Capitolo 4:
Jennifer si diresse verso il portone con passo svelto,mentre i due ragazzi la osservavano spaventati, la donna aprì la porta e i tre videro il vice-sceriffo Peter che li guardava confuso,Kevin tirò un sospiro di sollievo,Charlie pensò al motivo per cui era lì:e se si volesse vendicare per sua cugina?Sua madre non le aveva detto che sapeva delle lettere,magari aveva scoperto qualcosa e ora era arrivato lì per v vendicarsi della povera Jennifer e dei due ragazzi...
Il biondo scacciò via tutti i pensieri negativi e si precipitò ad accogliere l’ospite,mettendosi affianco a sua madre che stava chiacchierando con il giovane sullo stipite della porta.
-Buonasera vice-sceriffo Peter,perché non si accomoda dentro?Prego,non è carino farla rimanere qui al freddo,si accomodi-disse il ragazzo con un gesto di mano rivolto verso l’interno della casa,il poliziotto entrò e si accomodò sul divano,mentre scambiava qualche parola con i tre
-gradisce qualcosa da bere?Se vuole posso portargliela io...-affermò ancora una volta il ragazzo dai capelli color miele,si sentiva molto in colpa per la presenza del nome di Jane su quella lista,sapeva che non avrebbe risolto nulla così,ma almeno sarebbe stato gentile...
-Ti ringrazio molto Charlie ma sono apposto così,stai tranquilllo,sono venuto per discutere di una cosa con voi...-disse tranquillamente,i suoi capelli color nocciola erano sistemati perfettamente e senza un filo di riccio,a differenza di quelli del biondo,i suoi occhi erano di un colore molto scuro,quasi nero,diversamente da quelli color ghiaccio di Charlie...
Quell’ultima frase lo fece rabbrividire.
Discutere di una cosa con voi...
Era pronto per fargliela pagare.
Charlie ne era certo.
Spalancò gli occhi e iniziò a balbettare,ciò che stava dicendo non aveva un minimo di senso ma era talmente sopraffatto dal senso di colpa e di ansia che non riusciva a controllarsi.
Sentì sua madre chiamarlo mentre la testa gli girava e la visuale davanti a lui iniziò a farsi sempre meno chiara.
Quando riaprì gli occhi vide le tre persone davanti a lui guardarlo in modo preoccupato,si mise a sedere e sua madre lo strinse in un caldo abbraccio,in quel momento si sentì al sicuro,come se nessuno avesse potuto fargli del male in nessun modo.
-Charlie,tesoro mio,eravamo preoccupatissimi,hai avuto un attacco di panico e non riuscivamo a calmarti...-disse sua madre in preda al pianto,gli occhi color smeraldo della donna erano rossi e ricolmi di lacrime,segno che aveva pianto,e anche molto considerando le chiazze rosse che aveva sotto gli occhi...
-Ma non è possibile,non succedeva da un sacco di tempo...-riuscì a dire il biondo,la sua voce era incrinata e bassa,sembrava che avesse urlato per tutto il giorno precedente,la gola gli bruciava e un minimo sforzo di voce gli provocava un dolore lancinante ai lati del collo,non voleva ritrovarsi in quella situazione,non di nuovo...
-Tranquillo tesoro,non preoccuparti,sappiamo benissimo che è successo per un motivo ben preciso,ora non ti sforzare e cerca di tenere a riposo la gola,domani continueremo con le ricerche...-disse sua madre e uscì dalla porta della sua stanza,com’era arrivato lì?Gli frullavano mille domande per la testa e non sapeva come poter rispondere ad esse...
Poi vide Kevin in lacrime accanto a lui,in tutta la sua vita non l’aveva mai visto così distrutto,poteva capitare che stesse male,ma mai così tanto...
-So esattamente cosa stai pensando in questo momento,non credo di essere mai stato più triste in tutta la mia vita,è stato uno spettacolo orribile amico,non smettevi di gridare...-disse e una lacrima gli scese lungo il viso,Charlie gli mise una mano sulla spalla e lo incitò a farsi forza,sperava che si sarebbe tranquillizzato...
-tua madre ha detto che non devi sforzarti,è meglio se rimandiamo la lettera di Jane a domani,non vorrei che tu ti sentissi peggio...-iniziò a dire il ramato,ma il biondo lo guardò contrariato e lui scoppiò a ridere
-va bene,va bene,facciamo ora,ma solo se mi prometti che non parlerai fino a domani,altrimenti porto tutto quanto a tua madre,così sicuramente non potrai leggere nulla...-disse il ragazzo dai capelli color rame,Charlie annuì e Kev prese in mano la cartellina con la lettera E,il biondo gli porse la lettera e lo incitò ad iniziare la lettura mentre esaminava i documenti personali.
Kevin aprì il foglietto,fece un respiro profondo e si buttò nella lettura della lettera di Jane Carmichael:
Mi svegliai con un dolore lancinante al ginocchio,buttai uno sguardo sulla parte dolorante e vidi che era nero e gonfio,eppure non mi sembrava di essermi fatta male durante l'allenamento...
Da quando Tiffany è scomparsa passo la maggior parte del tempo in palestra,non l'ho mai trattata bene,fin da quando eravamo piccoline ho sempre avuto una forte competizione nei suoi confronti,ciò era dato dalla gelosia e dal fatto che fosse migliore di me in qualsiasi cosa:
dalla ginnastica a scuola,a lezione di teatro e perfino in matematica...
Non le ho mai dimostrato quanto tenessi a lei,non le ho mai detto che in realtà la ammiravo,per me era come una musa,un idolo,colei che mi spingeva a migliorare sempre di più,e che ora era scomparsa nel nulla...
All'inizio non capii,pensai semplicemente che volesse riposare,schiarirsi le idee,allontanarsi per pensare...quando mi contattarono per interrogarmi sulla sua scomparsa rimasi esterrefatta.
Mi diressi a scuola in condizioni pietose nei giorni che seguirono,quando vidi mio cugino Peter rivolgermi un cenno lungo il corridoio capii che era arrivato il momento di andare.
La sedia su cui mi fecero accomodare era fredda,proprio come il mio stato d'animo da quando avevo saputo della scomparsa di Tif...
Peter mi fece alcune domande assieme allo sceriffo Jones,risposi a tutto sinceramente,ero stufa di dover essere sempre perfetta,mostrai per la prima volta i miei sentimenti e scoppiai a piangere disperata,rimpiangendo di non aver mai ringraziato Tiffany come dovevo.
Fui consolata dai due poliziotti,mi promisero che avrebbero fatto di tutto per ritrovarla,per un attimo fui sollevata...
Ma ovviamente non potevo immaginare che tra poco sarebbe stato il mio turno...
Ricordo ancora tutti i dettagli di quel giorno,la mattina avevo indossato il mio nuovo maglione color bianco latte e mi stavo dirigendo a scuola...
Vidi improvvisamente una folta chioma corvina dirigersi verso un vicolo a me sconosciuto,riconobbi la corporatura della mia "amica" e decisi di seguirla,magari non era neanche lei ma ormai ero troppo curiosa per voltarmi e tornare indietro...
Il luogo in cui mi portò la ragazza era molto strano...sembrava una fabbrica abbandonata,man mano che mi avvicinavo notavo cose sempre più strane:come vasche piene di uno strano liquido verdastro e celle blindate dalle quali si sentivano strani rumori...
Continuai a seguire la ragazza fino a quando non entrò in una stanza,mi fermai dietro a uno scaffale affacciandomi con la testa per vedere cosa stesse facendo.
Si girò e mi guardò con un ghigno malefico,per poi puntarmi una strana pistola contro,non credevo che ne sarebbe stata capace per cui rimasi immobile.
Mi pentii della mia scelta quando sentii qualcosa colpirmi al petto,il mio maglione era pieno di sangue...
Mi accasciai a terra sotto lo sguardo compiaciuto della ragazza,poi vidi tutto buio...
-È impossibile...Non avrebbe scritto la lettera se fosse morta- disse Kevin al suo amico riponendo il foglio nella cartellina con scritto "Soggetto E"
-Hai ragione,non è morta.Dobbiamo scoprire cosa le è successo- sussurrò il biondo riponendo i vari documenti nella valigia per poi chiuderla
Il ragazzo dai capelli color rame si alzò dal letto dell’amico e uscì dalla stanza,Charlie aveva già capito cosa stesse facendo,così si preparò per la ramanzina che sua madre gli avrebbe fatto tra poco,quando avrebbe scoperto che aveva continuato a leggere le lettere anziché riposare...
Esattamente due minuti dopo la donna dai ricci capelli biondi entrò in camera di suo figlio con un’espressione più infuriata che mai,suo figlio la guardò tristemente e si preparò per scusarsi
-So che stai per dire Charlie,ma capisco anche che questa storia ti sta prendendo in prima persona per aver trovato quella valigia,ma non sofrzare troppo la voce tesoro,potresti stare male...-disse la donna sedendosi accanto a suo figlio,lui annuì e sussurrò un ‘grazie’ sorridendo,sua madre gli accarezzò la guancia e prese in mano i fogli sulla sparizione di Jane
-Secondo te Jennifer?Cosa dovremo fare?- chiese il moro alla donna appena ella finì di leggere,lei scosse la testa,si poteva notare benissimo la preoccupazione nei suoi occhi...
-Dovreste scoprire di più...abbiamo pochissimi indizi ragazzi,sappiamo solo che hanno preso alcuni ragazzi e li portano da qualche parte vicino a questo passaggio che avete scoperto,non sappiamo cosa succede lì dentro,per incastrarli dobbiamo scoprirlo...altrimenti Mya e gli altri rimarranno lì- disse la mamma di Charlie abbassando lo sguardo
-No!Non posso permetterlo!Dobbiamo salvarli!Mya è lì!- strillò suo figlio sbattendo freneticamente la sedia contro il tavolo di legno,voleva trovare quei ragazzi a tutti i costi...
-Charlie,tesoro mio,non urlare,peggiorerai solo la situazione...so che l'unica cosa che vuoi è riportarli qui ma non sappiamo abbastanza,non c'è qualcosa che potrebbe condurci da loro o verso qualche indizio?-
-potremmo andare nel luogo in cui Mya ci lasciava le lettere,magari in questi giorni ne ha portate altre...poi abbiamo anche quella che ci ha lasciato con la valigia,potrebbe essere un'ulteriore prova contro questi strani tizi-propose Kevin alzando le spalle,in quel momento gli occhi di Charlie brillarono di speranza,sarebbero riusciti a scoprire qualcosa in più?
-Per la miseria Kev!Hai ragione!Dobbiamo assolutamente andare a controllare!- affermò entusiasta Charlie trascinando il suo amico davanti all'ingresso,prese i loro cappotti e si vestí alla velocità della luce,mentre sua madre li raggiungeva
-Charlie,state molto attenti,se succede qualcosa di sospetto chiamatemi,vi manderò Peter in un batter d'occhio- li raccomandò Jennifer,poi uscirono dall'abitazione lasciando la bionda sola con le sue preoccupazioni- e non sforzarti troppo tesoro,non vorrei vederti di nuovo stare male- aggiunse uscendo dalla casa e arrivando sul portico,suo figlio annuì e corse verso il passaggio insieme al suo amico mentre l’unico pensiero di sua madre era che lui stesse bene...
La donna prese il telefono,digitò il numero che aveva intenzione di chiamare e,quando egli rispose,lo avvertì sul fatto che i due ragazzi fossero usciti per cercare qualche altra prova,poi riattaccò e rientrò in casa,colpita da mille ansie e preoccupazioni per suo figlio e il suo migliore amico...
Intanto i due ragazzi percorsero la strada con una velocità disumana,Charlie aveva una scintilla negli occhi,come se il fatto di poter scoprire qualcos'altro su quegli uomini gli avesse fatto tornare la speranza di ritrovare Mya,si dirigeva spedito per il passaggio segreto verso la zona industriale della città,esattamente prima del luogo in cui avevano scoperto la strada.
-Ci siamo Kev,ero qui quando ho trovato la valigia,era proprio...- cercò di dire il biondo ma si fermò fissando un punto davanti a lui
-Cosa c'è??Charlie!Cos'è successo?- disse Kevin preoccupato,si sporse per guardare e spalancó gli occhi alla vista dell'oggetto davanti a loro:
Un'altra valigia.
Mya ce l'aveva fatta di nuovo.
Il moro la prese e intimò l'amico a tornare a casa,quel posto non era più sicuro da quando avevano scoperto che non erano i soli ad usarlo.
Iniziarono a correre verso casa di Charlie quando delle voci li fecero fermare.
Erano sempre più vicini...
Kevin trascinò il biondo in una buca lì vicino e lo invitò a tacere mentre osservava cosa stava succedendo appena due metri sopra di loro.
C'erano due uomini e una donna,avevano un camice color bianco latte,assomigliavano a degli scienziati,tra le mani tenevano delle valigie simili a quelle dei ragazzi e parlavano con dei strani codici...
-Bisogna portare il soggetto F in laboratorio,devono ancora fargli qualche esame,a quanto pare non è andata bene ieri...- affermò la donna,i due davanti a lei annuirono e presero le valigie
-signora,quando prenderemo i soggetti J e K?- chiese uno di loro guardandola impaziente,i due ragazzi avevano capito perfettamente che stavano parlando dei prossimi da rapire...
-Non siate frettolosi,abbiamo preso i due innamorati due giorni fa!Aspettiamo qualche giorno e poi prenderemo anche loro,ora tornate al vostro lavoro altrimenti gli esperimenti li testo su voi due!- disse prima di sparire con i due uomini alle calcagna e lasciando Kevin e Charlie alquanto sorpresi.
Una volta certi che i tre si fossero allontanati,i due uscirono dal loro nascondiglio e si diressero velocemente verso casa del biondo.
Ad accoglierli trovarono la mamma di Charlie più preoccupata che mai,quando li vide furono accolti in un forte abbraccio materno
-Avete trovato qualcosa?- chiese la donna dai folti ricci biondi mentre li faceva entrare in casa
-Un'altra valigia,crediamo ci siano le lettere scritte fino a ieri...- disse Kevin poggiandola sul tavolo per poi aprirla
Charlie ispezionò la tasca destra superiore e trovò un foglietto ripiegato,riconobbe immediatamente la calligrafia della ragazza che tanto amava:
Cari Charlie e Kevin,
Se state leggendo questa lettera significa che siete riusciti a recuperare la seconda valigia che vi ho lasciato,vi ammiro.
Qui dentro ci sono le lettere di tutti i ragazzi presi fino a ieri, stamattina ne hanno presi altri due,dicono che siano gli unici maggiorenni e la dottoressa Harris vuole sperimentare una cosa strana su di loro...appena scopro qualcosa vi scrivo.
Mi dispiace se vi sto mettendo in pericolo,è l'ultima cosa che voglio,ma dovete aiutarci,ci torturano ogni giorno pur di scoprire qualcosa in più sul nostro cervello,dicono che abbiamo qualcosa di interessante...
Charlie,se puoi avverti tua madre,qui c'è anche Jane,la cugina del vice-sceriffo,cercate di liberarci vi prego.
Devo andare,stanno per arrivare le guardie,sappiate solo che la fabbrica in cui ci hanno rinchiuso è bianca e sembra abbia le finestre color giallo canarino...
Credo sia nella zona accanto al fiume,vi prego venite a cercarci...
Vi voglio bene
Mya
-Sapevo che sarebbe riuscita a scoprire qualcos'altro,è una ragazza molto intelligente,l’ho sempre ammirata...-disse la signora Jones riguardando la lettera scritta dalla migliore amica dei due,Charlie e Kevin sorrisero pensando a quanto fossero fortunati ad aver conosciuto una persona come Mya...
-Ora però sarà meglio continuare domani amico,credo che tu debba riposare e se io non torno a casa entro dieci minuti mia madre mi ucciderà!-disse Kevin spaventato,Jennifer rise e Charlie pensò a quanto fosse buffo il suo migliore amico...
Lo salutò con un cenno della mano per poi accompagnarlo fino alla porta di casa,una volta uscito lo sceriffo Jones obbligò suo figlio a riposare almeno un po’,così sarebbe stato pronto a scoprire una miriade di altri indizi il giorno seguente...
E così fece,andò in camera sua,si mise sul letto e cercò di prendere sonno,pensando al giorno in cui avrebbe riabbracciato la sua Mya...
Dopo questo capitolo puoi leggere anche
LETTERA ALLA MAREA
LETTERA ALLA MAREA Camilla teneva il foglio in mano mentre scriveva con la sua penna preferita. Scriveva in piedi accanto al letto, le lenzuola bianche disfatte. Schiena dritta, le gambe nude; le piaceva sentire il freddo percorrerle la pelle. Vent’anni, ca
IL PROFUMO DELL'ARGILLA tratto da
In un contesto dove le sfide quotidiane si intrecciano con la speranza, il libro esplora la storia di Serena Gullaci. Attraverso una narrazione poetica, divertente, nostalgica e immediata l'opera affronta temi cruciali come la resilienza e la ricerca di identi
Un insolito viaggio di andata e ritorno
È la storia di Olivia giovane scrittrice freelance, che non riesce più a scrivere storie emozionanti. La sua editrice le dice che deve ritrovare la sua vena perché i suoi personaggi, nelle ultime storie, avevano perso carattere. Le consiglia di andare in mezzo
Codice aperto- L'algoritmo a palazzo
CODICE APERTO- L’algoritmo a PalazzoSono le 9 di lunedì 13 aprile quando accendo il registratore davanti al municipio. Il cartello con il nome del nuovo sindaco è già affisso all'ingresso: Alba Rizzo. Lo leggo ad alta voce, per verificarne la consistenza. Ness