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Marta continua a portare con sé il guinzaglio del suo cane Arturo, morto da quasi un anno. Ogni mattina percorre lo stesso sentiero lungo il torrente, accompagnata da un'assenza che sembra ancora occupare spazio nella sua vita. Quando un bambino le chiede dove sia il cane, una domanda semplice apre uno spiraglio inatteso sul significato del ricordo, del lega
Marta continua a portare con sé il guinzaglio del suo cane Arturo, morto da quasi un anno. Ogni mattina percorre lo stesso sentiero lungo il torrente, accompagnata da un'assenza che sembra ancora occupare spazio nella sua vita. Quando un bambino le chiede dove sia il cane, una domanda semplice apre uno spiraglio inatteso sul significato del ricordo, del legame e della capacità di andare avanti senza dimenticare. Un racconto sul lutto, sull'amore che resta e sulle tracce che chi amiamo continua a lasciare dentro di noi.
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Da undici mesi Marta usciva di casa portando al guinzaglio qualcuno che non c'era più. La prima volta se n'era accorta davanti all'ascensore. Aveva chiuso la porta, infilato le chiavi in tasca e sentito una lieve tensione nella mano destra. Come se qualcuno stesse tirando. Aveva abbassato lo sguardo. Il guinzaglio rosso. Vuoto. Era rimasta immobile per qualche secondo. Poi aveva riso. Una risata breve. Incredula. Non sapeva ancora che avrebbe continuato a portarlo con sé per quasi un anno. Ogni mattina alle sette e trenta. Sempre lo stesso percorso. Sempre lo stesso guinzaglio. Sempre la stessa assenza. Il cane si chiamava Arturo. Lo aveva trovato tredici anni prima lungo una provinciale. Bianco e nero. Magro come un filo d'erba dimenticato dal sole. Per settimane aveva dormito con un occhio aperto. Anche al sicuro. Aveva paura dei temporali. Quando arrivavano i primi tuoni si rifugiava
Nota d'autrice
Quanto pesa davvero andare avanti? È un passo, un tradimento, una promessa mantenuta in un modo nuovo? Ci sono presenze che non chiedono di essere lasciate indietro, ma portate diversamente. Forse il dolore non finisce quando smettiamo di piangere. Forse cambia forma quando impariamo a camminare senza chiamare abbandono ogni movimento verso la vita.
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