Storia · capitolo 2

Capitolo 2

SOTTO UN CIELO DI STELLE di Sirio

L’immagine di quell’uomo sorridente continuò a fargli compagnia per molti mesi, come un piccolo tarlo silenzioso. Poi arrivò il giorno del suo nono compleanno e il solito pensiero tornò a stringergli il cuore. Guardando gli altri bambini ridere con le loro famiglie, Tommaso sentì più forte che mai quel vuoto. Quella sera stessa, quando la casa tornò silenziosa, raggiunse la mamma in cucina intenta a riordinare.

— Mamma, posso farti una domanda? — chiese con un filo di voce.

La mamma si voltò, sorpresa da quel tono così serio. — Certo, tesoro. Tutto bene?

Tommaso guardò in basso, torturandosi l’orlo della maglietta, poi sollevò gli occhi: — Oggi a scuola, e anche prima alla festa, ho visto che Leo e Sofia erano insieme ai loro nonni. Mamma, ma i miei nonni dove sono?

La mamma si voltò, colpita al cuore. Si chinò alla sua altezza, stringendogli le manine con un sorriso rassicurante che mascherava un velo di tristezza. — Hai ragione, tesoro… e mi dispiace così tanto che tu debba sentire questa mancanza. Vieni con me in salotto, voglio mostrarti una cosa.

Seduta accanto a lui sul divano, aprì un cassetto della credenza e tirò fuori una vecchia fotografia dai bordi consumati. Poggiò l’immagine sulle sue gambe e indicò le figure una per una: — Guarda, questi sono i miei genitori, i nonni Elena e Giulio. E la donna accanto, con il vestito fiorito, è la mamma del tuo papà, la nonna Rosa. Purtroppo sono volati in cielo prima che tu nascessi… e adesso vegliano su di noi.

Tommaso sentì una stretta al cuore, ma lo sguardo gli cadde subito sull’ultimo uomo della foto, che teneva una mano sulla spalla di nonna Rosa. — E lui, mamma? Anche lui ci ha lasciati?

La mamma rimase un istante in silenzio, colpita da quella domanda così attenta. Fece un respiro profondo e gli sorrise, sforzandosi di rendere la voce ferma. — No, tesoro, lui non ci ha lasciati. Nonno Savino è vivo. Solo che ora si trova in un posto molto, molto lontano… in Africa, nel cuore della savana, a proteggere gli animali selvaggi. È partito per una grande missione qualche giorno dopo la tua nascita, perché ha sempre avuto uno spirito libero e un amore immenso per la natura. Adesso lavora in una riserva molto isolata, ed è per questo che non può chiamare: lì i telefoni non prendono proprio. Lui ha sempre rifiutato le comodità; diceva che l’unica cosa di cui un uomo ha davvero bisogno è la sua libertà, che gli bastava dormire all’aperto, proprio sotto un cielo di stelle e che non importa quanto vai lontano perchè la famiglia è l’unico posto dove si torna sempre. Per questo ha promesso che appena avrà finito, ritornerà.

A quelle parole, gli occhi di Tommaso si spalancarono per lo stupore e un sorriso enorme gli illuminò il viso. Allora aveva un nonno anche lui! Un nonno vero, un esploratore coraggioso. Poi, però, un velo di timore mitigò quella gioia.

— Ma mamma... se il nonno è così lontano in mezzo agli animali selvaggi, non gli può succedere qualcosa di brutto? 

 — Tesoro, il nonno Savino sa badare a sé stesso — rispose la mamma con un sorriso rassicurante. — Prima di partire ha fatto una promessa solenne: se mai avesse avuto bisogno di aiuto, avrebbe trovato il modo di farcelo sapere. Il suo silenzio significa che sta bene e che sta vivendo la sua avventura.                                                                               

Quella spiegazione bastò a scacciare la paura dal cuore di Tommaso. Armato di fantasia, scelse di credere a quella magia. D’un tratto, i nove anni passati senza di lui non sembravano più un vuoto, ma il tempo necessario per una grande missione. Immaginandolo come un fiero esploratore sotto il sole dell’Africa, ora Tommaso sapeva che da qualche parte, sotto lo stesso cielo, c’era un nonno che viveva una storia incredibile. Una storia che, in fondo, apparteneva già un po’ anche a lui.

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