Storia · capitolo 19

Capitolo 18: fine.

Lettere dal passato di Arianna Di Casimiro

Stavano irrompendo nei laboratori.

Erano dentro da qualche minuto, Charlie era parecchio teso ma si sentiva a proprio agio con le persone accanto a lui, Peter era un vero e proprio fratello maggiore e Tiffany era la cugina della sua migliore amica, anche se non aveva mai avuto molta confidenza con lei questa storia li aveva uniti e si era affezionato alla corvina…

Aspettarono il segnale di Casey e, quando lo sentirono parlare attraverso il walkie-talkie i battiti del biondo accellerarono, tutta la sua famiglia era di nuovo in pericolo per queste quattro mura…

Non riusciva a crederci…

Dalla parte in cui erano entrati sembrava essere dentro una normale fabbrica, i muri erano molto rovinati, infondo quell’edificio era rimasto abbandonato per molto tempo dopo la chiusura ufficiale nei primi anni del duemila.

Poi aveva avuto quei nuovi inquilini, che avevano deciso di rapire ragazzi per ripopolare quel posto così vuoto…

Ma ora stavano per ricevere una bellissima sorpresa…

Quella sera lì dentro ci sarebbe stato un vero e proprio party per quanta gente avrebbe fatto avanti e dietro.

Charlie arrivò per primo, seguendo la piantina, nel luogo in cui avrebbero dovuto esserci i ragazzi rapiti.

C’era una grande porta scorrevole di colore bianco sporco, il biondo la spalancò e vide il lungo corridoio pieno di porte chiuse, si nascosero dietro un angolo per accertarsi prima che non ci fosse nessuno.

Peter arrivò fino alla fine del corridoio e riapparve pochi secondi dopo, facendo cenno al ragazzo che la via era libera.

Lui aprì la prima porta, fortunatamente non emise nessun rumore.

La persona che si ritrovò davanti lo fece sbalordire.

Era proprio lei…

Dopo due anni.

-Charlie… -disse la castana e il biondo rimase cullato nel sentire dopo così tanto tempo quella melodia che gli esseri umani comunemente chiamavano voce

Non disse una parola.

Avanzò verso di lei e la strinse in un abbraccio, il contatto con la ragazza dopo così tanto tempo e la possibilità di sentire di nuovo da vicino il suo profumo così puro e abituale per lui erano sensazioni magnifiche…

-Non sai quanto ho desiderato questo momento, da quando ho trovato la prima valigia sogno di riabbracciarti…-

-sono qui C, non vado da nessuna parte ora, te lo prometto -disse lei accarezzandogli il viso

-ragazzi, non vorrei interrompere questo momento così emozionante, ma dobbiamo sbrigarci, la sicurezza non ci metterà molto a tornare qui...-disse Peter spaventato, aveva quasi più paura lui che i ragazzi

-ha ragione, facciamo presto, altrimenti non riusciremo ad aprirle tutte...-disse Tiffany dirigendosi verso la seconda stanza

Man mano aprirono ognuna di esse, salutarono i ragazzi che per tanto non avevano potuto rivedere, ma di Kevin non c’era traccia…

Charlie informò sua madre, lui e Mya avrebbero cercato il ramato mentre Peter e Tif avrebbero portato gli altri ragazzi sulla via di Nierzy Island, dove li attendeva Laurie sulla sua barca, pronta per portarli in salvo alla Riserva.

I due amici avevano fatto il giro delle stanze e liberato altri due ragazzi che erano stati presi l’anno prima in un’altra città, non sapevano però che fine avesse fatto Kevin…

Peter era tornato, con lui c’erano anche Casey, Farid e Michael.

-Mya, lui è mio fratello Casey, è lui il ragazzino che ha portato la lettera a mio zio Charlie, mentre Michael è il fratello di mio padre, li ho conosciuti mentre tentavo di prendere una delle valigie che mi hai lasciato, quando la mamma ci ha detto che eravamo fratelli non immagini la reazione… -disse il biondo e la ragazza sorrise al più piccolo, Casey la guardava estasiato, era su di giri per aver finalmente conosciuto Mya Herman.

-finalmente ci conosciamo! Mio fratello mi ha parlato ininterrottamente di te, però ammetto che i complimenti che ti ha fatto erano veritieri…-affermò il più piccolo facendo colorare le guance di suo fratello, la ragazza rise e gli strinse la mano

-è un piacere conoscerti finalmente di persona Casey Jones, sono sicura che andremo molto d’accordo io e te –disse la ragazza mentre i tre portavano in salvo gli altri ragazzi appena in libertà.

Il loro piano stava andando a gonfie vele.

Mancava solo Kevin…

Uscirono da quel corridoio infinito e si trovarono di fronte due vie: una portava ad una stanza tutta illuminata di colore viola scuro, mentre l’altra era chiusa ma si potevano intravedere le luci chiare accese…

-quello lì è l’archivio, il posto in cui si tengono tutti i documenti su ogni cosa o persona che sia qui dentro, non so chi ci sia all’interno ma facciamo attenzione –spiegò la ragazza e Charlie la tranquillizzò:

-sono mamma e zio Charlie, ho detto loro di prendere ciò che ci sarebbe servito in caso questi pazzi avessero voluto cambiare di nuovo sede, non ne ho la completa certezza, ma penso siano loro…-disse il ragazzo con un tono di paura nella voce, sapeva che i gemelli Jones erano entrambi fantastici e molto in gamba, ma non tralasciava la possibilità che non fossero ancora arrivati lì…

-vogliamo entrare a controllare C? –chiese Mya guardando Charlie con i suoi bellissimi occhi color nocciola

-si M, andiamo, non ho paura- rispose lui mettendo la mano sulla maniglia per aprire la porta

Stavano per avere un infarto entrambi per la paura.

Ma ciò che videro li fece tranquillizzare all’istante…

Jennifer comandava a bacchetta Charlie senior che cercava di starle dietro e prendere tutti i fogli presenti lì che potevano essergli utili sia come denuncia nei confronti dell’organizzazione sia in casi estremi…

-Mya! Non posso crederci sei tu! Oh tesoro mio per fortuna stai bene! –disse Jennifer andando ad abbracciare la ragazza mentre suo figlio rimaneva sconvolto in un angolo

-dai Charlie guarda il lato positivo, vanno già d’accordo, non potresti desiderare cosa migliore…-disse suo zio ridendo e il biondo fece una smorfia, non aveva ancora detto nulla a Mya di cosa aveva provato quando lei era lontana ma sapeva che sarebbe uscito qualcosa da uno dei membri della loro “squadra” prima o poi…

Sarebbe stato anche difficile farlo…

Non poteva andare davanti a lei e dire: sai Mya quando eri nei laboratori ho confessato a tutte queste persone l’amore che ho sempre provato nei tuoi confronti e ora vorrei dirlo anche a te.

Si sarebbe sentito male.

E lei l’avrebbe allontanato.

Decise di tacere per il momento, non avevano ancora trovato Kevin e la situazione si stava facendo piuttosto complicata, dato che in quel momento tutte le luci ripresero a funzionare…

Sentirono delle voci provenienti dall’esterno.

Adesso si che le cose andavano male.

Jennifer e Charlie senior uscirono dalla porta principale e rimasero lì, avanzando lentamente, mentre Mya fece cenno al suo migliore amico di seguirla.

-so dove si trova Kevin, dobbiamo sbrigarci, forza –disse e lo prese per mano correndo verso l’altra ala della struttura, Charlie la seguiva a stento: il troppo contatto con la ragazza gli aveva provocato una mandria di elefanti nello stomaco e i suoi occhi avevano iniziato a brillare come diamanti.

Arrivarono nel posto pieno di luci viola, era un altro corridoio pieno di colonne di vetro piene d’acqua colorata o sporca con delle strane creature all’interno.

Era la Sala degli Innocenti.

Quella di cui Tiffany gli aveva parlato non appena uscita dal bunker in cui la tenevano in ostaggio e che era stata descritta perfettamente nella lettera di Lori.

-sai che stanza è questa Charlie? –gli chiese la sua amica fissando una creatura deformata con scritto il nome Lencier Prings sull’etichetta attaccata in basso a destra

-è la Sala degli Innocenti, giusto? Loro erano ostaggi…-rispose il biondo non smettendo di fissare quegli occhi irregolari ma ancora così sofferenti

-già, è proprio lei, allora sai anche come possiamo uscire da qui? –domandò di nuovo la ragazza guardando attentamente il biondo, lui ebbe un ricordo improvviso e annuì convinto.

Procedette spedito verso il fondo della stanza, la ragazza lo seguiva senza dire una parola, una volta arrivati lì lui alzò una delle griglie di ferro posizionata a terra ed ella si sollevò immediatamente rivelando un passaggio simile a un condotto di ventilazione.

-sapevo che ci saresti arrivato, ora andiamo, prima che- tentò di dire la ragazza, ma entrambi si bloccarono udendo voci maschili lontane dirigersi verso la loro direzione.

-presto Charlie, altrimenti ci vedranno –disse la ragazza e il biondo scese velocemente tirando la griglia con sé

Prima di avanzare lungo il passaggio, il biondo tirò fuori una delle pistole giocattolo simile a quelle che aveva dato a Casey e a Farid e mirò verso uno degli strani acquari, crepando un’estremità.

-andiamo Charlie –sussurrò Mya rimproverandolo, lui ne lanciò un’altra e poi la seguì spedito

Mentre percorrevano il condotto si sentì un tonfo e, dopo di esso, un rumore di pezzi di vetro infrangersi sul pavimento.

Mya lo guardò scuotendo la testa, lui rise compiaciuto, fiero del lavoro che aveva fatto.

Arrivarono sopra un ufficio, Mya gli fece cenno di uscire, il biondo ripetè lo stesso fatto all’inizio del condotto e uscirono in un batter d’occhio.

Davanti a loro videro una scena raccapricciante.

Kevin era legato su una sedia e, accanto a lui, c’erano un uomo e una donna che ammiravano diverse siringhe contenenti strani liquidi colorati.

Ricornobbe lei.

Era la Chatman.

-sapevamo che eri intelligente caro Charlie, ma non sapevo fino a questo punto, se la nostra infiltrata non ci avesse informato non avremmo mai capito che saresti venuto qui –disse la donna ancora voltata di schiena, il ragazzo fece cenno a Mya di rientrare nel condotto e lei, non dicendo una parola, ritornò lì e si nascose, connettendo il walkie-talkie al cellulare del ragazzo e inviando la posizione in cui si trovavano a Jennifer.

-già, somigli proprio a tua madre, sai? Sembra che abbiate lo stesso spirito da pacifisti…ridicolo –affermò l’uomo ridendo sprezzante

-non potete farmi niente, io non vi permetterò mai di continuare a fare ciò che state facendo, vi fermerò –tentò di dire il ragazzo e i due scoppiarono a ridere facendolo sembrare ridicolo, sperava con tutto il cuore che Mya fosse tornata indietro…

-davvero credi che tu, un ragazzino di appena diciassette anni, riuscirai a fermare noi che facciamo questo lavoro da anni ormai? Sei così sciocco ragazzo, non capisco cosa tu abbia ripreso da me…-disse l’uomo e in quel momento si voltò, il biondo riconobbe i tratti simili a quelli del fratello Michael…

-sei tu allora…-

-sei felice di conoscermi finalmente, figliolo? –

-non ti permettere di chiamarmi così –abbaiò il ragazzo più furioso che mai

-oh, perdonami, questo è il nomignolo idiota che usa quella traditrice di tua madre –tentò di dire l’uomo e il ragazzo lo colpì in faccia atterrandolo, la dottoressa urlò spaventata e Kevin spalancò gli occhi incredulo

-adesso lei viene con me e non si azzardi a dire una parola altrimenti le faccio pagare tutta la sofferenza che ha causato –disse il biondo rivolto alla Chatman, i suoi occhi color ghiaccio erano freddi e fissi sulla direttrice dei laboratori con un’attenzione che non aveva mai avuto prima

Improvvisamente la porta si spalancò.

Era Tiffany.

Il biondo fece un sospiro di sollievo…

-Tif, accidenti, mi hai fatto prendere un colpo, dov’è Peter? Credevo fosse con te… -iniziò a dire il ragazzo, ma la corvina tirò fuori una pistola che, al contrario di quella che aveva tenuto in mano precedentemente lui, non sembrava affatto finta…

-taci e siediti su quella sedia, se non vuoi che ti riduco in poltiglia, ragazzino viziato che non sei altro- disse la ragazza e lui rimase sconcertato

-bene Tiffany, vedo che la nostra spia è rimasta fedele al lato giusto…- disse la Chatman sorridendo

Charlie non ci credeva.

Sembrava un incubo.

Sperava solo che Mya stesse bene…

Tiffany prese il biondo e lo fece sedere accanto a Kevin, legandogli le braccia alle gambe della sedia, poi la dottoressa iniziò un discorso filosofico sul perché lui avrebbe dovuto rinunciare al piano che aveva organizzato.

Charlie sperava solo che da un momento all’altro arrivasse sua madre…

Entrò infatti poco dopo, seguita da tutta la loro allegra combriccola.

Jennifer e suo fratello avevano combattuto, fino a qualche attimo prima, con tutte le guardie di sicurezza di quell’ala della struttura, tirando fuori il meglio di sé.

Ed ora, chiamata dall’intelligentissima Mya, erano giunti in soccorso al povero Charlie, prigioniero di Erin la scienziata pazzoide.

Non appena entrata nella stanza, la Jones aveva fatto un passo avanti e steso la Chatman con solo un innocuo sgambetto…

Cercò di rialzarsi, ma il colpo che aveva preso era forte, svenne…

-sei stato tu ad atterrare quel rincitrullito di tuo padre, Charlie? –chiese la donna guardando l’uomo a terra

-si mamma, sta attenta! –disse improvvisamente Charlie, la donna si voltò e fece appena in tempo a schivare un pugno da parte di Tiffany

-Tif, cosa ti prende?!-

-mamma! E’ alleata degli scienziati! Era una spia! L’hanno mandata apposta per controllare i nostri passi! –

-e ci siete cascati con tutte le scarpe, se non foste stati così preoccupati per le vostre sciocchezze emotive, avreste capito subito che c’era qualcosa che non andava –disse la corvina con tono smorfioso, Jennifer le lanciò un’occhiataccia e la immobilizzò senza che ella se ne accorgesse

-visto, è stato facile…ti consiglio di studiare a Nashville figliolo, ne esci molto preparato…-disse la donna sciogliendo i nodi a suo figlio e al ragazzo seduto sulla sedia

-è un piacere immenso rivederti Kevin, stai bene? –chiese la donna al ragazzo dai capelli castano ramato

-potrei stare meglio, cara Jennifer, ma grazie per esserti preoccupata…-rispose lui ridacchiando mentre uscivano dalla stanza

Per tornare alla riserva avrebbero dovuto solamente attraversare il corridoio davanti a loro, inziarono a correre come non mai, il giovane Torres si fermò per un secondo e schiacciò un bottone rosso sul muro, l’intera sala iniziò a riempirsi di sirene che suonavano e le luci rosse lampeggiavano a non finire, Charlie guardò il suo migliore amico per rimproverarlo ma lui alzò le spalle

-è per liberare gli ostaggi di tutte le stanze, così riusciranno a scappare con noi, altrimenti creeranno un po’ di caos permettendoci di scappare…-disse semplicemente il castano, era stata una mossa molto intelligente infondo…

-ben fatto amico, ora andiamo-

Arrivarono alla porta d’uscita, stavano per varcarla quando comparvero una decina di guardie della sicurezza, iniziarono a schivarli per tentare di scappare e uscire almeno di lì…

Una delle guardie trattenne Kevin per un braccio, il biondo cercò in tutti i modi di liberarlo, ma il suo amico gli fece cenno di proseguire senza di lui.

-Charlie scappa, starò bene, pensa a te ora, non a me, Charlie vai, tua madre ha bisogno di te –disse e il biondo rimase per un momento lì immobile per poi essere strattonato da sua madre e suo zio verso l’uscita

-andiamo Charlie, è troppo rischioso restare qui, vieni, Laurie ci aspetta al porto…-disse lo sceriffo Jones al ragazzo, il fratello lo prese sottobraccio e lo accompagnò pian piano lungo il corridoio che portava all’uscita di Lifestorm

Le erbacce alte e i rampicanti che si trovavano lungo quel tunnel erano grigie e senza alcuna emozione, il verde vivido delle piante era scomparso come la voglia di fare di Charlie…

Salirono sulla barca e il ragazzo non riusciva a guardare in faccia nessuno, si sentiva come se l’avessero ferito gravemente, dopo tutti gli sforzi che aveva fatto non era riuscito nel suo intento e aveva lasciato lì dentro una delle persone più importanti della sua vita…

-Charlie, sei molto stanco, dovresti riposare un po’…hai fatto troppo in questi mesi, dovresti recuperare le ore di sonno, hai delle occhiaie che fanno paura…-disse Mya seduta accanto a lui, il biondo si voltò verso di lei e la ragazza vide i suoi occhi blu colmi di lacrime e rossi, perdere il suo migliore amico così davanti ai suoi occhi era stato atroce per lui…

Si sentiva così deluso da se stesso…

L’aveva perso una volta, poi ritrovato.

E subito riperso…

Per una sciocchezza poi...

Se fossero usciti qualche secondo prima, adesso starebbe lì con loro…

-è tutta colpa mia, avrei potuto agire diversamente…adesso lui è rinchiuso ancora lì dentro e sicuramente lo tortureranno più di prima…-concluse Charlie e scoppiò a piangere tra le braccia della sua migliore amica, che lo accarezzò delicatamente cercando di tirarlo su, sapeva che per lui era stato un brutto colpo improvviso, sperava solo che non si sarebbe buttato ancora più giù…

-C, sai che Kevin non smetterà un giorno di credere che tu lo andrai a riprendere, vero? –gli chiese la ragazza, lui la guardò per qualche secondo e poi annuì

-hai ragione M, Kevin sa che tornerò da lui, io non mi arrenderò mai, quello lì è il mio migliore amico e io lo porterò fuori da quel postaccio, fosse l’ultima cosa che faccio…-disse Charlie fermamente convinto della scelta che stava facendo

Intanto il suo migliore amico era stato riportato nell’ufficio della dottoressa Chatman, ma invece di essere legato su quella scomoda sedia di legno, si trovava in piedi, e Tiffany gli stava parlando

-fai i bagagli caro Torres, tra poco partiamo per una nuova meta, quello sciocco del tuo amico non ci troverà mai, neanche se girasse tutto il mondo –esclamò la ragazza ridendo, poi ordinò alle guardie di riportare il castano nella sua cella, la dottoressa e Robert stavano impacchettando ogni cosa nei loro uffici, come facevano gli altri lavoratori presenti lì dentro, nessuno immagnava dove potessero essere diretti, i neo-liberi non sapevano neanche che volessero partire, cercavano di concentrarsi sulla loro salute e alcuni non sapevano neanche che uno di loro fosse rimasto lì…

-secondo te andranno via di lì C? –chiese lo sceriffo Jones a suo fratello

-si Jenn, sicuramente staranno già facendo i bagagli…-disse pensieroso guardando verso la città

-dovremmo dirlo a Charlie secondo te? Dei documenti? –chiese nuovamente la donna

-non ancora, è talmente sconvolto per Kevin…lasciamolo riposare ancora un po’, poi quando sarà il momento, glielo dirò io stesso –concluse Charlie senior e si girò a guardare l’orizzonte dinanzi a loro che mostrava Nierzy Island in tutta la sua bellezza

Sembrava che la loro avventura si stesse concludendo, invece no…

Avrebbero dovuto continuare a lottare, ma sempre per un motivo valido.

Tutto questo era per Kevin.

E per tutti i ragazzi che erano ancora lì.

Non era affatto finita…

E Charlie lo sapeva bene.

Ma ora aveva Mya con lui.

E niente sembrava difficile ora che lei era lì.

Avrebbero fatto tutto come ai vecchi tempi, insieme.

La loro promessa era ancora valida.

E lo sarebbe stata ancora per molto tempo…

Ringraziamenti:

Questo libro è stata un’avventura durata ben due anni, anche io come Charlie ho avuto i miei alti e bassi, momenti di crisi, di difficoltà, momenti felici, di grande ispirazione, momenti bui, in cui non avevo neanche la forza di prendere in mano una penna…

Ma durante questo viaggio, mi sono sempre messa le mani in mano e, grazie alle persone che ho sempre avuto accanto, sono riuscita a completare questo testo.

Mi ha emozionato particolarmente il finale, non avrei mai pensato di concluderlo, ma è successo…

Innanzitutto un grazie di cuore ai miei genitori, che hanno sempre creduto in me e non hanno avuto problemi a supportarmi mai, sono e rimarranno sempre i miei primi fan, e ne sono veramente tanto felice.

La seconda persona che voglio ringraziare è Ginevra, la mia anima, colei che riesce a risolvere tutti i miei problemi e mi tira su il morale con uno schiocco di dita, auguro a tutti di poter avere una persona come lei nella propria vita, è un angelo senza ali sceso sulla terra per restarmi accanto sempre.

Poi ringrazio tutti coloro che erano a conoscenza di questo mio obiettivo e che, nonostante i miei momenti di difficoltà, mi sono stati accanto in ogni attimo, senza di voi non sarebbe stato possibile nulla. Grazie

E infine, un ringraziamento speciale va a Matteo, grazie perché riesci a tirare fuori il meglio di me, non potrei desiderare persona migliore accanto a me, ti amo tanto.

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