Storia · Narrativa

Il tempo che fu

di Arlex Segovia

Un'inaspettata pausa in una piazza affollata e un pomeriggio di pioggia risvegliano in un uomo sommerso dalla routine adulta il ricordo della leggerezza dell'infanzia. Una riflessione intima sul tempo e sulla capacità di ritrovare se stessi nelle piccole cose.

Un'inaspettata pausa in una piazza affollata e un pomeriggio di pioggia risvegliano in un uomo sommerso dalla routine adulta il ricordo della leggerezza dell'infanzia. Una riflessione intima sul tempo e sulla capacità di ritrovare se stessi nelle piccole cose.

Capitoli disponibili

  1. lo sguardo dei bambini
  2. i giorni di pioggia
  3. l'equilibrio del mattino

lo sguardo dei bambini

Era una mattina di maggio e attraversavo la piazza con la solita fretta, già pensando a riunioni, telefonate e cose da finire. Poi vidi alcuni bambini giocare vicino alle fontane. Ridevano senza motivo, correvano senza meta, completamente immersi in quel momento. Mi fermai a guardarli, quasi dimenticando per qualche minuto chi ero diventato. Un bambino dai capelli ricci si fermò davanti a una pozzanghera e la fissò con grande serietà. Poi ci saltò dentro con entrambi i piedi, sollevando acqua ovunque, e rise come se avesse appena conquistato il mondo. Quel gesto mi riportò indietro nel tempo: un cortile, le ginocchia sporche, pomeriggi interminabili e la libertà di non avere nulla da fare. Mi ricordai di quanto fosse facile, allora, essere felici senza cercarne un motivo. Bastava correre, sporcarsi le mani, inventare un gioco e tornare a casa quando il cielo cominciava a scurirsi.

Leggi il capitolo

i giorni di pioggia

La pioggia cominciò nel pomeriggio, all'improvviso. Ero in ufficio, davanti al computer, ma finii per guardare fuori dalla finestra. Le gocce correvano sul vetro formando strade diverse, e senza pensarci scelsi una di loro, seguendola fino in fondo. Era un gioco che non facevo da bambino. Da piccolo aspettavo la pioggia con un entusiasmo che oggi non riesco più a ritrovare. Mia madre ci chiamava in casa, mentre noi cercavamo sempre qualche minuto in più per restare fuori. Ricordo il profumo della terra bagnata, il rumore dell'acqua sui tetti e quella sensazione di essere dentro qualcosa di speciale. Mi tornò alla mente un pomeriggio di molti anni prima. Avevo circa otto anni, la scuola era finita presto e fuori il cortile sembrava un piccolo lago. Me ne stavo sul davanzale con un libro sulle ginocchia e una tazza di latte caldo accanto, ascoltando la pioggia senza avere nessun post

Leggi il capitolo

Opere simili

Continua a leggere su Camelia

Puoi scoprire altre opere per genere, seguire il profilo autore e salvare le storie che vuoi ritrovare. Esplora i generi letterari oppure torna alla pagina Scopri.