Capitolo 12:
Quel bastardo.Non me lo sarei mai aspettato da lui.Eppure sembrava essere migliorato.Ma mi sbagliavo...Mio padre, era colpa sua se adesso mi avevano preso, lui è quella stupida della sua amica ci avevano ingannati, spero solo che Katie stia bene...Aveva detto di portarci a fare colazione, ci avrebbe giustificato poi per l'entrata in ritardo, mia sorella aveva uno spettacolo molto importante, per colpa sua adesso è rinchiusa qui...È sempre stato disgustoso, quando era sposato con mamma la trattava malissimo, ricordo ogni singola litigata: Katie era molto piccola, la mamma non gliel'ha mai detto perché l'ha sempre visto come una persona buona, gli voleva molto bene e sarebbe stato da egoisti cercare di farle cambiare idea...Quando si sono separati ero molto felice, finalmente nostra madre avrebbe potuto vivere una vita tranquilla, senza preoccupazioni o litigi continui, eravamo rimasti solo in tre: lei, Kat ed io.E invece no.Vita tranquilla? Non penso proprio.Dobbiamo soffrire, ci devono torturare e la cosa più gratificante è che quel pazzo di nostro padre è dalla loro parte...Crede che noi siamo diversi...Cosa c'è di diverso tra me e lui?Togliendo il fatto che io voglio bene alla mia famiglia e sono sano di mente, forse ancora per poco dato che tutti questi esami mi stanno distruggendo...Ieri uno scienziato mi ha tenuto in laboratorio per più di due ore, ha fatto una miriade di esami diversi e in quel momento ho pensato davvero che non ce l'avrei fatta...Poi ho pensato a Katie.E mi sono fatto forza.Per mia sorella.E mia madre, che sicuramente starà soffrendo molto...Se solo quel traditore di mio padre osa avvicinarsi a me di nuovo lo distruggo.E giuro che lo faccio.
Stavano lavorando alle lettere ininterrottamente da un paio d’ore, lui e Tif stavano attualmente esaminando la prima lettera della terza valigia, quella di Jay Sun, il fratello gemello di Katie Sun, due ragazzi con cui il biondo e la corvina avevano passato tutta la loro infanzia fino a quando quei pazzi non avevano deciso di rapire anche loro…
-non posso credere di non aver mai visto Katie neanche una volta lì dentro, avrei dovuto saperlo, l’avrei potuta proteggere –disse la ragazza con le lacrime agli occhi, Charlie sentì di doverla consolare come lei aveva fatto con lui,la strinse tra le sue braccia e la rassicurò dicendole che presto avrebbe riabbracciato anche la sua migliore amica.
Come lui avrebbe fatto con Kev e Mya…
Abbassò lo sguardo verso la ragazza davanti a lui, i suoi grandi occhi color smeraldo erano rossi e ricolmi di lacrime, le accarezzò la guancia e la riabbracciò, sussurrandogli che sarebbe andato tutto bene.
Ella parve crederci, il biondo cercò di farla sorridere e dopo averla totalmente tranquillizzata continuarono ad analizzare le lettere e i fogli presenti nella valigia.
Arrivarono alla seconda, la lettera di Katie, Charlie chiese a Tif se fosse pronta per ascoltare ciò che aveva da dire la sua migliore amica e lei annuì, dopotutto si era abituata a questa storia e la compassione che aveva avuto il ragazzo nei suoi confronti le avevano dato la forza di continuare…
Mi hanno detto di scriverlo, altrimenti mi tortureranno.Preferisco fare questo anziché morire.Mi svegliai molto felice quella mattina: avevo uno spettacolo dopo pranzo e dovevo essere perfetta. Mi vestii e mi truccai in pochi secondi, poi scesi a fare colazione.I miei genitori sono separati io vivo con mia madre e mio fratello Jay, nostro padre ci viene a trovare ogni giorno, è molto gentile con noi e in buoni rapporti con la mamma, chissà perché tra loro due non ha funzionato...Come ogni mattina divorai mezza scatola di cereali, mi lavai denti e uscii con mio fratello.Papà ci aspettava parcheggiato davanti al vialetto di casa nostra: la sua bocca perfetta era piegata in un sorriso sincero, i denti bianchi risplendevano in tutta la loro luce e i capelli biondi erano sistemati con il gel come al solito.Lo salutai gioiosamente e iniziai a raccontargli dell'imminente spettacolo che si sarebbe dovuto svolgere quello stesso pomeriggio, ero entusiasta, come ogni volta.ma non sapevo ancora che non avrei messo piede neanche in classe per le prove...Stavamo per arrivare davanti alla scuola quando mio padre è svolto a sinistra, io e mio fratello lo guardammo straniti, così Jay gli chiese il motivo della sua azione.Lui disse semplicemente che voleva augurarmi Buona fortuna per lo spettacolo e portarci a fare colazione con lui, pensavo che volesse stare solo un po' con noi...e poi saremmo entrati alla seconda ora...Arrivammo davanti a un locale, entrammo e ci sediamo ad un tavolo, papà ordinò due piatti di pancakes per lui e mio fratello e un frappè alla vaniglia per me.mentre aspettavamo ci chiese alcune cose, come le lezioni che avremmo avuto oggi, i nostri amici di scuola e argomenti simili...Arrivò una cameriera e ci portò la nostra ordinazione, sembrava essere un'amica di papà: era bionda, occhi azzurro mare e un fisico minuto, sembrava avere all'incirca sedici anni, credevo di averla già vista da qualche parte...Mentre parlava con nostro padre si guardava sorridendo, ci disse che gli aveva parlato molto bene di noi e che sperava da molto tempo di passare una giornata insieme ai suoi figli.Fui molto felice.Non potevo desiderare nient'altro.Avevo una famiglia che mi amava nonostante i miei fossero separati e mio padre era buono e gentile, non il solito padre single alcolizzato che non va a trovare i suoi figli neanche per le feste.Ma purtroppo mi sbagliavo...Mentre mi gustavo il mio frappè vidi mio fratello andare insieme alla ragazza verso la cucina, guardai papà e mi disse che andava semplicemente in bagno.Passò mezz'ora.Di Jay nessuna traccia.Un'ora.Ancora non tornava.Cercai di farlo capire a mio padre, mi rassicurò dicendo che avrebbe controllato personalmente, si alzò e andò verso cassa, mentre la mia ansia aumentava.Tornò poco tempo dopo dicendomi che Jay stava facendo il giro del locale con quella ragazza, mi pare si chiamasse Avril...Invitò anche me, dissi che era meglio andare a scuola, ormai stavo saltando anche le altre ore, tra poco sarebbero iniziate le prove dello spettacolo...Insistette, mi alzai e andai con lei, quando misi piede in cucina sentii qualcosa colpirmi in testa talmente forte da farmi perdere i sensi.Mi risvegliai poco dopo e notai di essere nel retro di un furgone pieno di yogurt surgelato.Cercai una possibile via d'uscita, ottenendo scarsi risultati, così mi arresi e mi lasciai cadere al pavimento, non sapevo cosa fare...Mi sentii diversa, buttai un'occhiata sui miei polsi e vidi uno strano tatuaggio su quello destro: un quadrato al cui interno erano disegnati tre cerchi incastonati l'un l'altro e di tre colori differenti.Giallo a destra, verde al centro e a sinistra blu.Cosa significa?Non capisco più nulla.Sarà stata la preoccupazione, l'ansia o la mancanza allo spettacolo più importante della mia vita ma persi di nuovo i sensi risvegliandomi poco dopo in una stanza buia.La stessa in cui sono ora.Spero che qualcuno mi salvi...non sono così forte come sembra.
Le emozioni presero il sopravvento durante la lettura.
Tif piangeva disperata, Charlie la capiva.
Anche lui l’aveva fatto.
Ovviamente anche di nascosto…
Non voleva mostrare sempre le sue debolezze agli altri, si sentiva di dover aiutare a tirarli su, la situazione era difficile e se fosse crollato di nuovo anche lui com’era successo poche ore prima, non aveva tempo per farlo.
Ora doveva solo tirare fuori i suoi amici da lì.
E per farlo avrebbe dovuto mettercela tutta.
-Tif, puoi scusarmi un attimo? Ho bisogno di un minuto… -
-non preoccuparti Charlie, fai ciò di cui hai bisogno, io ti aspetto qui, fa pure -lo tranquillizzò la ragazza accarezzandogli la spalla, lui la ringraziò e uscì dalla struttura, fortunatamente senza attirare l’attenzione degli altri presenti…
La scogliera.Era quello il luogo segreto di Charlie, dove andava quando voleva stare lontano da tutto e tutti, veniva usato da lui, Kevin e Mya come ritrovo quando si trovavano lontani dalla misteriosa galleria che collegava tutti i luoghi della città all'abitazione del biondo.
In quel momento si trovava infondo al piccolo porto che collegava Nierzy Island a Lifestorm, non era mai stato lì con i suoi amici ma non poteva rischiare di farsi rapire anche lui.Era seduto sulla passerella di legno e i suoi piedi sfioravano la gelida acqua del mare, la testa era girata di lato e fissava il luogo speciale per lui e i suoi migliori amici che ora erano irraggiungibili, non sapeva neanche se li avrebbe rivisti...Tutto questo lo faceva star molto male.
Non voleva più soffrire, gli mancavano tutti i suoi coetanei accanto, voleva ritrovarli…
Ma aveva bisogno di un po’ di coraggio, e in quel momento gli stava mancando…
Pensò a suo zio, finalmente sua madre aveva ritrovato il suo gemello e si era accertata dopo tutti quegli anni che stesse bene.
Pensò a sua madre, che era orgogliosa di averlo come figlio.
Pensò alla povera Suzanne, che non vedeva l’ora di riabbracciare i suoi tre figli…
Pensò a Kev e Mya, contavano così tanto su di lui, credevano che ci sarebbe riuscito, anche quando il moro era ancora con lui a indagare lo aveva sempre convinto che ce l’avrebbero fatta…
Pensò a Casey, Michael e tutti gli altri abitanti della Riserva che l’avevano visto come l’eroe che li avrebbe salvati una volta per tutte…
Infine pensò a Tif, che anche se stava soffrendo per il grosso trauma credeva in lui e sapeva che sarebbe stato in grado di portare a termine questo compito così importante ma alla sua altezza.
Si alzò e tornò verso il posto in cui si trovavano gli altri, si risedette affianco a Tiffany e le sorrise, poi continuarono a parlare di ciò che avrebbero dovuto fare per scoprire di più…
Improvvisamente gli venne un’idea.
Fissò la valigia, la spostò davanti a sé e iniziò ad esaminarla, aprendo ogni tasca presente.
C'erano solo i documenti dei ragazzi...Stava per richiudere la valigia quando uno scomparto attirò la sua attenzione: sembrava sovrapposto rispetto all'altro...Afferrò i lati della valigia e tirò sperando che ci fosse qualcosa, la parte da lui toccata si alzò immediatamente rivelando un doppio fondo pieno di carte e indirizzi strani: Roma, Sydney, Mosca, Madrid, Parigi, Londra, Berlino, Tokyo, Dubai...Tutti posti bellissimi...peccato che gli ostaggi non potranno mai vederli...
Esaminò attentamente tutti i fogli davanti a lui, rimase fermo quando lesse l'informazione che aspettava da sempre:
Nome gruppo:F215N.ostaggi da raggiungere:215Lettera:FNominativi:Myrtle Beach:•Tiffany Collyn•Mya Herman•Hellen Miller•Ben Vargas•Jane Carmichael•Miguel Herman•Lori Carmichael•James Torres•Matthew Thomas Miller•Jacqueline Torres•Jay Sun•Katie Sun•Avril Spring•Kevin Torres•Charlie JonesLos Angeles:•Mary Chaplin•John Herrin•Jeanine Patterson•Denise Niven•Marcus Enger•Florence WelshNew York:•Katherine Halson•Owen Bell•Clarisse Blake•Barbara WilliamsSeattle:•Ashley Sober•Paula Docker•Nicholas Sober•Liz Patterson
Alcuni nomi erano cancellati, gli stessi dei ragazzi presi...Charlie ebbe un brivido.C'era anche lui in quella lista.Questo voleva dire che sarebbe stato preso.Ormai ne aveva la conferma.
Non che non volesse credere alle parole di Mya, ma vederlo scritto lì sopra faceva tutt’altro effetto…
-non posso crederci Charlie…-
-è la lista completa…sia prima che dopo, ci sono tutti i nomi del nostro gruppo… -sussurrò il ragazzo incredulo di aver trovato una cosa così importante…
Se gli scienziati fossero partiti, loro avrebbero potuto rintracciarli…
Avevano il programma completo delle città in mano…
E quei folli non si aspettavano niente del genere…
-dobbiamo assolutamente scoprire la loro sede, faremo un’imboscata quando meno se lo aspetteranno, loro non sanno che possediamo ciò, non sanno di nulla, aspettano solo il momento migliore per catturare me, e proprio lì gli daremo il colpo finale! –affermò il ragazzo biondo entusiasta, il giorno in cui avrebbe potuto riabbracciare Kevin e Mya si avvicinava sempre di più…
-bravo Charlie, è un buon piano, non ci resta che trovare gli indizi giusti per capire dove si trovano questi scienziati… -disse sua madre provando molta fierezza nei confronti di suo figlio
Il biondo annuì e rispedì tutti al proprio lavoro, consegnando i fogli trovati a suo zio e dedicandosi con Tiffany alla lettura delle ultime due lettere.
Kevin e una certa Avril Spring, non l’aveva mai sentita prima d’ora…
Ma chi era?
Sul suo foglio personale c’era scritto che aveva sedici anni, lui non l’aveva mai vista…
Sentiva che il suo nome c’entrasse qualcosa però…
-mamma chi è Avril Spring? –chiese perciò alla donna bionda seduta nel lato opposto della stanza
-è una dei ragazzi scomparsi, la figlia della preside Snow, ha un anno in meno di te Charlie –rispose Suzanne e sua madre si alzò e corse da lui
-si Charlie, è anche nominata più volte nelle lettere, anche in quella di Tif… -disse la donna e i presenti si voltarono verso la corvina
-Tif, tu la conosci? –chiese il ragazzo guardandola attentamente, faceva quasi paura…
-si, non molto però, l’ho vista solo qualche volta in giro per la scuola…non sapevo fosse stata rapita anche lei… -disse dispiaciuta la mora, Charlie provò un senso di compassione nei suoi confronti, si vedeva che fosse molto triste per questa storia anche lei…
Presto sarebbe finita.
-ehi Tif tranquilla, so che è dura, ma tra poco tornerà tutto alla normalità, te lo prometto… -disse il biondo accarezzandole il braccio per tirarle su il morale
-già, tra poco tornerà tutto come dev’essere…spero solo che sia così… -disse la mora prima di tornare ad esaminare le lettere con Charlie
Il ragazzo aprì la lettera di Avril e iniziò la lettura della penultima lettera di quella rasccolta così macabra che aveva occupato la sua testa per mesi…
Mi sono svegliata in questo strano posto...una stanza buia e spaventosa...Non ricordo neanche come sono arrivata...O forse si.Andai presto al lavoro quella sera,avevo il primo turno serale e volevo essere puntuale,è sempre stata una cosa a cui tengo molto...Arrivai alle otto e mezza e,dato che era presto,decisi di aiutare il mio capo a scaricare dal furgone il carico arrivato quella mattina.La caffetteria in cui lavoro è molto nota in città,tutti i miei coetanei vanno lì dopo scuola e sono sempre io a servirli.Salii sul furgone del fornitore,presi un paio di scatoloni e scesi dirigendomi verso il magazzino per riporli al loro posto.Passai una buona mezz'ora così,alle nove in punto avevo quasi finito di scaricare l'ordine e dovevo solo portare le patatine fritte a posto.Riposi l'ultima scatola e feci per uscire fuori dal magazzino quando sentii un rumore provenire dal fondo della stanza,presi la scopa dal ripostiglio e mi diressi verso la fonte del suono.Era una ragazza,la conoscevo di vista,sapevo che si chiamava Tiffany e frequentava la mia stessa scuola,nient'altro...Le chiesi se le servisse una mano,vidi che era ferita ad una mano e mi offrii di disinfettargliela,ma lei mi guardò in cagnesco e disse di levarmi di mezzo,altrimenti mi avrebbe fatto male.Decisi di lasciarla perdere e mi girai verso l'ufficio del mio capo per avvertirlo,quando sentii qualcosa colpirmi al collo,tastai e tirai fuori la lama che mi aveva colpito,mi voltai e vidi la ragazza sorridermi e venire verso di me,me ne infiló un'altra alla coscia e mi accasciai a terra...Guardai la sua faccia compiaciuta mentre mi puntava al polso uno strano bottone,poi sentii qualcosa bruciare sul punto in cui l'aveva appoggiato,vidi una specie di tatuaggio che si formava con una scritta e dei colori,forse stavo impazzendo...Sicuramente.Tutto ciò era dovuto alla mancanza di sonno.Mi sentii improvvisamente leggera e,prima di svenire,udii le parole della corvina:"Lieta di esserti stata d'aiuto Avril,ora penseremo noi a te"Poi mi risvegliai qui.Dovevo assolutamente fare qualcosa.Scoprii di non essere sola,c'era una ragazza con me.Diceva di chiamarsi Lori.Sembrava una a posto...Cercammo di fuggire,ma evidentemente anche lei era con quei pazzi dato che mi tese una trappola per farmi scoprire nel bel mezzo del mio piano...Così mi rinchiusero in un'altra stanza,con una certa Mya,a quanto pare è una degli ostaggi più famosi qui...Insieme a un altro ragazzo,Kevin...Si dice che loro due siano fondamentali per gli scienziati,ma manca ancora un ragazzo,Charlie.Mi pare di averlo già sentito,forse anche lui frequenta la mia scuola...È l'unico che non hanno ancora preso.Spero non lo prendano mai,se solo vedesse cosa ci fanno passare:esami continui,prove per vedere quanto è sviluppato il nostro cervello,altri esami per chi riesce a concentrarsi di più rispetto agli altri...Alcuni non sopravvivono,come Kylie,una ragazza che ho conosciuto la settimana scorsa,al mio primo controllo,in una settimana l'hanno fatta fuori.Ora è all'ingresso,insieme alle altre creature strane che hanno creato queste persone folli...Spero di essere forte.
Il biondo rimase alquanto scioccato dalla lettera appena letta.
Non voleva credere a Avril, per lui Tif non avrebbe mai fatto una cosa del genere…
Ma non aveva neanche tutte le certezze che la corvina fosse stata sincera con lui…
Una parte di lui non si fidava.
Forse faceva bene, forse no.
L’unico modo per scoprirlo era parlare con sua madre e con suo zio, ovviamente senza essere capiti…
Decise di utilizzare il suo lato ingenuo.
-solita storia, cercava suo fratello e l’hanno presa…ho bisogno di fare una pausa…andate dove volete, riprendiamo tra un paio d’ore –comunicò agli altri che sospirarono di sollievo e uscirono da quella stanza diventata improvvisamente così insopportabile da occupare, Charlie senior fermò Jennifer e la trattenne per un polso, quando furono usciti tutti chiuse la porta e andò dal nipote seguito dalla donna, che iniziava ad avere alcuni sospetti…
-cos’è successo Charlie? Perché hai mandato tutti fuori?? Sai che non abbiamo molto tempo, ti stanno cercando figliolo, non voglio che tu faccia la fine di quei ragazzi…-
-ho dei sospetti mamma, non posso parlarne davanti a tutti però, leggetela –disse il giovane Jones porgendo il foglio alla donna
Ella lesse velocemente la lettera assieme al suo gemello, quando terminò la sua espressione mostrò a pieno che non la pensava come suo figlio…
-non so se fidarmi di questa Avril, non credo che una lettera mostri a pieno la sincerità di una persona più delle sue parole… -
-non lo so mamma, sono confuso, non so cosa pensare, cosa credere, cosa non credere, sento che sto letteralmente impazzendo! -strillò il ragazzo girovagando per la stanza con le mani sulle tempie, suo zio lo bloccò per i polsi e gli alzò il mento costringendolo a guardarlo negli occhi
-Charlie, devi stare calmo, ora continueremo a cercare questi dannati indizi, metti da parte la lettera di Avril in mezzo alle prime e non parlarne con Tif per ora, dopo che avrai letto quella di Kevin e avremo più tempo per parlare gli chiederai se tutto ciò è vero, non affrontare l’argomento adesso perché rischieresti di compromettere tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora, adesso tranquillizzati e pensa solo al contenuto delle lettere, concentrati solo su di esso e lascia stare tutto quello che hai intorno-
Il biondo fu come travolto dalle parole di suo zio e annuì, parve tranquillizzarsi e tornò alla sua scrivania
-hai ragione zio, grazie per il consiglio, lasciate qualche minuto agli altri per riposare e poi torneremo tutti al lavoro –concluse riprendendo totalmente la lucidità persa alcuni minuti prima, riaprì il suo amato quaderno e si gettò nella lettura dell’ultima testimonianza, quella del suo migliore amico Kevin…
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