Storia · capitolo 1

Capitolo 1

SOTTO UN CIELO DI STELLE di Sirio

“Aveva scelto di vivere sotto un cielo di stelle...”

Fin da piccolo Tommaso osservava stupito, e con un misto di invidia e timore, i compagni che all’uscita della scuola correvano incontro ai nonni. Lui invece non aveva nessuno ad aspettarlo. I suoi genitori erano sempre troppo impegnati, e dopo le lunghe ore passate al doposcuola, l’unica fedele alleata che trovava a casa era la solitudine.

Gli altri bambini avevano mondi interi racchiusi in quegli abbracci. C’era Adelina, la nonna di Piero, una donna minuta, dalle gonne colorate e grandi bottoni dorati; c’era Giuseppe, il nonno burbero di Arianna, che arrivava  con la pipa in bocca e raccontava storie avvincenti; Pietro, il nonno scienziato di Carletto, capace di riparare qualsiasi giocattolo nel suo laboratorio; e infine nonna Angela, che arrivava trafelata stringendo una borsetta colma di ricordi.

Ogni pomeriggio Tommaso veniva inghiottito dal vortice dei bambini, ma i suoi occhi erano calamitati da quel gruppo di anziani radunati sotto il vecchio platano. Una profonda malinconia lo pervadeva ascoltando i racconti dei compagni sulle lasagne di nonna Adelina o sui barbecue di nonno Giuseppe. Tommaso rideva con loro, ma dentro di sé la solitudine gli stringeva il cuore. Perché a lui era stato negato questo privilegio? Che fine avevano fatto i suoi nonni?

Nel segreto della sua cameretta, si cullava nell’idea che fossero angeli caduti dal cielo, creature celesti inviate sulla Terra per donare amore e scrutava le nuvole sperando di veder scendere il suo angelo custode. Con il passare dei mesi, però, quella bellissima favola iniziò a non bastargli più. Crescendo, capì che i nonni degli altri erano persone in carne e ossa. Eppure, ogni volta che provava a interrogare i genitori, si scontrava con un muro: in famiglia i nonni erano un tabù, e le risposte erano sempre evasive.

Finché un giorno, esplorando la soffitta, Tommaso trovò tra la polvere una vecchia scatola di latta. Tra lettere e cartoline sbiadite, gli capitò tra le mani la foto di un uomo sorridente, alto e robusto, che teneva per mano un bambino accanto a una vecchia bicicletta. Tommaso trattenne il respiro. Quell’uomo aveva gli stessi occhi profondi del suo papà e lo stesso modo di piegare la testa quando sorrideva. Chi poteva essere? Il cuore gli prese a battere forte, mentre puliva la foto, prima di rimetterla a posto richiamato dagli amici in cortile.

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