Storia · Romanzo

ONE KISS AWAY FROM KILLING

di Frances Gore

Non ha un nome. Non ha un volto. Non ha una coscienza. È l’uomo che chiamano quando non si vuole lasciare tracce. Preciso. Silenzioso. Letale. Nessuna connessione. Nessuna domanda. Nessun errore. Per anni ha vissuto nell’ombra, muovendosi tra città, hotel anonimi e nomi falsi, vendendo la morte a chi la richiede, o a chi la merita. Fino al giorno in cui rice

Non ha un nome. Non ha un volto. Non ha una coscienza. È l’uomo che chiamano quando non si vuole lasciare tracce. Preciso. Silenzioso. Letale. Nessuna connessione. Nessuna domanda. Nessun errore. Per anni ha vissuto nell’ombra, muovendosi tra città, hotel anonimi e nomi falsi, vendendo la morte a chi la richiede, o a chi la merita. Fino al giorno in cui riceve un incarico diverso. Una richiesta semplice, chiara, disarmante. Una ragazza gli scrive: “Mi chiamo Anouk Miracle. Voglio che tu mi uccida.” E lui accetta.

Capitoli disponibili

  1. PROLOGO - LOGAN
  2. CAPITOLO 1 - LOGAN
  3. CAPITOLO 2 - ANOUK
  4. CAPITOLO 3 - LOGAN
  5. CAPITOLO 4 - ANOUK
  6. CAPITOLO 5 - LOGAN

PROLOGO - LOGAN

Non ricordo il nome. Non mi interessa. Io sono solo quello che fa il lavoro. La gente paga e io faccio quello che mi chiedono. Semplice. Efficiente. Senza fare domande. Senza avere rimorsi. Non so quante volte mi hanno pagato per uccidere. Non ricordo nemmeno più tutte le facce. A volte ci provo. Chiudo gli occhi e cerco di metterli in fila, uno dopo l’altro. Ma si mescolano. Corpi. Sangue. Silenzio. La verità è che un uomo non dovrebbe sapere quanto vale una vita. Io sì. So esattamente quanto costa premere un grilletto. Cinquantamila dollari per uno che ha parlato troppo. Centomila per un qualcuno che ha pestato i piedi alla persona sbagliata. Duecentomila per far sparire nel nulla un rivale. Pagano per le mie mani. Pagano per la mia freddezza. Pagano per il mio silenzio. E oggi mi hanno pagato per lui. Un uomo ch

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CAPITOLO 1 - LOGAN

Non è l’alba. Non è nemmeno notte. È quella fottuta zona morta del tempo, quando tutto tace e anche la città sembra trattenere il respiro. Sono sveglio. Lo sono sempre, quando arrivano delle nuove richieste. Non perché provi qualcosa. Non c’è eccitazione o ansia, niente del genere. È un automatismo. Come un cuore che batte. Come un’arma che si ricarica. Accendo il monitor. Il flusso è continuo, criptato, pulito. Richieste. Ordini. Transazioni. Nomi da eliminare, persone da far sparire, merce da ripulire. Il Dark Web non dorme mai. E io nemmeno. Resto sveglio. Sempre. Sono quindici anni che uccido per vivere. Sono stato addestrato per farlo. Prima in Russia, poi da chi ha voluto rendermi ancora più efficiente. Mi hanno spezzato. Mi hanno ricostruito. Ora sono invisibile. Letale. Non mi affeziono. Non mi sbilancio. Non mi distraggo. Sc

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