Capitolo 6:
Non appena il biondo arrivò a casa sua ripensò a ciò che gli avevano detto i due neo-conoscenti,si risvegliò dai suoi pensieri solo quando vide sua madre in piedi di fronte a lui con le braccia incrociate al petto e uno sguardo arrabbiato
-si può sapere dove diavolo eri?!Ti sembra normale uscire da solo a quest’ora?!- tuonò arrabbiata la donna e il ragazzo si sentì immediatamente una persona orribile,non sopportava affatto deluderla così...
-scusami tanto mamma,non avrei mai voluto farti arrabbiare,né tantomeno preoccupare così tanto,ti prometto che non uscirò più da solo,so quanto sia dura sapere che io sono lì fuori con quei pazzi che potrebbero rapirmi da un momento all’altro...-confessò Charlie ripensando al piccolo Casey,come avevano fatto a rapirlo a soli quattro anni?!Evidentemente c’era tutta una storia dietro...
E Charlie doveva assolutamente scoprire di più,magari lo avrebbe aiutato a trovare i laboratori...
Decise di non parlarne con sua madre per il momento,si saerebbe solo preoccupata inutilmente,avrebbe coinvolto solo Kevin e sarebbero riusciti ad arrivare nel posto in cui abitavano Michael e Casey per sentire la storia della loro famiglia e delle persone che erano con loro.
-va bene tesoro,per questa volta ti perdono,ma non andare più in giro da solo,mi raccomando-disse la bionda ricevendo in cambio un ‘si’ deciso,una delle cose che lo spaventavano di più era farla arrabbiare e lei lo sapeva bene,infatti giocava questa carta ogni volta che voleva farsi sentire dal figlio,ma non sapeva che questa volta lui avesse in mente un piano molto elaborato,degno del suo nome...
Mentre saliva le scale diretto verso la sua camera Jennifer pensò a quanto il figlio assomigliasse a suo fratello,non c’era un minimo tratto del suo carattere che non fosse simile al suo gemello e la donna ne andava più che fiera,era l’unico desiderio che voleva si realizzasse,dopo che il padre di Charlie se li aveva abbandonati sperava ogni giorno nella ricomparsa di suo fratello,ma col passare del tempo questo era solo un piccolo grande desiderio nella mente dello sceriffo Jennifer Jones,e così pensava sarebbe rimasto.
Ma suo figlio stava per stravolgere tutto,ovviamente in meglio,come sapeva ben fare lui.
Infatti,esattamente cinque minuti dopo dall’uscita di sua madre,prese il walkie-talkie donatogli da Michael e pensò bene a quale tasto schiacciare,dopo un accurato controllo premette con molta fiducia il tasto con la lettera C,pronto ad avvertire anche il suo migliore amico dopo la risposta del ragazzino.
L'oggetto emise uno strano rumore e Charlie temette di aver sbagliato ad utilizzarlo,quando poi riconobbe la voce del piccolo tirò un sospiro di sollievo...
-Charlie?Sei tu?-disse il ragazzino con una nota di sorpresa nella voce,evidentemente non si aspettava di essere contattato,o almeno non subito...
-si Casey,sono io,riesci a raggiungermi nel tunnel?Vorrei scoprire di più riguardo a questa storia e magari potresti portarmi a conoscere gli altri sfuggiti ai laboratori...-propose il ragazzo sperando che il più piccolo si sarebbe fidato di lui.
-ma certo che si!Ti farò conoscere anche lo zio Charlie!Sarà divertente!-esclamò il minore entusiasta,gli diede alcune informazioni precise sul luogo e l’orario in cui si sarebbero dovuti vedere e poi lo congedò.
Charlie prese le lettere della prima valigia e inserì tutto nella seconda,in uno scomparto,poi mise la lista e le lettere di Mya sopra di esse e la richiuse,prese il telefono,le cuffiette e uscì di casa,sua madre sapeva che sarebbe andato da Kevin per fare i compiti,non si aspettava minimamente che lui gli avesse mentito come il ragazzo non si aspettava ciò che sarebbe successo dopo...
Chiamò il suo amico al telefono e gli disse di farsi trovare all’entrata del tunnel,Casey gli aveva dato appuntamento alla fine di esso,dall’altra parte della città,una zona che i due non avevano ancora minimamente esplorato...
Intanto lo sceriffo Jennifer Jones si era diretto in centrale dove il vice-sceriffo Peter Carmichael la attendeva già al volante della sua auto nera,non aveva preso quella della polizia perché li avrebbero scoperti all’istante ed era l’ultima cosa che volevano entrambi.
Nello stesso frangente di tempo il ragazzo dai capelli color castano ramato attendeva il biondo con pazienza,sperava con tutto il suo cuore che sarebbero riusciti finalmente a scoprire qualcosa in più rispetto a ciò che già sapevano,quando vide l’amico avvicinarsi a lui ogni paura di fallire cessò,erano una bella squadra e avrebbero sicuramente vinto questa battaglia insieme.
Quando Charlie arrivò iniziarono subito ad attraversare il passaggio,con passo svelto e senza fare troppo caso a tutto ciò che incontravano lungo il loro cammino,compresi vecchi uffici e aziende abbandonate che si trovavano ancora lì.
Arrivarono alla fine del tunnel e si fermarono nel luogo che Casey gli aveva indicato,Charlie ne approfittò per spiegare bene al suo migliore amico tutto ciò che era successo quella mattina,comprese le storie che gli avevano raccontato i due.
Dopo pochi minuti videro arrivare da lontano il piccolo Casey,sempre accompagnato da Michael,il quale Charlie riteneva ogni minuto che passava un uomo con ancora più onore di prima.
-eccovi ragazzi,Charlie questo dev’essere il tuo amico Kevin,sono Michael piacere,invece questo piccolino qui è il mio nipotino Casey-affermò il più grande rivolto prima a entrambi e poi in particolare al moro,Kevin sorrise e si presentò stringendogli la mano.
Casey lo abbracciò e iniziò a raccontargli tutte le storie della sua vita mentre si dirigevano verso il piccolo porto di Lifestorm,il quartiere meno frequentato della città e per i due adolescenti proibito,i due pensarono a cosa avrebbero potuto dire i loro genitori se solo li avessero visti lì.
Sicuramente li avrebbero ammazzati entrambi.
Charlie rise al solo pensiero mentre Michael li guidava verso la barca che li avrebbe portati a Nierzy Island,le persone che incontravano durante il tragitto non credevano ai loro occhi,sembrava come se nessuno fosse più andato lì da anni...
Attraversarono lo stretto in un batter d’occhio,i due adolescenti fecero conoscenza con Laurie,il capitano,una donna molto giovane dalle lunghe treccine dorate e con degli occhi color ambra capaci di incantare chiunque.
Arrivarono sulla riva di Nierzy Island e Laurie li salutò gentilmente dicendo che sarebbe stato un piacere rivederli presto,i due le sorrisero e continuarono seguendo Michael verso un insieme di case
-cos’è questo posto Michael?-chiese Charlie curioso di sapere dove li stessero portando i due
-questa è la Riserva Charlie,qui abitano tutti i sopravvissuti ai laboratori come noi,ci chiamano Guardiani,siamo coloro che devono proteggere e salvare ogni tipo di persona che viene introdotta in quel posto orribile-spiegò l’uomo mentre attraversarono le abitazioni,la gente del posto li guardava esterrefatti,come se non si aspettassero visite...
-e chi ha deciso tutto ciò?-parlò Kevin,che fino a quel momento aveva osservato tutto sorpreso e non si era permesso di dire una sola parola.
-è stato lo zio,sa che siete qui tranquilli,vi stiamo portando proprio da lui,non vede l’ora di conoscervi,soprattutto te Charlie...-affermò Casey mentre arrivavano davanti ad una casetta color miele.
Si fermarono davanti ad essa e stavano per entrare,quando un ragazzino si parò davanti a loro.Aveva la pelle scura,occhi e capelli color pece e un sorrisetto furbo in volto.
-chi siete?-chiese il bambino con fare curioso
-loro sono Charlie e Kevin,ragazzi,lui è Farid,il mio amico-disse Casey entusiasta,il piccolo accanto a lui spalancò gli occhi non appena sentiti i loro nomi
-loro sono Charlie e Kevin?!QUEI Charlie e Kevin?!Gli stessi di cui parla da tutta la mattina?!-chiese il bimbo dai capelli color pece,i due amici si guardarono straniti
-si Farid,sono loro,ora non spaventarli e accompagnaci da lui-disse dolcemente Michael accarezzandogli la spalla,il ragazzino annuì e riprese a camminare accanto a Casey,mentre il gruppetto entrava nella strana casetta gialla.
L’interno sembrava una graziosa abitazione di paese,simile a quella della vicina di Charlie,la signora Berris,un’anziana che veniva gratificata da tutta la città per la sua dolcezza infinita e la pazienza che riusciva a mantenere.
Le pareti color lavanda della stanza in cui erano appena entrati sembrava la cameretta di Jacqueline,la sorellina di Kevin.Lungo il corridoio c’era un grazioso tappeto color panna e infondo una poltrona della stessa tonalità,su di essa vi sedeva un ragazzo,la poltrona era però girata al contrario,quindi i due non potevano vedere bene il viso di colui che avevano davanti.
Egli si girò rivelando il suo viso che pareva molto familiare soprattutto al biondo:gli occhi color ghiaccio si dilatarono non appena videro Charlie e iniziarono a brillare
-cari Charlie e Kevin,finalmente vi posso conoscere,è un onore vedere che siete venuti qui da me-disse stringendo la mano ai due,poi li fece accomodare sul divanetto accanto a loro e poggiò due bicchieri molto strani sul tavolo
I due guardarono il contenuto e videro che era uno strano liquido color porpora,Charlie pensò a cosa potesse essere mentre Kevin credette che volesse avvelenarli
-che cos’è?-chiese il ragazzo dai capelli castano ramato terrorizzato
-non temere Kevin,è solo succo al mirtillo,abbiamo una coltivazione e questi sono stati colti e schiacciati appena stamattina,assaggia,sono buonissimi-disse prendendo un bicchiere e bevendo tutto il contenuto in un secondo,il moro fece lo stesso e rimase allibito per quanto avesse ragione il ragazzo davanti a lui
-è vero amico!Sono spettacolari!Assaggia-disse Kevin a Charlie ma lui aveva altri pensieri per la mente,e sicuramente non riguardavano uno stupido succo.
-non abbiamo tempo da perdere con del succo ora Kev,quei ragazzi sono in pericolo e solamente noi possiamo aiutarli!Quindi ora spiegatemi perché siamo qui e chi diavolo è lui!-tuonò Charlie furioso,non sopportava queste sciocche perdite di tempo quando nello stesso momento la sua migliore amica e altri ragazzi stavano rischiando la vita in quel posto orribile,l’unica cosa che voleva era liberarli e non ce l’avrebbero mai fatta se avessero perso tempo con queste sciocchezze.
-tranquillo Charlie,tutte le domande che hai per la testa avranno una risposta oggi,ora stai tranquillo,prima di sapere tutto dovete conoscere la nostra storia-disse il più grande alzandosi improvvisamente dalla poltrona,i due ragazzi lo seguirono senza dire nulla,il biondo sperava veramente che avrebbero potuto salvare tutti quei poveri ragazzi,in particolare colei che ormai regnava sovrana nel cuore del giovane Jones.
Uscirono dall’abitazione e iniziarono a fare il giro della Riserva,ogni persona che li incontrava sapeva i loro nomi e aveva sentito parlare dei due,Charlie si sentì in un modo strano:di solito lui e il suo amico preferivano rimanere per conto loro e oltre alle loro persone care e ad alcuni amici stretti nessuno aveva mai mostrato così tanta ammirazione,all’inizio fu molto strano...
Quando arrivarono a casa del piccolo Casey trovarono lui e la sua famiglia ad aspettarlo.
Una donna dai capelli neri e gli occhi color ambra li attendeva accanto al più piccolo,dall’altro lato vi era una ragazza dai capelli corvini e gli occhi color mare,le due si assomigliavano molto e a quanto pare dovevano essere madre e figlia.
-Charlie,Kevin,vi presento Kristael,mia mamma,e Amalia,la mia sorellona-disse il bimbo biondo sorridendo e prendendo la mano delle due per poi condurle dai ragazzi
-Ciao ragazzi,è un piacere conoscervi,sappiate che siamo disposte ad aiutarvi in tutti i modi possibili per liberare quei poveretti-disse la donna sorridendo ai due,Charlie vide quanto lei e la figlia si assomigliassero,al contrario del minore,evidentemente aveva più cose in comune con suo padre...
-grazie mille Kristael,è un piacere anche per noi,fino a poco tempo fa non credevamo che ci fossero così tante persone che potessero aiutarci...-disse sinceramente Charlie vedendo tutto il territorio intorno a loro:tutte quelle persone,i bambini,i ragazzi,sapevano cosa succedesse lì dentro,al contrario dei due ragazzi che erano del tutto nuovi in quell’ambiente...
-certo che vi aiuteremo Charlie,abbiamo lo stesso obiettivo:liberare quei poveri ragazzi dalle grinfie di quella sottospecie di scienziati,dato che ci tengono tanto a farsi chiamare così...-concluse la madre di Casey strappando un sorriso dal volto dei due,poi li invitò all’interno della loro abitazione per prendere qualcosa da mangiare,poi sarebbero ripartiti per la città,dato che i loro genitori erano molto sospettosi riguardo gli ultimi avveninìmenti e non gli andava assolutamente a genio il fatto che andassero in giro da soli.
Per questo il vice-sceriffo Peter e il suo superiore,lo sceriffo Jennifer Jones erano diretti verso Lifestorm,cercando di capire perché i due ragazzi si erano avventurati in quel posto senza dirgli nulla.
-secondo te cosa ci fanno qui Peter?Ci sarà qualche incontro tra drogati?-
-non credo Jennifer,tuo figlio e Kevin non sono certo tipi da queste cose,staranno sicuramente cercando qualcosa su i laboratori,avranno trovato qualche indizio che li ha portati qui...-disse Peter tranquillizzando la donna,aveva visto suo figlio crescere,sin da quando era un bambino si era occupato di lui come se fossero fratelli.
Durante i suoi primi incontri come tirocinante in centrale,Charlie aveva solo dieci anni e già si era affezionato molto a lui,giocandoci durante le pause o regalandogli dei dolcetti.Il giorno in cui dovette affrontare la prova finale per dimostrare di essere in grado di entrare nella polizia,il piccolo Charlie si era voluto svegliare presto di sua volontà apposta per fare il tifo per lui.Questo aveva caricato di gioia Peter che aveva passato il suo esame in maniera eccellente.
Da quel giorno non si erano più separati:Peter gli aveva insegnato tutti i segreti che utilizzava come agente e,man mano che Charlie cresceva,il loro rapporto migliorava sempre di più,tanto da diventare fraterno.
Ed ora,il vice-sceriffo Peter si stava chiedendo come mai il ragazzino che conosceva da una vita avesse mentito a sua madre per scorrazzare lungo un quartiere ormai abbandonato assieme a Kevin.
-secondo te si stanno ubriacando?-chiese ancora una volta la donna preoccupata,il ragazzo si voltò verso di lei spazientito
-Jennifer,datti una calmata,l’ultima cosa che potrebbero fare è ubriacarsi in un quartiere abbandonato!Non è una cosa da loro,non lo farebbero neanche tra cent’anni!-disse il giovane poliziotto alzando la voce,comprendeva che lo sceriffo fosse preoccupato per suo figlio,ma si fidava di Charlie e sapeva che qualunque cosa stesse facendo,sarebbe stata d’aiuto anche a loro con le indagini.
-hai perfettamente ragione Peter,però non sarebbe opportuno lasciarli vagare per quel posto abbandonato da soli,sai benissimo cosa potrebbe succedere...-
-e va bene,ma solo perché ci sono degli scienziati pazzi pluriomicida in libertà-disse il ragazzo parcheggiando l’auto,la bionda scese e tirò fuori la sua pistola,iniziò ad avanzare verso il luogo in cui andavano i due,curiosa di sapere dove fossero diretti con tutta quella fretta.
Per questo il vice-sceriffo Peter e il suo superiore,lo sceriffo Jennifer Jones erano diretti verso Lifestorm,cercando di capire perché i due ragazzi si erano avventurati in quel posto senza dirgli nulla.
Quando si accorsero che i ragazzi andavano incontro ad altre due persone iniziarono ad avere qualche dubbio sulla loro sincerità.
Dopo averli seguiti fino al porto,salirono sul traghetto e si nascosero nella parte riservata alle merci,sperando che nessuno sarebbe sceso a controllare,altrimenti li avrebbero scoperti.
-e se sono loro gli scienziati Peter?Se li avessero ricattati per portarli lì dentro?!- chiese la donna al suo collega con un velo di preoccupazione nella voce
-Jennifer,sai benissimo quanto siano in gamba Charlie e Kevin,sicuramente stanno scoprendo qualcosa,sono troppo furbi per farsi prendere così facilmente…se si fidano di queste persone c’è sicuramente qualcosa sotto, dobbiamo solo scoprire chi sono-rispose tranquillamente il vice-sceriffo Carmichael trasmettendo un po’ di tranquillità allo sceriffo.La donna era abituata a considerare suo figlio come la cosa più importante per lei,la sua ancora,l’unica persona che contava nella sua vita,ed ora temeva di perderlo più di ogni altra cosa…
-forse hai ragione Peter,devo solo tranquillizzarmi un po’…-affermò la bionda prima di sedersi a terra e riguardare gli appunti che aveva sulla sua agenda delle indagini.
Il suo vice stava per sedersi accanto a lei quando la nave si fermò,entrambi capirono che era arrivato il momento di vedere cosa stessero combinando il biondo e il suo amico dai capelli color rame,scesero dal traghetto e trovarono un posto in cui nascondersi,nel quale sicuramente non si sarebbero fatti vedere.
Quando Jennifer vide suo figlio e il suo migliore amico parlare con il capitano della nave pensò che non ci fosse niente di male,quella donna sembrava molto gentile e anche simpatica,se ci fosse stato qualcosa sotto l’avrebbe notato all’istante,faceva la poliziotta da una vita ormai e sapeva quando una situazione era pericolosa e quando non lo era…
-credo che sia meglio seguirli,stanno procedendo verso l’interno,tutto bene Jennifer?-chiese Peter preoccupato,la bionda era talmente immersa nelle preoccupazione che non si era resa conto del fatto che suo figlio e Kevin stessero camminando verso l’interno dell’isola in cui avevano attraccato
-oh,scusami Peter,ero sovrappensiero,si hai ragione, è meglio seguirli-concluse la donna prima di addentrarsi nel centro dell’isola.
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