Capitolo 3
Il tempo passava e Tommaso cresceva. Ormai frequentava la prima media e i discorsi dei compagni si concentravano su calciatori e primi amori. L’immagine del nonno esploratore svaniva lentamente, sostituita da un silenzioso disincanto. Eppure, in un angolo del cuore, continuava a custodire l’affetto per quell’uomo misterioso.
Un pomeriggio, Tommaso trovò la mamma in salotto davanti alla vecchia scatola di latta della soffitta. Non appena lo vide entrare, lei gli fece cenno di avvicinarsi con un sorriso.
— Ti ho visto sai, in questi giorni, come guardavi quella foto sul tavolo… Ho capito che il nonno ti è rimasto nel cuore. Ti va se proviamo a conoscerlo un po’ meglio insieme?
La mamma sfilò la fotografia del giovane robusto con il bambino accanto alla bicicletta e gliela porse. Tommaso sentì il cuore battere forte. Era la stessa foto che aveva scoperto per caso in soffitta, nascosta sul fondo della scatola, custodendo quel segreto come un tesoro prezioso. Prima che lui potesse parlare, la mamma gli accarezzò i capelli: — Questo a destra è il tuo papà, aveva nove anni allora, e l’uomo accanto a lui è nonno Savino.
Si somigliavano davvero tanto: il taglio degli occhi, il sorriso accennato… in quel bambino Tommaso riconobbe subito il volto di suo padre.
— Questa foto è stata scattata tantissimi anni fa — disse la mamma. — Il tuo papà mi raccontava che il nonno non era un supereroe, ma aveva un cuore che non riusciva a stare fermo. Il sabato mattina lo caricava sulla canna di quella bicicletta e pedalavano fino al fiume per far volare gli aquiloni. Gli diceva sempre che la vita va esplorata a passo lento.
Tommaso ascoltava in silenzio, bevendo ogni parola. Sentire quel briciolo di verità reale era persino meglio dei suoi sogni fantastici. Eppure, per la prima volta, l’immagine dell’esploratore africano sbiadì un po’, lasciando il posto a un sentimento più pungente: gli aquiloni, le pedalate… quelle erano cose vere, che avrebbe voluto fare anche lui.
Strinse la mano della mamma: — Grazie, mamma! È bellissimo sapere che era così… Però, mi piacerebbe che fosse qui. Posso tenere io questa foto?
La mamma annuì commossa e Tommaso corse in camera sua a mettere al sicuro il suo tesoro.
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