IL BOSCO CHE SPOSTO' IL SENTIERO
Nel bosco sopra San Rocco, gli uomini decidono di rendere più “fruibile” un vecchio sentiero: allargarlo, raddrizzarlo, addomesticarlo. Ma il bosco non collabora. Sposta i percorsi, confonde le mappe, porta ciascuno non dove voleva andare, ma dove aveva bisogno di arrivare. Una favola moderna, ironica e luminosa, sul rispetto della natura e su tutto ciò che
Nel bosco sopra San Rocco, gli uomini decidono di rendere più “fruibile” un vecchio sentiero: allargarlo, raddrizzarlo, addomesticarlo. Ma il bosco non collabora. Sposta i percorsi, confonde le mappe, porta ciascuno non dove voleva andare, ma dove aveva bisogno di arrivare. Una favola moderna, ironica e luminosa, sul rispetto della natura e su tutto ciò che non può essere posseduto senza essere perduto.
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IL BOSCO CHE SPOSTO' IL SENTIERO
Il bosco sopra San Rocco aveva un difetto. Non stava mai dove gli uomini volevano. Le radici uscivano dai punti sbagliati, le felci crescevano dove il Comune aveva previsto la posa di una staccionata, i rovi si ostinavano a difendere curve non autorizzate, e certi alberi avevano l’abitudine sgradevole di cadere senza consultare il piano regolatore. Per anni gli abitanti del paese avevano sopportato. Il bosco era lì da prima delle case, della scuola, del parcheggio davanti alla farmacia e persino della rotonda con l’aiuola secca al centro, ma questo non gli dava, secondo il geometra Baldini, “diritto all’anarchia vegetale”. Il problema vero era il sentiero. Saliva dalla chiesa, attraversava un castagneto, costeggiava un ruscello e arrivava a una piccola radura dove, nelle giornate limpide, si vedeva la pianura stesa sotto come una tovaglia dimenticata. Era un sentiero stretto, stor
NOTA D'AUTRICE
Quante volte entriamo nei luoghi, nelle relazioni, perfino dentro noi stessi, come se tutto dovesse adattarsi al nostro passo? La natura non corregge soltanto il cammino: lo contraddice, lo rallenta, lo sposta. Forse non ogni sentiero va raddrizzato. Forse alcune curve restano lì per ricordarci che arrivare non è sempre la cosa più importante. A volte conta imparare a entrare piano.
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