Capitolo 15:
Charlie entrò nella stanza e lanciò tutto ciò che aveva in mano sul tavolo, chiese a suo zio se potesse chiamare Jennifer e iniziò a riguardare l’album che aveva preso a casa sua, conteneva foto della sua infanzia, compresi i primi giorni passati con i suoi due migliori amici…
Una foto attirò la sua attenzione più delle altre, raffigurava tre bimbi abbracciati fuori dal parco giochi di Myrtle Beach, il biondo la tirò fuori dalla pagina plastificata e la girò
2 giugno 2016
Ricordava bene quella foto, una delle prime uscite con i due, una settimana dopo avevano scoperto il tunnel…
Sembravano passati anni…
Ma ora sarebbe tornato tutto come prima.
Sua madre arrivò immediatamente, entrò nella struttura che il suo gemello aveva lasciato a suo nipote e richiuse la porta prima di andare a sedersi accanto al ragazzo
-scoperto nulla di nuovo? –chiese la donna prendendo posto sulla sedia accanto a suo figlio
-Mya mi ha lasciato questo biglietto nel posto in cui abbiamo trovato Tif, non ho voluto dirlo a nessuno perché mi ha detto di scegliere una sola persona per cercare gli indizi che ci porteranno ai laboratori…-
-capisco…hai fatto bene a dirmelo tesoro, però non parlarne e vai con lo zio a trovare queste informazioni, prima entriamo lì prima tiriamo fuori quei poveri ragazzi, io organizzerò un piano per irrompere lì dentro, ora andate –concluse la Jones alzandosi frettolosamente e lasciando la struttura
Charlie era sempre più orgoglioso di quanto fosse sempre in accordo con sua madre, si capivano al volo e non serviva neanche spiegare qualche dettaglio per far comprendere di più cosa intendevano entrambi, era sempre stato così semplice con lei…
Tirò fuori la piccola cassaforte dallo zaino e inserì il codice, pronto a ricevere il prossimo indizio…
Emise un suono metallico, poi una x rossa si mostrò sul davanti.
La combinazione non era quella…
Com’era possibile?
Riprese immediatamente il foglio contenente l’indizio dato da Mya e lo riguardò attentamente…
L’inizio di noi tre…
Non aveva senso…
L’unica era quella data…
-cosa c’è Charlie? –chiese suo zio avvicinandosi e notando la sua preoccupazione
-la combinazione che ho inserito è sbagliata, non capisco...Mya mi ha dato quell’indizio, dev’essere per forza questa data…- disse il biondo demoralizzato mettendosi la testa tra le mani, suo zio si inginocchiò davanti a lui e iniziò a rassicurarlo, avrebbero trovato sicuramente l’indizio, infondo Mya aveva confidato in Charlie, solo lui avrebbe potuto trovare la via per i laboratori…
-no zio, non può essere nient’altro! Conosco Mya e lei conosce me! Non so cosa intende e questo mi sta mandando letteralmente fuori di testa!! –esclamò furioso il diciassettenne sbattendo il suo quaderno sulla scrivania e uscendo dall’edificio, ormai era impazzito, non ce la faceva più…
Le continue pressioni che esercitava su se stesso per questa problematica gli stavano facendo perdere il senno…
Aveva iniziato a prendersela con se stesso, si batteva ripetutamente le mani sulla testa e si dava schiaffi sul volto, il piccolo Casey lo notò e gli corse incontro preoccupato per la salute di suo fratello
-Charlie fermati! Cosa stai facendo?! Charlie!! –strillò bloccandogli i polsi, lui iniziò a dimenarsi cercando di far lasciare la presa al più piccolo, ma le poche forze rimaste lo abbandonarono e si accasciò per terra
-Non so cosa fare Casey, sento che la sto perdendo, è sempre più lontana da me, ogni volta che mi avvicino a lei sembra che appaia un altro ostacolo pronto per stravolgermi… -disse Charlie prima di perdere i sensi mentre suo fratello gridava disperatamente aiuto.
Si risvegliò in un letto, riconobbe le pareti color canarino e capì di essere nella casa di suo zio, spostò leggermente lo sguardo e vide che tutti coloro che lo stavano aiutando erano lì ad aspettare il suo risveglio.
-Prima o poi tua madre mi ammazzerà –disse Charlie Senior ridendo e sedendosi accanto al ragazzo –allora, hai finito di dare di matto? Possiamo continuare le ricerche o ti serve altro tempo per commiserarti? –
-tu non capisci! Ho provato in tutti i modi! Non riesco a trovarli! -
-anche io avevo provato in tutti i modi prima di fallire Charlie! Mya ha detto che la chiave sei tu! Solo tu puoi capire dove siano questi laboratori! Nessun altro può farlo! Solo e soltanto tu Charlie Jones! Sei la chiave, lo vuoi capire?! Mettitelo bene in testa e vedi di trovare questa maledetta combinazione!!-
Il biondo rimase di stucco.
Suo zio aveva ragione…
Doveva rimboccarsi le maniche e mostrare chi era veramente.
Charlie Jones, colui che avrebbe tirato fuori tutti quei ragazzi da quel posto folle una volta per tutte.
E l’avrebbe fatto all’istante…
Iniziò dall’indizio non compreso, prese il foglietto e rilesse ancora una volta quella semplice frase:
l’inizio di noi tre...
Sembrava una cosa talmente complicata…
Il ragazzo prese un foglio bianco e iniziò a scrivervi sopra le lettere dell’alfabeto.
A, b, c, d, e, f…
Ognuna occupava un piccolo spazio del foglio, poi individuò le tre lettere che cercava e le cerchiò.
C, K, M.
Iniziò a contare a quale numero corrispondessero.
La lettera C era la terza dell’alfabeto.
La K l’undicesima.
La M la tredicesima.
Insieme formavano il codice 31113.
Provò ad inserirlo…
La luce verde gli fece riaccendere un velo di speranza dentro di sé.
Adesso che aveva capito credeva che sarebbe stato tutto più facile.
Mya era intelligentissima, ed era vero che solo Charlie avrebbe potuto capire a cosa volesse arrivare la castana…
Ora aveva capito veramente perché era la chiave…
-zio, l’ho trovata! Ce l’ho fatta! – esclamò il ragazzo dai capelli biondi entusiasta, il più grande gli si avvicinò con un’espressione fiera più che mai
-sapevo che l’avresti trovato, ho creduto fin dall’inizio che saresti stato capace di compiere tutto ciò e anche tutt’ora non ho dubbi sul fatto che tu possa portare tutto a termine con successo-
Il giovane fu fiero di ciò che gli stava dicendo lo zio, da quando suo padre se n’era andato non aveva più avuto una figura maschile su cui contare e in quei giorni il fratello di sua madre gli stava restituendo tutto ciò che non aveva avuto per anni.
Aprì la piccola cassaforte e all’interno vide un piccolo bigliettino color crema, sul quale il ragazzo lesse il secondo indizio:
Sapevo che avresti trovato la soluzione al mio primo indizio, mi conosci troppo bene, ora ti darò il secondo e se riuscirai a trovarli tutti avrò la completa certezza che sei tu e troverai la strada per venire da me, è l’unico modo che posso utilizzare da qui purtroppo…
Per trovare il prossimo bigliettino dovrai andare nel luogo in cui Romeo ha dato addio alla sua Giulietta prima di andare con lei…
So che sei tu, ce la farai, credi in te.
Ti aspetto
Mya
Eccola qui.
La sua Mya.
Quella che parlava talmente tanto in codice da poter fare concorrenza alla CIA.
Dovevano tenersela così…
Il biondo stava pensando a chi si stesse riferendo la mora quando sua madre entrò nella stanza
-avevo detto che non sarebbe dovuto accadere di nuovo! Charlie Stephen Jones avevi promesso che non ti saresti sforzato! Io non voglio che mio figlio impazzisca e si senta male per risolvere un caso!-
- non è un semplice caso! Stiamo parlando di Mya e Kevin! Non voglio che il mio migliore amico e la ragazza che ho sempre amato muoiano per me che me la sto prendendo comoda con le indagini!- tuonò il ragazzo più infuriato che mai, mentre sua madre continuava a sgridarlo a causa della sua disattenzione nei confronti della salute il biondo uscì dalla stanza e poi dall’abitazione, diretto verso il porto.
La moto che avevano utilizzato lui e suo zio era parcheggiata lì, il giovane indossò il casco e senza esitare per un secondo salì e mise in moto, lasciando i suoi amici e la sua famiglia a bocca aperta…
A quel punto Jennifer iniziò ad impanicarsi.
-Charlie non può girare da solo, sai benissimo che aspettano solo questo momento per prenderlo ed andare via, non posso lasciarglielo fare fratellino! Ti prego troviamo un modo…- esortò la donna rivolta a Charlie senior manifestando tutta la paura che aveva in quel momento, era scoppiata a piangere come una bambina…
Le era stato strappato via Casey quando era ancora in fasce, non voleva affatto perdere il suo primogenito per colpa delle stesse persone…
Un dolore atroce iniziava a farsi strada nel petto, di sicuro vedere i suoi figli tra le grinfie di quei pazzi psicopatici malati di scienza ingiusta era molto più che doloroso…
-Jenn calmati, so io chi avvisare in città, non preoccuparti- la rassicurò il fratello stringendola tra le sue braccia così da non permetterle di cadere a terra priva di forze.
Intanto suo figlio, il fuggitivo ribelle che voleva a tutti i costi riabbracciare i suoi amici al più presto, aveva deciso di fare una bella passeggiata in moto per la città sperando che gli venisse in mente la soluzione all’indizio datogli dalla sua amica…
Non aveva pensato però che facendo così da solo era uscito allo scoperto e che i rapitori avrebbero potuto prenderlo da un momento all’altro.
Ci stava appunto pensando quando un furgoncino dei gelati color panna iniziò a percorrere la lunga via su cui era fermo lui.
Lo fissò per un microsecondo.
Il conducente aveva un viso conosciuto.
Era solo una sua impressione, altrimenti avrebbe capito subito chi fosse…
Questa era la sua convinzione…
Stava risalendo sulla moto e procedeva normalmente verso le vie di Myrtle Beach.
Il furgone era distante, ma pareva procedere per pedinarlo…
Ebbe una leggera ansia.
Continuò comunque a camminare, accellerando il passo con il veicolo.
Anche colui che si trovava dietro di lui fece lo stesso.
A quel punto Jones decellerò.
Ma il suo inseguitore non sembrava avere la stessa intenzione…
Anzi, aumentò la velocità.
Il diciassettenne cambiò via, e quando vide la strada vuota pensò di aver avuto solo una preoccupazione inutile.
Alla fine della via iniziò a mostrarsi il furgoncino bianco.
Accellerava.
Verso di lui.
Si sarebbero scontrati.
Per Charlie non era un granchè morire in quel modo dopo tutti i sacrifici che aveva fatto e che continuava a fare per gli ostaggi...
Chi li avrebbe trovati??
Era lui la chiave…
Così aveva detto Mya.
E suo zio l’aveva ribadito.
Sua madre sarebbe rimasta molto delusa da lui…
Mille pensieri stavano viaggiando nella testa dell’adolescente in quel momento, o sarebbe morto sul colpo per lo schianto…
O il furgone era dei laboratori e l’avrebbero preso.
Quella sarebbe stata la vera fine.
Per tutti.
Improvvisamente uno strattone lo fece risvegliare dalle sue preoccupazioni.
Si ritrovò in un’auto.
Stava decidendo se aprire gli occhi o no.
Non voleva vedere che fine avesse fatto…
Ma doveva farlo…
Pregò il cielo che non fossero gli scienziati.
La fine non era poi così vicina…
Era Peter.
Vestito di nero e con gli occhiali da sole indosso sulla sua macchina blu elettrico.
-sei impazzito?! Sai che non dovresti girare da solo per la città! Tua madre stava per avere uno shock!-
-so che ho sbagliato, mi dispiace, stavo pensando a questo mentre girovagavo, non ho saputo allietare la rabbia…-
-per poco non ti portavano via Charlie! Quello era uno di loro! Guarda!- disse facendo cenno al furgone che si allontanava, il biondo lo guardò e vide il famoso logo dei laboratori in basso a destra
- non possiamo seguirlo per vedere dov’è diretto? Magari riusciamo a scovare la loro sede più facilmente…-
-tu sei fuori, non hai mai visto un film d’azione? In queste situazioni c’è sempre qualcosa sotto, non ho alcun dubbio che sia una trappola- confermò il più grande indicando le altre macchine sospette parcheggiate lungo la via, la quale sembrava fin troppo popolata rispetto al solito…
-hai ragione Peter, sono uno stupido, torniamo alla Riserva ti prego, mi sento un po’ in pericolo qui…- si arrese il biondo e tornarono indietro, passando per Chaplin Bloulevard, la via in cui abitavano Hellen e suo fratello Matt.
Sapeva a memoria quella strada, quando lui e Kevin erano piccoli James e Matthew passavano interi pomeriggi con entrambi a giocare a basket assieme alla piccola Hellen o a prendere il tè con lei e i suoi peluche.
Ebbe un lampo di genio.
Ma certo!
Hellen era Giulietta.
E il suo Romeo era Ben.
Doveva solo trovare il luogo in cui era stata rapita la povera Miller…
Tirò fuori il taccuino.
Ormai lo portava sempre con sé, era un oggetto con cui riusciva a tenere a mente tutte le informazioni, come se avesse vicino Kevin tutto il tempo…
Negli appunti sulla lettera di Hellen c’era scritto che era stata presa da un uomo e gettata su un furgone mentre tornava dlla festa di Susan More.
Charlie ricordava bene quella lettera, una delle prime…
Hellen pensava che Ben l’avesse usata ed era scapata via, lui le era corso dietro e aveva visto il momento in cui una misteriosa ragazza si era avvicinata e l’aveva colpita.
Non sapeva ancora se fosse quella April o qualcosa del genere…
Non aveva mai sentito il suo nome né l’aveva mai vista a scuola…
Sapeva che era la figlia della preside, ma per lui questa ragazza sembrava non esistere…
Come se fosse apparsa misteriosamente…adesso.
Mya diceva che era alleata degli sicenziati, mentre Tiffany sembrava conoscerla e la nomina anche nella sua lettera, lo stesso facevano altri ma parlando di una ragazzina dai capelli rossi e gli occhi azzurro mare.
Ognuno diceva la sua, Charlie non riusciva a capire quale fosse la giusta via…
Decise di scacciare per un attimo questo pensiero.
Disse a Peter di svoltare verso casa di Susan e di procedere lentamente per tutta la via cosicché lui avrebbe potuto individuare la via più corta tra le due abitazioni.
Così fece il poliziotto.
Quando Charlie lo stoppò erano appena arrivati davanti al sottopassaggio di Walkov, era la via più corta che univa le due parti della città e anche uno dei passaggi per il tunnel che giungeva ai laboratori.
Il biondo fece fermare il suo autista e proseguì a piedi con l’auto alle calcagna, per non lasciare che gli scienziati pazzi lo prendessero proprio in quel momento in cui stava per scoprire l’indizio.
Che fosse stato l’ultimo?
Il giovane Jones ci sperava altamente…
Arrivò alla fine della via, sembrava non esserci niente…
L’apparenza inganna, caro Charlie.
Ma lui avava capito.
Romeo e giulietta erano stati presi e portati via, secondo la lettera erano entrambi accasciati a terra, lei priva di sensi e lui ferito dalla strana ragazzina.
Iniziò a guardare l’asfalto.
C’era un tombino.
Il diciassettenne si accovacciò e con sua grande sorpresa vide che vi usciva un oggetto da esso…
Era una scatola.
Sembrava metallizzata.
Aveva una tastierina sul davanti e la scritta codice stampata in verde acceso.
Scrisse il nome dei due ragazzi, non era sicuro che avesse ragione ma tentar non nuoce…
Ben e Hellen.
Sbagliato.
Riprovò.
Hellen e Ben.
Corretto.
La sua Mya prediligeva le signore…
Il biondo rise pensando alla risposta isterica che avrebbe ricevuto dalla ragazza dopo questo pensiero ritenuto da lei “altamente maschilista”.
Aprì la scatola e pescò il minuscolo biglietto dal suo interno, lo aprì ed esso rivelò l’immancabile indizio.
Eccomi qui Charlie,
il fatto che continui a scovare gli indizi portano alla convinzione che sia veramente tu.
Lo spero...
Il prossimo indizio da trovare è molto vicino, esattamente nella tua testa, devi solo trovare il ricordo della persona che entrambi abbiamo sempre odiato a morte.
Buona fortuna C, so che ci rivedremo presto…
Sei speciale.
Ti voglio bene
Mya
P.S.: la lettera di questo indizio è la stessa della via in cui sei tu, sono importanti, ti serviranno alla fine del gioco…
Buona fortuna
Credo in te
La persona che odiava di più…
Da sempre…
Non gli veniva in mente nessuno al momento…
Si concentrò allora sull’ultima parte del bigliettino, la lettera che doveva scoprire…
In quello precedente era semplice, aveva semplicemente una S scritta in alto a destra, non capiva a cosa servissero quelle lettere, forse erano iniziali di qualcosa…
L’avrebbe scoperto tra poco…
Ne era sicuro.
Pensò alla via in cui si trovava: Walkov street.
Doveva essere per forza una W la lettera, la via era quella…
Decise di appuntarla nel suo quadernino, infondo era stato molto utile fin dall’inizio…
Poi chiese a Peter di riportarlo alla Riserva, dove già sapeva che lo attendeva sua madre più preoccupata che mai.
Questa volta si sentiva molto in colpa per come l’aveva trattata…
Era successo più volte che le rispondesse male in un momento di rabbia, ma quello che aveva fatto ora era venti volte peggio.
Lei era rimasta lì, con mille pensieri per la testa, la preoccupazione addosso, la paura di non rivederlo nel caso in cui fosse stato rapito e il senso di colpa di aver fatto lo stesso sbaglio con entrambi i suoi figli facendoli avvicinare a quel posto infernale…
Charlie era deluso.
Molto deluso.
Ma di se stesso.
Era stato un’idiota.
Uno di quelli grandi però.
Si stava sentendo sempre più in colpa ad ogni metro facesse la macchina di Peter e, quando arrivarono al porto, dove li attendeva Laurie con la sua barca, scese in fretta e furia dall’auto e corse verso di lei, salii e partirono immediatamente per l’isola.
Il ragazzo era impaziente di vedere sua madre, voleva farsi perdonare all’istante.
Non sopportava i litigi con lei.
Era sua madre, la sua prima migliore amica, la spalla su cui aveva potuto contare da sempre, colei che l’aveva cresciuto senza fargli mancare nulla nonostante i suoi problemi…
Lui era fiero di sua madre.
Di ciò che era e che è sempre stata.
E lei doveva saperlo.
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