Storia · capitolo 9

capitolo 9: numero 21

sentimenti nascosti di faby

Il 14 luglio.


Ancora una volta eravamo sugli spalti del Michigan Stadium, pronti a vivere l'ultima partita estiva. L'aria vibrava di attesa, le bandiere sventolavano e i cori dei tifosi riempivano lo stadio. I Wolverines stavano per affrontare i Penn State Nittany Lions, un avversario temuto.


All'improvviso, tra la folla comparve Nicole. Ci salutò con un cenno disinvolto e si sedette vicino a Max. Mi irrigidii. Ma che ci fa qui? Se è venuta per Josh, giuro che la faccio volare fuori dallo stadio.


Lei si girò verso di me con un sorriso educato:

«Amy, comunque Josh non smette mai di parlarmi di te. Sono felice che abbia trovato una ragazza bella come te.»


Riuscii a sforzarmi di sorridere, anche se dentro ribollivo. Quello che volevo davvero sapere era: perché oggi sì e il 7 luglio no? Così glielo chiesi:

«Grazie... ma perché sei venuta oggi, mentre alla scorsa partita non c'eri?»


Nicole si strinse nelle spalle, sempre sorridente:

«Perché il mio ragazzo gioca nei Nittany Lions.»


Mi bloccai, sorpresa. «Ah... non sapevo che fossi fidanzata.»

«Nemmeno io!» esclamò Jessie, stupita.


In quel momento Eric si intromise: «Amore, vuoi qualcosa da bere?»

«Sì, una bottiglia d'acqua», rispose Jessie dolcemente. Eric si alzò e si allontanò per prendergliela.


Cercai di ricompormi, ma il cuore mi batteva forte.


La partita ebbe inizio. I Wolverines ricevettero la palla. Josh era in campo, riconobbi subito il suo numero 21 e rimasi a fissarlo, colpita dalla sua concentrazione. Ma i Nittany Lions erano forti, preparati, determinati.


Il primo tempo fu equilibrato: i Wolverines segnarono un touchdown, ma gli avversari risposero subito con un field goal. Nel secondo tempo, però, qualcosa si incrinò. Josh commise alcuni errori e i Nittany Lions ne approfittarono segnando due touchdown consecutivi.


Io ero agitata, stringevo le mani sulle ginocchia, incapace di restare ferma. Il pubblico urlava, ma io sentivo solo il battito accelerato del mio cuore. Dai, Josh, puoi farcela.


Nel quarto tempo i Wolverines provarono a rimontare. La tensione era insopportabile, ma non bastò. Il fischio finale sancì la vittoria dei Nittany Lions: 24 a 17.


Il boato dei tifosi avversari mi trafisse le orecchie. Nicole esultava a squarciagola, saltando di gioia. Io invece avevo il cuore pesante. Non per me, ma per Josh.


Appena la partita finì, corsi in campo. Lo trovai con la maglietta sudata e lo sguardo basso, frustrato.

«Mi dispiace...» sussurrai, stringendolo forte.


Lui sollevò appena il viso, gli occhi colmi di delusione. «Non è stato il nostro giorno. Ma non ci arrendiamo. Torneremo più forti.»


Sorrisi, con il cuore pieno di orgoglio per lui. «Lo so. E io sarò sempre qui a sostenerti.»


In quel momento Nicole passò accanto a noi per abbracciare il suo ragazzo. Io la seguii con lo sguardo e poi chiesi a Josh, a bassa voce:

«Tu lo sapevi che era fidanzata?»


Josh mi guardò con un sorriso stanco. «Sì... più o meno. Tra loro è sempre stato un tira e molla. Stanno insieme, si lasciano, e io a volte mi dimentico persino a che punto siano.»

Annuii piano. «Capisco.»


Lui allora si tolse la maglietta numero 21 e me la mise in mano. «Tienila tu, per due mesi. Voglio che me la conservi fino alla prossima partita.»


Mi si sciolse il cuore. Lo baciai, stringendo quella maglia come fosse un tesoro. «La terrò con me ogni giorno.»

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