Storia · capitolo 18

Capitolo 17:

Lettere dal passato di Arianna Di Casimiro

Il ragazzo dai capelli color miele e gli occhi color blu cielo era appena sceso dalla barca del capitano Laurien Royale accompagnato da Peter Carmichael quando arrivò davanti a lui lo sceriffo Jennifer Jones in carne ed ossa, in salute più che mai. Gli occhi blu lo guardavano brillanti e il sorriso raggiante della donna illuminava tutta l’isola di Nierzy Island.

Il ragazzo la vide e si gettò subito tra le sue braccia, stringendola forte come se fosse stato l’ultimo abbraccio tra loro, lei gli accarezzò i ricci capelli biondi e inalò a pieni polmoni il profumo di suo figlio, sollevata che la paura di non vederlo mai più fosse solo un brutto sogno…

-mi dispiace tantissimo mamma, non sarei dovuto andare in città da solo, sono un’idiota, lo riconosco, ti prego perdonami, quando ho saputo come sei stata per colpa mia mi sono sentito la persona più egoista presente sulla faccia della Terra, ho pensato solo a me e ai miei interessi non valutando che se avessi preso la moto dello zio da solo in città mi avrebbero potuto prendere, sono uno sciocco, ti prego mamma, ti prego di perdonarmi, ti ho fatto tanto male e non te lo saresti mai e poi mai meritato, ti scongiuro perdonami, non commetterò mai un errore simile, ora ho imparato a mie spese cosa significa sbagliare e ti assicuro che non lo farò più, lo giuro –disse il ragazzo ancora una volta in preda alle lacrime, la donna dinanzi a lui sorrise e lo strinse ancora una volta tra le sue braccia, così materne e sicure per lui, da sempre.

-certo che ti perdono Charlie, figlio mio, sono fiera che tu abbia capito subito i tuoi errori e che abbia rimediato a tutto questo, sono fiera di te figliolo, ti voglio bene tesoro, sono felice che tu sia qui-

-anche io ti voglio bene mamma, sono fiero di essere figlio diuna donna come te, non avrei potuto desiderare persona migliore accanto-

-parlando di cose più urgenti ora figliolo, altrimenti mi fai piangere, hai trovato gli altri indizi? Cosa ti ha lasciato Mya??-

-dovrebbe mancare l’ultimo indizio, io e Peter siamo di ritorno da casa nostra, l’indizio era nascosto nel nostro giardino, incredibile vero?-

-molto da Mya direi –aggiunse la donna mentre si dirigevano verso l’ufficio di Charlie, pronti per risolvere quel caso che occupava la vita dellla loro famiglia ormai da anni, il giovane Jones ancora non lo sapeva, ma stava per scoprire tutto ciò che non gli era stato detto fino ad ora…

Si sedettero entrambi alla scrivania, madre e figlio maggiore, Jennifer incaricò Peter di andare a chiamare qualcuno, Charlie pensò che sua madre intendesse il fratello gemello, ma stava per raggiungerli il più piccolo membro della famiglia, il piccolo Casey che, insieme a suo fratello, stava per scoprire la verità sui laboratori.

Entrò nella struttura e si sedette accanto a Charlie, prima che chiunque lì presente potesse dire qualcosa prese la parola Jennifer:

-so che dovremmo leggere il bigliettino per scovare l’ultimo indizio, ma prima che possiate fare altro dovete sapere la verità su quel luogo, non posso sopportare il pensiero che andremo lì a riprenderci i ragazzi senza che i miei figli sappiano quello che è quel posto…- iniziò la donna respirando profondamente, lo stress gli aveva giocato una brutta carta ma si era ripresa ed ora era pronta per svelare tutto ai suoi ragazzi.

-mamma, sappiamo tutto quello che succede lì, Mya ci ha raccontato in ogni lettera, lo sai- tentò di dire il più grande, ma lei lo fermò

-ascoltami figliolo, non è solo quello, il nostro passato è collegato a quei laboratori, ecco perché dicono che la chiave per entrare sei tu e che io ho passato una vita su questa indagine in particolare-

-in che senso mamma? Perché il “nostro passato” dovrebbe essere legato a questi folli pazzi? Non capisco… -disse il ragazzo assumendo un’espressione alquanto confusa, sapeva delle continue indagini che aveva fatto sua madre e del rapimento di suo fratello e dei presenti nella Riserva, ma non capiva perché lui dovesse essere stato legato in passato con quel posto…

-Charlie figlio mio, è ora che tu sappia la verità, l’ho tenuta nascosta per troppo tempo ma, date le circostanze, devi sapere ciò che c’è sotto veramente, devi solo promettermi che non ti arrabbierai, ciò che ho omesso l’ho fatto per il tuo bene, ricordalo sempre-

-va bene mamma, lo prometto, ora basta con i comportamenti da bambino, sono pronto ad ascoltarti e a sentire ciò che hai da dirci –disse fermamente il biondo, si era stufato di fare del male agli altri per il suo comportamento, voleva cambiare, voleva essere come sua madre, una persona che opera per aiutare gli altri, non per causargli male…

-bene figli miei, dovete sapere che io e vostro padre ci siamo conosciuti al liceo e poi siamo partiti per due college differenti, io volevo fare la poliziotta mentre lui desiderava intraprendere la carriera di dottore. Forse mi amava in quel periodo, o forse è sempre stato preso più dal suo lavoro che da me, quando abbiamo terminato gli studi io ho iniziato un tirocinio e lui ha trovato subito un posto in questo studio nella stessa città. Andava tutto bene, ma solo secondo il mio parere…

Il suo capo era una certa Erin Chatman, una cardiologa, andavano molto d’accordo e me la presentò anche durante un evento, sembrava una donna in gamba che teneva molto alla sua carriera…

Un giorno alla donna diagnosticarono una malattia, si perdeva man mano una parte di memoria del nostro cervello e la parte del cervelloche controlla i muscoli si indeboliva.

Non aveva cura.

Ma loro la trovarono.

Per tenersi sani in vita bisognava iniettarsi ogni giorno una quantità elevata di questo enzima, chiamato Pigmento Neurologico Fresco, o più semplicemente PNF88, esso si trova solo ed esclusivamente all’interno del tronco cerebrale dei ragazzi dai 10 ai 21 anni, dopodiché questo enzima viene trasportato per tutto il cervello ormai adulto ed è impossibile prelevarlo.

Erin e Robert volevano assolutamente guarire lei da questa malattia, perciò fondarono questo laboratorio per gli studi sui ragazzi e iniziarono a viaggiare in giro per il mondo selezionando chi in quella città sarebbe stato portatore diretto della versione benigna del liquido-

-ecco perché prendono solo ragazzi…ma mamma, quindi nostro padre è uno di loro? -chiese Charlie sapendo già la risposta…

-si tesoro, mi dispiace non avertelo detto prima, l’ho tenuto nascosto per te, queste persone sono molto pericolose, bisogna stare attenti costantemente, altrimenti ti ritrovi lì dentro anche tu e per te sarà la fine—-non preoccuparti mamma, l’hai fatto per il nostro bene, quindi cosa succede ai ragazzi? Questo enzima è importante per noi?-

-è molto importante figlio mio,serve per la memoria e le reazioni che esegue tutto il corpo,senza di esso il comportamento del giovane cambia radicalmente,alcuni finiscono davvero male…- concluse la donna e i due ragazzi davanti a lei avevano un’espressione sconvolta in volto, sarebbero stati entrambi in un grave pericolo se lei non li avesse allontanati entrambi da lì…

Ciò che aveva appena scoperto risvegliò in Charlie una voglia ancora più grande di entrare in quei laboratori e massacrare quei pazzi per poi liberare i poveri ragazzi che erano prigionieri da tutto quel tempo...

Avrebbe fatto di tutto,ora che sapeva che mostro era suo padre voleva fargliela pagare in tutti i modi.

Prese la fiala di estratto alla vaniglia che aveva trovato nel suo giardino, vi era un bigliettino attaccato, il biondo lo prese e aprì pronto a leggere quello che sapeva fosse l’ultimo indizio che la sua migliore amica gli stava lasciando:

Caro Charlie,

So che ti stavi divertendo con questo nascondino degli indizi, ma purtroppo questo che hai trovato è l’ultimo della serie…

Spero che dopo questo riuscirai a trovarci… so che ne sei capace.

Ho scoperto la verità,so tutta la storia dei laboratori, è stata una ragazza a raccontarmi tutto, mi dispiace molto…

Per trovare l’ultima soluzione ti basterà trovare il mio libro preferito, vai alla pagina che corrisponde al giorno più importante per me e troverai la mia frase preferita sottolineata, so che sarà un gioco da ragazzi per te, mi conosci come la tua ombra e sai leggermi nel pensiero anche se siamo lontani, so che riuscirai a completare questa missione.

Non vedo l’ora di riabbracciarti.

Ti voglio bene Charlie.

Mya

Il biondo rimase qualche secondo in silenzio, sua madre e suo fratello lo guardarono quasi spaventati, non si muoveva…

Prese lo zaino, frugò per qualche secondo e ne estrasse un libro.

Finding you.

Di Ariana Johns.

L’unico libro che Mya aveva sempre amato da quando erano ragazzini…

Pensò al numero della pagina.

Non sapeva cosa tentare…

Provò il numero 18, la data del suo compleanno.

Mya aveva sempre avuto a cuore quel giorno, nonostante Charlie aveva sempre odiato festeggiarlo la ragazza organizzava feste a sorpresa tutti gli anni…

Il numero era quello.

Vide una frase sottolineata a matita a metà pagina.

“Nessuno mi allontanerà mai da lui, perché lo amo con tutto il mio cuore e la mia anima, nessuno ostacolerà mai e poi mai il nostro amore”

Perché proprio quella frase?

Lei lo pensava veramente?

Oppure era solo per fargli capire che l’ultima lettera era la N?

Il ragazzo dagli occhi color cielo decise di optare per la seconda possibilità, era evidente che Mya l’aveva fatto per fargli notare la prima lettera, lui sapeva che gli voleva un gran bene ma non avrebbe mai provato gli stessi sentimenti che sentiva lui…

Appuntò la lettera con le altre

Si andava a formare una parola: Sweden.

-non ci credo Charlie, ce l’hai fatta…hai risolto il caso… -disse sua madre coprendosi la bocca con le mani

-ho solo trovato una parola…cosa ho risolto?-

-hai trovato la sede Charlie! Il luogo in cui si trovano i laboratori è a Sweden Section! La zona accanto alle fabbriche della città! -esclamò sua madre entusiasta e solo in quel momento il ragazzo capì quanto fosse importante quel nome, non avrebbe mai pensato che Mya avesse usato un metodo del genere per farglielo capire…

Aveva finito.

Dovevano solo organizzare il piano per entrare.

Sapeva benissimo che a Sweden Section c’era una delle vie del famoso tunnel in cui lui e i suoi amici navigavano da quando si erano conosciuti, ciò che serviva era qualcuno che li accompagnasse lì dentro…

Avrebbero dovuto convocare la squadra.

Al completo.

-mamma, informa lo zio, fagli chiamare tutti, da questo momento organizzeremo il piano per entrare nei laboratori, dobbiamo farlo stanotte, digli che è già tutto deciso –disse fermamente il ragazzo e la donna annuì per poi uscire in fretta e furia dalla stanza alla ricerca del fratello gemello

-sei pronto per entrare lì dentro fratellone? –gli chiese il piccolo Casey guardandolo con quei grandi occhietti blu colmi di paura, il più grande si intenerì e lo strinse tra le sue braccia

-ho un po’ di paura anch’io Casey, ma ciò che mi spinge di più a farlo è la possibilità di liberare tutti quei ragazzi, la maggior parte sono miei amici, tengo molto alla loro salute e gli voglio un gran bene, riaverli con me sarebbe molto bello, non sei d’accordo? -

-si, anche io penso che dovremmo mettere da parte la paura e tirare fuori il coraggio, solo così i tuoi amici torneranno qui con noi, io combatterò per loro Charlie, non voglio che passino tutto quel tempo lì a soffrire come è successo a me –disse e Charlie fu fiero di suo fratello, iniziava ad avere gli ideali di un giovane Jones, crescendo esattamente come sua madre voleva che fossero: due ragazzi maturi e puri, che riconoscevano esattamente quali erano le decisioni giuste da prendere anche in momenti molto seri.

Nel giro di dieci minuti erano tutti lì, riuniti davanti al tavolo su cui erano sparsi tutti i documenti che avevano raccolto nel corso dell’indagine.

-allora, faremo così: Casey, tu e Farid andrete insieme a Michael a controllare se il tunnel è libero, Tif tu andrai con Peter a controllare le vie della città, ci ritroveremo tutti a Sweden section se dovessi trovare l’ingresso lì, comunicheremo con i walkie talkie –disse il biondo tirando fuori quello che era stato il primo regalo di suo fratello –Kristael, ho bisogno che tu e Amalia restiate qui con Laurien, se succedesse qualcosa in città informateci e tornate subito qui, è l’unico posto sicuro attualmente, so che ce la faremo, siamo un’ottima squadra, buona fortuna a tutti –concluse Charlie abbozzando un sorriso, sperava davvero che il suo piano funzionasse…

Conosceva Mya come le sue tasche, non l’avrebbe mandato lì senza un punto di riferimento…

A Sweden section c’era qualcosa.

Un altro indizio.

Ne era sicurissimo.

Ecco perché aveva deciso che lui, sua madre e suo zio sarebbero dovuti andare lì da soli prima che li avessero raggiunti gli altri.

Era il momento di agire.

Partirono tutti insieme diretti verso il porto, la barca di Laurie non era stata mai così piena…

Durante il viaggio il biondo spiegò anche a lei cosa avrebbe dovuto fare in caso le cose si fossero messe male, aveva dato anche alla donna una dose di fialette sufficienti per uscire dalla Riserva e dirigersi in città se ne avessero avuto bisogno, lei accettò il dono senza esitazioni e si congratulò con il ragazzo per il talento che aveva come sua madre, lo definì “un Jones a tutti gli effetti”

Questo era lui.

Charlie Stephen Jones. Figlio di Jennifer Jones, nipote di Charlie Jones senior e fratello di Casey Jones.

Di suo padre lui non aveva nulla.

E non voleva nulla.

Non l’aveva mai conosciuto e, dopo aver saputo ciò che aveva fatto prima che lui nascesse e durante la sua infanzia, non avrebbe mai voluto conoscerlo.

Per lui era come se non fosse mai esistito.

E così sarebbe dovuto essere per il resto della sua vita.

Non aveva bisogno di una persona come lui.

Non voleva che sua madre tornasse a soffrire come prima, aveva pensato anche di farla rimanere alla Riserva, ma sapeva che lei non gliel’avrebbe mai permesso…

Era come se per lei fosse una rivincita.

Per tutto quello che lui le aveva fatto.

Tutti i momenti tristi che aveva passato, anche quando non c’era più.

Charlie ricordava le notti insonni di sua madre, i pianti e i lamenti che si sentivano quando faceva brutti sogni, erano tutti riferiti a lui, sicuramente aveva subito violenze sia fisiche che psicologiche da quell’idiota che lui avrebbe dovuto chiamare papà…

Pensava a cosa sarebbe successo se l’avesse incontrato…

Sicuramente non ne sarebbe uscito molto bene.

Avrebbe ripagato l’uomo con tutto ciò che si meritava…

Tutto quello che aveva fatto a sua madre gli sarebbe tornato indietro come un boomerang.

E avrebbe fatto molto più male.

-mamma, posso chiederti una cosa? –chiese il ragazzo togliendosi tutti quei brutti pensieri dalla testa, altrimenti avrebbe avuto un esaurimento nervoso e, data la situazione, avrebbe azzerato la calma che c’era in quel momento, sua madre non lo meritava affatto…

-certo tesoro, dimmi pure-

-lui è ancora lì dentro vero? –

-si figlio mio, purtroppo è ancora lì…-

-allora non vedo l’ora di trovarli, dopo quello che ha fatto a te e ora ai miei amici, gli farò vedere io cosa significa mettersi contro un Jones…- affermò il biondo e sua madre lo guardò scuotendo la testa

-tesoro, non devi abbassarti ai loro livelli, libereremo i ragazzi e li faremo andare via, non serve perdere tempo con loro, sono persone con la mentalità chiusa e che non hanno affatto intenzione di giungere a compromessi, inoltre hanno un numero elevato di sicurezza, non riusciremo mai a superarli tutti per arrivare da loro… -concluse Jennifer accarezzando la spalla del figlio, sapeva quanto lui volesse far pagare a suo padre le brutte azioni che aveva commesso, da quando era piccolino aveva sempre lasciato che la giustizia trionfasse in qualsiasi caso e, quando commetteva qualche errore, ne subiva le conseguenze anche se non era quello che effettivamente desiderava, era sempre stato un bambino giusto e accettava i rimproveri, lei era così fiera di lui…

Ma a volte era fin troppo impetuoso...

Si gettava in qualsiasi situazione con il solo scopo di risolvere i problemi, voleva che tutti fossero felici e che non avessero difficoltà nella vita, putroppo però non era sempre così…

E lui ci stava male…

Ricordava i giorni in cui domandava perché tutti i suoi amici avessero un papà che li andava a prendere a scuola e lui no, lei cercava di non raccontargli com’era andata veramente e cercava mille scuse, un giorno gli disse che il motivo era perché suo padre era semplicemente andato via, lasciandoli soli, il piccolo Charlie non aveva parlato per il resto della giornata, si sentiva talmente ferito che si era chiuso in cameretta e non aveva voluto neanche toccare cibo.

Jennifer aveva sempre tentato di togliere quel pensiero dalla mente di suo figlio, intrattenendolo e facendogli credere che lei potesse ricoprire entrambi i ruoli.

Ma purtroppo, non sempre poteva…

I suoi coetanei avevano un padre con cui andare alle partite di football, colui con cui passavano il venerdì sera a giocare a basket nel campo della città, la persona che li difendeva dagli altri ragazzini impertinenti al parco quando giocavano, qualcuno con cui festeggiare la festa del papà…

Per quanto volesse farlo, Jennifer non poteva sempre ricoprire questo ruolo…

E si sentiva costantemente in colpa per questo…

Ma lei non aveva deciso nulla…

Lui e suo figlio avevano subito solo un destino crudele, ma ne erano riusciti meglio di prima ed ora erano più uniti che mai, dimostrando a tutti quanto una vera famiglia si potesse voler bene.

Arrivarono al porto di Lifestorm, scesero dalla barca ricevendo un sincero in bocca al lupo da Laurie, Jennifer, suo fratello e il suo primogenito andarono con l’auto della donna, parcheggiata lì vicino da quando si era intrufolata per la prima volta con Peter alla Riserva, sembrava passata un’eternità da quel giorno…

Il vice-sceriffo andò con Tiffany e presero l’auto di lui, la stessa con cui era andato a ripescare Charlie quando era scappato per le vie della città in cerca dell’indizio di sua cugina Hellen.

Casey, Michael e il piccolo Farid proseguirono a piedi, il più piccolo dei Jones salutò la sua famiglia e venne stretto in un caldo abbraccio da parte di sua madre, lei gli raccomandò di stare attento, non avrebbe mai sopportato il dolore di perderlo di nuovo…

Charlie era fiero di aver trovato suo fratello, nonostante i lati negativi che aveva portato questa situazione dei laboratori lui e sua madre avevano ritrovato una parte della loro famiglia e, una volta finito tutto, sarebbero andati a trovare i loro nonni materni per conoscerli, a Seattle.

Non vedeva l’ora di tornare ad essere il ragazzo che si annoiava per la sua cittadina vuota e senza alcun pericolo…

Ciò l’aveva stressato molto, ma presto sarebbe tornato tutto come prima…

-si concentrò per un attimo su ciò che vedeva fuori dal finestrino, era come se in quella miriade di alberi e cespugli vedesse qualcosa che non gli facesse pensare a quello che stava accadendo…

I suoi migliori amici erano stati rapiti.

Da suo padre.

La cosa era alquanto preoccupante vista dall’esterno.

Dal suo punto di vista ancora di più…

Se l’avesse incontrato?

Cosa gli avrebbe detto?

Che si meriterebbe un bel pugno in faccia di sicuro…

-Charlie, siamo arrivati, ecco Sweden section –disse sua madre risvegliandolo dai suoi pensieri, scese dalla macchina e iniziò a guardarsi subito intorno

Si fermò davanti a un albero molto familiare…

Ricordava benissimo quel posto…

Lui e Mya ci avevano passato un paio di giorni, quando Charlie e Kevin avevano discusso pesantemente lui si era rifugiato lì e la ragazza non l’aveva lasciato da solo per un secondo.

Quel giorno avevano fatto una promessa.

Qualunque cosa sarebbe successa, anche se si fossero trasferiti in capo al mondo, avrebbero mantenuto la loro amicizia, per poi incidere le loro iniziali proprio sul tronco dell’albero…

Infatti, davanti al biondo, sorgeva ancora la scritta “C+M: per sempre”.

Il ragazzo fu incuriosito da un pezzo di carta presente nell’incavo proprio sotto quell’incisione, probabilmente era solo un pezzo di carta finito lì per sbaglio, ma la speranza del ragazzo era infinita…

Era la sua scrittura…

Charlie ne rimase quasi commosso.

Caro Charlie,

questa sarà l’ultima lettera che ti scriverò.

Se sei arrivato qui hai trovato ciò che cercavi…

Ti resta solo una cosa da fare: gira questo foglio e sarai da me.

Ti aspetto.

E’ come se fossi già qui…

Ti voglio un bene immenso Charlie, grazie per tutto…

Mya

-ci siamo, è qui –disse semplicemente il ragazzo tenendo lo sguardo sulle parole scritte dalla ragazza, poi voltò il foglio e trovò una piantina con alcuni luoghi cerchiati.

Era quella dei laboratori.

Mya aveva cerchiato il luogo in cui si trovavano i ragazzi per facilitargli l’ingresso.

Quella ragazza è straordinaria.

-non ci credo…ha lasciato la piantina dell’edificio? –chiese Charlie senior e suo nipote annuì, facendo gioire anche i due adulti presenti

-ho sempre saputo che quella ragazza è straordinaria, ma con questo ne ho la completa certezza –disse Jennifer con un sorriso sgargiante, aveva sempre trattato Mya come una figlia ed era fiera di lei, di ciò che era e dell’effetto che aveva su Charlie.

Il ragazzo prese in fretta e furia il walkie talkie e contattò Casey, lo stesso fece lo sceriffo con il suo vice, li informarono che avevano trovato la via e di raggiungerli immediatamente lì.

Arrivarono circa due minuti dopo e, una volta tutti, si misero d’accordo per come entrare e dividersi nelle zone.

Charlie aveva distribuito ai ragazzini delle pistole giocattolo al cui interno aveva messo delle palline di argento, simili a quelle dei braccialetti, all’apparenza innocue ma che facevano molto male…

Il suo gioco preferito da bambino, gli aveva detto sua madre.

Sapeva che lei e gli altri adulti erano armati, la donna e il vice-sceriffo avevano le loro pistole, mentre suo zio e Michael qualche oggetto strano che conservavano alla Riserva…

Lui e Tiffany presero una mazzafionda a testa e qualche sassolino, giusto per distrarre le guardie in caso di emergenza.

Avevano deciso che i più piccoli e Michael sarebbero entrati dalla parte in cui vi erano tutti i contatori elettrici, la luce sarebbe saltata e mentre loro avrebbero fatto il giro dell’edificio le guardie si sarebbero riunite lì per verificare quale fosse il problema, intanto gli altri avrebbero avuto la via libera per entrare da due diversi ingressi:

Charlie, Peter e Tiffany sarebbero andati direttamente a liberare gli ostaggi, sicuramente erano chiusi in celle e protetti da codici strani, ma grazie alla mancanza di corrente in quel momento aprire le stanze sarebbe stato un gioco da ragazzi…

Jennifer e suo fratello invece sarebbero andati direttamente nell’archivio documenti e si sarebbero portati via tutte le informazioni necessarie in caso qualche ragazzo non riuscisse a scappare e i pazzi volessero cambiare luogo…

Avrebbero saputo tutto.

Erano pronti per entrare.

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