istituzionale di
Capitoli disponibili
Capitolo 1
IL DOPPIO FONDO Il mistero dei 25.000 euro trovati nella scrivania del presidente della Valle d’Aosta «Chi può permettersi di buttare via venticinquemila euro per un messaggio, lo ha già fatto mille volte.» Un romanzo di Quintino Botrugno Indice Prologo Parte Prima — La Scrivania (marzo – luglio 2017) Cap. 0 — L'insediamento Cap. 1 — Palazzo regionale, ore 20.50 Cap. 2 — L'imperatore Cap. 3 — Il giallo dell'estate Cap. 4 — Il verbale Parte Seconda — Il Giallo (luglio – dicembre 2017) Cap. 5 — Duisburg Cap. 6 — Costruzioni Meridiane Cap. 7 — Linea B — Il ragazzo Cap. 8 — Il bancomat di Torino Cap. 9 — Avviso di garanzia Cap. 10 — Lo sguardo Parte Terza — Il Meccanismo (gennaio – ottobre 2018) Cap. 11 — Il documento Cap. 12 — La mappa completa Cap. 13 — La scelta Cap. 14 — Linea B — La telefonata Cap. 15 — Marquis archiviato Cap.
Capitolo 0
L'insediamento — 20 marzo 2017 La scrivania di vetro arrivò smontata, in quattro scatole di cartone con il logo del produttore stampato sopra. Era la prima cosa che Elisa vide quella mattina, quando uscì dall'ascensore al secondo piano di Palazzo regionale: quattro scatole di cartone appoggiate contro il muro del corridoio, e accanto un uomo in tuta da lavoro che stava leggendo le istruzioni di montaggio come se non le avesse mai viste prima. Era il 20 marzo 2017. Pierluigi Marquis si insediava come presidente della Regione Valle d'Aosta. Elisa aveva il suo primo giorno alla Segreteria della Presidenza. * * * Giulio Ferreri glielo aveva detto la settimana prima, nell'ufficio dell'Assessorato alle Infrastrutture dove lei lavorava da sette anni. Si era seduto sulla sedia di fronte alla sua scrivania senza che lei lo invitasse a farlo — una delle cose che faceva e che per Elisa era il
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