LA TRASFERTA DI LAVORO
Era già da qualche mese che aveva iniziato ad andare in trasferta per lavoro con il Titolare della società di consulenza con cui collaborava. Non c’era volo diretto, quindi si svegliava all’alba per la prima tratta con scalo nella capitale, aspettava la coincidenza per il secondo volo che atterrava all’aeroporto di destinazione solo in tarda mattinata. Una volta lì noleggiavano un’auto per un viaggio di un’altra ora e finalmente arrivavano alla sede del cliente. Di solito venivano accolti dai tecnici della società con cui collaboravano per offrire la consulenza richiesta.
Quel giorno ad attenderli c’era stranamente anche il Proprietario dell’Azienda di Supermercati che da tempo aveva iniziato un coraggioso progetto di sviluppo della catena di punti vendita. Si erano seduti all’enorme tavolo da riunione di una sala arredata con mobili pomposi ma fuori moda e quasi subito una giovane e avvenente segretaria era entrata nella stanza con un vassoio di caffè. Lui aveva fissato per un attimo più di quanto avesse voluto il suo corpo snello, stretto in un vestito attillato nero con la gonna sopra il ginocchio. Il proprietario aveva colto subito l’occasione per proporre al Titolare una serata in compagnia delle bellezze locali, se avessero svolto bene il loro lavoro e diminuito la parcella. Il Titolare aveva riso con complicità, entrambi rivolgendo uno sguardo viscido alla ragazza che usciva dalla stanza.
Poco dopo si erano mossi per raggiungere il cantiere. Durante il tragitto il proprietario aveva aperto lo sportello del cruscotto anteriore per mostrare al Titolare la pistola, legalmente detenuta per difesa personale. Il giorno prima raccontava che dei proiettili erano stati lasciati da ignoti sopra la pulsantiera di una delle scavatrici del cantiere. Arrivati in loco, davanti a loro si stagliava il prefabbricato in costruzione. Il Titolare era sceso dall'auto seguito dal Proprietario dell'azienda e dai due tecnici. Si erano avvicinati alla zona di scavo senza recinzioni mentre un caposquadra indicava il punto in cui sarebbe sorto il nuovo edificio.
- La parte più delicata è questa, - aveva spiegato - la berlinese tiene tutto il versante.
Lui rivolgeva lo sguardo verso il terrapieno. Dodici metri di terra e cemento incombevano sopra di loro. Poi il boato. La berlinese si era deformata improvvisamente e un'intera porzione della collina soprastante aveva cominciato a franare verso il basso.
- Via! - aveva gridato il tecnico mentre i pilastri del prefabbricato si spezzavano uno dopo l’altro sotto il peso della massa di terra, fango e detriti travolgendo anche lui.
Il Titolare era rimasto impassibile. Il Proprietario gli si era avvicinato
- Non ti preoccupare, faremo in modo che non lo trovino qui.
Chiamarono i soccorsi solo alla sera, il Proprietario fu il primo a raccontare la versione dei fatti. Il Titolare avrebbe confermato ogni dettaglio.
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