Capitolo 11:
I quattro si trovavano nella volante di Jennifer e si dirigevano verso la zona che gli aveva indicato Mya, Charlie sperava con tutto il cuore di trovare quel posto, voleva salvarli...
A tutti i costi.
Quando l'auto si fermò il biondo fece un sospiro e scese, Peter e la signora Jones cominciarono a fare le solite cose da poliziotti come guardarsi intorno con attenzione, dire strani messaggi in codice e prestare attenzione ad ogni singolo oggetto...
Il biondo cercava di aiutarli, si fermò quando vide una cosa familiare: un logo.
Tre ellissi di colore verde, blu e giallo chiuse in un quadrato rosso…
Era il loro simbolo.
-si Charlie, è il loro simbolo. –confermò Casey poco dopo guardando la figura
Disegnato per terra come se fosse un graffito, non comparivano le solite e iniziali dell'organizzazione, solo il disegno...
Niente di più...
-Abbiamo trovato qualcosa- disse ai due non smettendo di guardare il simbolo, si inginocchiò e toccò la sabbia giallastra che ricopriva il quadrato, sentì qualcosa sotto…
Una specie di maniglia…
Scostò velocemente la sabbia e si accorse di aver scoperto una botola.
Magari erano lì sotto...
-Cosa c'è Charlie? -chiese Peter andandogli vicino, si spostò e il giovane poliziotto sgranò gli occhi
-Dovremmo aprirla? -chiese il biondo con un tono di voce calmo, l'altro alzò le spalle e si girò verso lo sceriffo, che li aveva raggiunti in un batter d'occhio
-Casey tesoro, non avvicinarti, Charlie anche tu stai attento, non sappiamo cosa ci sia lì dentro –disse la donna tirando fuori lentamente la pistola dalla cintura
Il più piccolo si allontanò leggermente mettendosi dietro a Peter mentre il maggiore rimase nel punto in cui si trovava con fermezza
-Jennifer, cosa facciamo? -chiese Peter con una nota di preoccupazione
-Mi sembra ovvio Peter, apriamo quella botola, se c'è anche una minima speranza di trovare qualcosa che ci porti da loro approfittiamone- disse la donna avanzando, strinse il manico e iniziò a spingere.
La botola si aprì subito: all'interno di essa trovarono una cosa inaspettata...
Una ragazza.
Charlie riconobbe i capelli corvini e gli occhi verde smeraldo.
Gli adulti la guardavano spiazzati e il piccolo Casey era confuso…
Li guardava spaventata...
Come se ora fosse terrorizzata da qualsiasi cosa...
Soffermò lo sguardo verso il ragazzo.
Anche il biondo fece lo stesso.
-Charlie? -disse la ragazza avvicinandosi all'apertura con uno sguardo spaventato
-Charlie, sei tu? -ripeté la ragazza con un velo di speranza negli occhi
Charlie si avvicinò lentamente e fece sì con la testa, non voleva spaventarla, chissà cosa aveva passato fino ad ora...
Gli porse lentamente il braccio e la aiutò ad uscire.
-Tif, stai bene? -gli chiese una volta fuori, la corvina annuì e i suoi muscoli si rilassarono, finalmente era uscita da quel posto infernale.
-Va tutto bene Tiffany, ora sei con noi, sei al sicuro- disse Jennifer accompagnando la ragazza nella volante, Charlie la seguì e si mise accanto a lei, aveva uno sguardo spaventato ma ora stava bene…
La corvina si teneva stretta al biondo sempre più spaventata, lui cercava di non interrompere il contatto con lei per non farla allarmare troppo…
-È tutto ok Tif, ora ti portiamo a casa- disse il biondo mentre sua madre inseriva la chiave nel quadro.
Jennifer mise in moto la macchina e sfrecciò verso la città in un batter d’occhio, sarebbe stata la fine se li avessero visti lì, non era per niente il momento di perdere tempo, dovevano agire e subito.
Charlie aveva ancora la povera Tiffany stretta tra le sue braccia e non intendeva lasciarla, si vedeva benissimo che era spaventata e il fatto che avesse trovato sicurezza in lui lo rendeva ancora più fiero di ciò che stava facendo…
Era preoccupato però.
Stava ripensando ancora a Jacqueline.Aveva ancora tutta la vita davanti...e invece doveva starsene lì in quel postaccio.L'avrebbe salvati.Tutti quanti.A cominciare dalla piccola, Kevin e Mya. Erano troppo importanti.Chissà come avrebbe reagito alla vista di suo fratello James...Charlie decise di non pensarci, non voleva neanche immaginare come potesse intristirsi il suo migliore amico nel vedere suo fratello e la sua sorellina che venivano torturati giorno per giorno…Il biondo decise di indagare in altri modi.Aveva Tif ora.
Fortunatamente erano riusciti a ritrovarla…
Stavano andando dalla sua famiglia per riportarla lì, furono molto felici di poterla riabbracciare, Jennifer spiegò ai Collyn che la situazione era grave, non avrebbero dovuto spargere la voce sulle persone rapite e gli assicurò che tra poco avrebbero potuto riabbracciare anche Miguel.Charlie li aveva visti.Erano così felici di vedere Tif.Sua madre scoppiò a piangere per l'emozione, dopo esattamente quattro settimane sua figlia tornava a casa...Quattro settimane.Era passato così tanto tempo?Charlie ha trovato la lettera una settimana dopo il rapimento, chissà quanto avrà sofferto la ragazza per tutti quei giorni...Era deciso.Doveva parlare con lei.E alla svelta.
La corvina si era offerta di aiutare con le indagini per fungere da testimone riguardo le sparizioni misteriose, si trovavano tutti a casa Jones per fare il punto della situazione in cui si trovavano.
-beh credo che sia andata bene questa spedizione dato che abbiamo trovato Tiffany… -disse il piccolo Casey abbracciando la corvina, lei sorrise debolmente e ricambiò il gesto tenero del bimbo
Charlie sorrise alla vista di quella scena così dolce e osservando gli occhi della ragazza pensò a quanto possa essere stata male nelle settimane precedenti…
Jennifer e Peter stavano aggiornando tutti i fascicoli sulle sparizioni in attesa che Tif si aprisse con loro, a Charlie venne in mente un’idea e andò da sua madre per esporle ciò che aveva pensato
-mamma, potrei parlare io con Tiffany? Si vede che è ancora spaventata, magari se parlasse con me sarebbe più tranquilla nel raccontare ciò che le è successo… -disse il ragazzo dai capelli color miele guardando la donna di fronte a sé, ella annuì e lasciò che suo figlio prendesse il suo posto in quello che sperava diventasse il suo futuro lavoro, aveva molte abilità in quel campo, doveva solo iniziare a crederci un po’ di più…
-Tif, ti andrebbe di fare una chiacchierata prima di tornare nella Riserva? –chiese il più grande dei Jones di getto, si aspettava un rifiuto immediato dalla Collyn ma quando ella annuì e gli sorrise rimase spiazzato.
Si diressero nella stanza del biondo al piano superiore mentre gli altri tre rimasero nel salone a raccogliere le scorte di elisir e a esaminare i fascicoli che Jennifer teneva nel suo studio.
Il biondo fece accomodare la corvina sul suo letto mentre lui si sedette sulla sedia della sua scrivania, lei sembrò abbastanza tranquilla nel parlare con il ragazzo ma non voleva spaventarla ugualmente…
-Tif, non voglio spaventarti, so che quello che hai passato è stato molto brutto, ma ho bisogno che tu mi dica cosa ci facevi lì e per quale motivo non eri con gli altri –disse Charlie mantenendo la calma, questa storia lo faceva infuriare ogni giorno di più ma non voleva affatto che Tiffany si innervosisse.
-è stato molto brutto essere la prima Charlie, quando mi hanno presa non hanno esitato neanche un secondo a farmi del male, i primi giorni è stato molto traumatico: mi svegliavo la mattina già in laboratorio e sperimentavano ciò che potessi fare fino a tardi, poi mi gettavano nella cella in cui mi lasciavano dormire e avevo la possibilità di un breve riposo finché la loro stupida routine quotidiana non si ripeteva, quando è arrivata Mya la situazione non è affatto migliorata…-
-cosa successe? –chiese il ragazzo biondo osservando Tiffany con attenzione, pronto in caso le servisse un po’ di supporto morale, si sentiva crudele vedendo il modo in cui le si inumidivano gli occhi durante la conversazione e non voleva affatto renderla più fragile di come era…
-Mya era conosciuta per essere la migliore amica del famoso Charlie, il primo ragazzo ad essere entrato nei laboratori secondo le voci di corridoio…quando arrivò lì la misero nella stanza accanto alla mia, non vedevo mia cugina da un anno e ritrovarmi con lei in una situazione del genere fu spaventoso, non volevo che soffrisse così, vederla mi faceva male, così…-
-cos’è successo Tif? –
-iniziai ad oppormi agli esperimenti che volevano fare su di lei, ogni volta che dovevano portarla in laboratorio ne approfittavo e mi proponevo per essere io quella su cui avrebbero dovuto testare le fialette che componevano i giorni precedenti, cercavo in tutti i modi di evitare che si affaticasse cosicché potesse portarti le lettere… -confessò la ragazza e il biondo ne rimase allibito
-è grazie a te che Mya ha portato le lettere nel tunnel? –gli chiese Charlie sorpreso
-ogni giorno cercavamo un modo per entrare nell’ufficio della dottoressa Chatman, lei è quella che comanda tutti questi scienziati ed è proprio lì che sono conservate tutte le lettere dei ragazzi. Non appena finiti 5 ostaggi, il dottor Roberts compone i fascicoli e li porta alla Chatman, che ripone poi nell’archivio, è stato così che siamo riusciti a portarti le lettere Charlie: a turno, qualcuno distraeva le guardie e gli altri scienziati, mentre gli altri sostituivano le lettere originali con semplici fogli scritti e portavano quelle originali nella Sala degli Innocenti, in onore dei poveri ostaggi che hanno subito malformazioni serie all’interno dei laboratori, alcuni sono ancora coscienti di ciò che succede intorno a loro ma non possono reagire ad alcun tipo di azione. In questa stanza vengono conservati tutti gli effetti personali dei ragazzi divisi secondo città e periodo in cui sono stati presi, dopo aver recuperato la scatola con gli oggetti dei ragazzi Mya recuperava la lista settimanale e metteva tutto in una vecchia valigia che aveva nascosto nel condotto di ventilazione della sua stanza per poi portarla nel tunnel dove tu l’avessi potuta trovare prima degli scienziati, tutto qui… -raccontò la ragazza lasciando il biondo a bocca aperta, sapeva che la vita in quei laboratori dovesse essere difficile ma non si aspettava affatto ciò che aveva appena sentito…
-so esattamente come ti senti, è difficile, non preoccuparti…- disse di nuovo Tif e il ragazzo si sentì la persona più stupida del mondo, invece di fare lui da supporto morale alla povera Tiffany che era stata rapita e intrappolata per un mese in quei laboratori di folli era lei che cercava di tranquillizzare lui che era decisamente più emotivo della corvina.
-mi sento così idiota Tif perdonami, invece di aiutare te sto solo facendo il bambino –disse il biondo coprendosi il volto con le mani e abbassando la testa, la ragazza accanto a lui sorrise, gli scostò le mani dal viso e lo abbracciò
-tranquillo Charlie, so che mi vuoi aiutare ma comprendo allo stesso tempo che è difficile essere forti di fronte a una situazione del genere, ti capisco non preoccuparti, ti aiuterò a tirare fuori tutti gli altri perché non voglio che a nessuno succeda quello che è successo a me, te lo prometto Charlie, nessuno farà più una cosa simile… -concluse Tiffany stringendo la mano del biondo per dargli forza, lui sorrise leggermente e annuì.
-posso farti un’altra domanda Tif? –chiese il biondo mentre uscivano dalla sua stanza
-certo, dimmi pure –rispose tranquillamente lei guardandolo con i suoi occhi color smeraldo
-perché eri in quel posto quando ti abbiamo trovata? –domandò il ragazzo quasi spaventato da ciò che avrebbe potuto rispondere lei
-mi avevano messa in isolamento, è successo qualche settimana fa…avevo parlato troppo e mi hanno sbattuta lì, Mya ha dovuto mandarti la seconda valigia tutta da sola…-
-non voglio neanche immaginare quanto stia soffrendo… -disse tristemente il biondo con le lacrime agli occhi, l’unica cosa che temeva di più al mondo era che la sua Mya stesse male, per lui era sempre stata la ragazza coraggiosa e forte, che non temeva nulla e riusciva sempre a mettersi in gioco.
Ora, con quello che stava passando, sapeva che non stava affatto bene e di sicuro lottava contro tutta se stessa per non avere un crollo emotivo…
Se fosse successo le possibilità di farcela sarebbero state pochissime…
Il ragazzo dai capelli color miele scacciò quel brutto pensiero dalla testa e tornò al piano inferiore con Tiffany.
Jennifer e Peter stavano fissando la valigia sul tavolo disperati mentre Casey cercava di tranquillizzarli in qualche modo, il biondo si chiese il motivo di tale disperazione quando sua madre parlò:
-quella di Jacqueline era l’ultima, della seconda valigia, non sappiamo nient’altro, Mya avrà lasciato qualcosa? –chiese la donna al ragazzo di fronte a lei, in quel momento Tif spalancò gli occhi.
-scusatemi, sono talmente stupida! –disse mentre tirava fuori un foglio color bianco sporco dalla scarpa, gli altri presenti nella stanza la guardarono allibiti…
Lei porse il foglio al biondo e lo intimò di aprirla, lui fece così e poté ammirare ancora una volta la scrittura della sua Herman.
Caro Charlie,
ho dato questa lettera a Tif in caso la trovassi, se stai leggendo vuol dire che sono la ragazza più telepatica di questo mondo. Vorrei spiegarti tutto quello che sta succedendo qui dentro ma ho poco tempo, quindi ti scriverò solo quello che devi sapere. Qui ai laboratori c’è un clima sempre più teso, hanno quasi terminato il numero dei ragazzi previsti per questa città, se prenderanno l’ultimo inizieranno a trasferire tutto nella prossima città e uscire sarebbe impossibile. Ti sto avvertendo prima perché sei tu l’ultimo ragazzo Charlie. Ti ho dato una copia della lista completa nella prima valigia, l’ultimo nome è il tuo. Non voglio metterti ansia o pressione Charlie, voglio solo che tu stia al sicuro e non farti prendere assolutamente da questi pazzi! Sei l’unico che può liberarci Charlie, ricordalo sempre! Solo tu puoi trovarci! Ti ho lasciato le lettere dei ragazzi presi in questi giorni, c’è anche Kevin, è qui con me. Contiamo tutti su di te C, so che ci tirerai fuori, credo in te…
Ti voglio bene
Mya
Il ragazzo dovette lottare contro tutto se stesso per non scoppiare a piangere disperato, purtroppo i sentimenti repressi tutto quel tempo uscirono fuori tutti insieme, facendo avere al ragazzo una sorta di attacco di panico dovuto dalla troppa sofferenza.
Scoppiò.
Pianse come non aveva mai fatto.
Davanti a sua madre, a suo fratello, a Peter e a Tif.
Si accasciò a terra.
E pianse senza fermarsi.
Lasciando tutti gli altri senza parole.
-Charlie, che succede? Charlie cos’hai? Charlie! –strillò Jennifer mentre il ragazzo si accasciava a terra privo di sensi
Non sapeva perché, alla fine la sua Mya gli aveva solo detto ciò che gli aveva sempre ripetuto, la fiducia che provava nei suoi confronti e il bene che gli voleva, ma lo stress e la preoccupazione erano veramente troppi…
Era scoppiato.
Sua madre si precipitò da lui, passò il foglio al piccolo Casey che guardava il fratello preoccupato, aveva ritrovato la sua vera famiglia da poco ma si era già affezionato moltissimo a loro, infondo non si era mai sentito parte della sua “famiglia adottiva”, nonostante lo trattassero come un figlio legittimo aveva sempre sentito che ci fosse qualcosa sotto…
Pochi mesi prima aveva sentito parlare Kristael e Michael di una certa Jennifer e del fatto che potesse abitare nella città vicino Nierzy Island, non aveva fatto domande perché sapeva che nessuno gli avrebbe detto nulla, ma scoprire che la sua vera famiglia non l’ha abbandonato è un sollievo…
Gli altri due presenti stavano reagendo in maniera totalmente differente dai precedenti, Peter aveva sempre avuto un rapporto speciale con Charlie, fin da quando lui e sua madre si erano trasferiti in città, lui aveva trattato il ragazzo come se fosse il suo fratellino e vederlo in quel momento lottare contro le sue tensioni psicologiche l’aveva turbato molto, ma aveva preferito aiutare Jennifer, che stava assistendo ai continui tormenti del biondo…
La ragazza dai capelli corvini si sentì in colpa per aver dato quella lettera a Charlie, sapeva che Mya aveva le esplicitamente detto di consegnarla solo ed esclusivamente al ragazzo appena l’avesse visto, non sapeva quale fosse il contenuto del foglio ma a giudicare dalla reazione del ragazzo doveva essere qualcosa di molto profondo…
Sua cugina le aveva parlato molto del rapporto tra lei e Charlie dentro i laboratori, li aveva sempre visti molto affiatati sin da bambini e non immaginava quanto potessero soffrire entrambi in quel momento…
-non si sveglia Peter, ti prego chiama un’ambulanza! Peter mio figlio non si riprende! –strillò Jennifer allarmata, nessuno l’aveva mai vista in quelle condizioni…
-vado subito Jenn, Tif cerca di calmarla –disse il poliziotto correndo verso l’altra stanza con il telefono in mano, mentre la ragazza accarezzava la schiena della donna cercando di calmarla
-non ti agitare Jennifer, cerchiamo di farlo riprendere intanto… -disse la ragazza spostando il ragazzo a pancia in giù e sollevandogli leggermente le gambe, la donna non smetteva di stringergli la mano e lo guardava con gli occhi colmi di lacrime, sperava in tutti i modi che tra poco avrebbe potuto rivedere i fantastici occhi color zaffiro…
I soccorsi arrivarono immediatamente, caricarono il ragazzo sul lettino e salirono sull’ambulanza insieme a Jennifer, intanto Peter prese la sua volante e caricò i due ragazzi rimasti lì, dirigendosi rapidamente verso l’ospedale.
Dopo un paio d’ore, Jennifer, Peter e Tif attendevano in corridoio notizie degli infermieri mentre Casey era seduto di fronte alla vetrata adiacente la stanza di suo fratello, il malessere di Charlie lo stava rattristando parecchio, non pensava che un ragazzo così determinato potesse abbattersi, sperava che si riprendesse presto…
Jennifer vide una figura molto familiare avvicinarsi a lei, nonostante la vista appannata dalle lacrime riconobbe immediatamente i capelli ramati della signora Torres, il suo viso malinconico era irriconoscibile da quando avevano rapito i suoi figli, le occhiaie color porpora solcavano il suo volto e gli occhi color smeraldo erano spenti…
La donna si avvicinò allo sceriffo e la strinse in un abbraccio che rassicurò la bionda più di qualunque altra cosa, da quando era in quella città aveva dovuto sostenere tutto da sola e crescere il piccolo Charlie, facendolo diventare un bravissimo ragazzo, lei c’era sempre stata per la Jones, il loro legame era talmente forte da superare una normale amicizia, ciò aveva fortificato anche il bellissimo rapporto tra Kevin e Charlie, uniti insieme a Mya per tutta la loro infanzia.
Ora, quei folli li avevano separati, ma la povera signora Torres ancora non sapeva nulla su ciò che fosse successo ai suoi ragazzi e alla sua piccola Jacqueline…
-devo dirti una cosa, mi dispiace affrontare l’argomento ora ma meriti di sapere… -disse la bionda con le lacrime agli occhi e la donna accanto a lei le accarezzò il viso
-Jenn, qualunque cosa tu debba dirmi fallo pure, non me la prenderò con te, è un momento difficile e ti capisco…tranquilla, con me puoi parlare –concluse la mora guardandola con compassione, sapeva bene che stava male sia per le condizioni di Charlie che per la scomparsa di tutti quei ragazzi che conosceva bene, in particolare per la famiglia della sua amica.
La bionda iniziò così a raccontare all’amica la storia delle sparizioni per filo e per segno, comprendendo anche la sua esperienza personale nei laboratori quando il suo Charlie era piccolino, la Torres assunse un’espressione sconcertata, non si aspettava che la sua amica si tenesse dentro tutto ciò…
-mi dispiace dirtelo solo ora, avrei voluto farlo prima devi credermi, ma date le circostanze… -
-non hai avuto neanche il tempo di parlarne, non preoccuparti, non posso affatto capire quanto sia difficile dover sorreggere una cosa del genere ma sappi che ti sto vicina, ce la faremo Jenn non preoccuparti –le rispose la mora stringendola in un abbraccio che rassicurò a pieno la bionda
In quel momento un ragazzo dai capelli ricci color biondo grano e gli occhi come il mare arrivò davanti a loro, le due non avevano ancora sciolto il loro abbraccio quando lui parlò:
-Suzanne, ti faccio una promessa, io troverò Kevin e Jacqueline e li riporterò qui, a tutti i costi- disse fermamente il ragazzo lasciando le donne senza parole.
-Charlie! Non puoi alzarti di punto in bianco! Gli infermieri hanno detto che non devi affaticarti! –affermò Jennifer alzando la voce
-mamma non preoccuparti, sto bene, il tempo di fare qualche controllo così usciamo da questo posto e posso andare a riprendermi i miei amici…
La mora rimase colpita dalla fermezza di Charlie, lo conosceva da molto e sapeva quanto fosse obiettivo, ma stavolta l’unica cosa che voleva fare era salvare i suoi amici e non aveva intenzione di fermarsi.
Lo apprezzò.
-Charlie tesoro, grazie per tutto l’impegno che ci stai mettendo, ricorda che non sei solo, ci siamo tutti noi ad aiutarti e lo faremo sempre, è una promessa figliolo –disse la Torres accarezzando la spalla del biondo, lui annuì e la abbracciò, le voleva sempre un gran bene e per lui era sempre stata una figura fondamentale.
Tornò nella sua stanza e si rimise al letto, Jennifer chiamò un’infermiera e lo visitarono per controllare se fosse tutto apposto, disse loro che il ragazzo aveva avuto un attacco di panico probabilmente dovuto al troppo stress, la bionda gli spiegò che era dovuto alla scomparsa dei suoi amici e lei consigliò al ragazzo di tranquillizzarsi e non stressarsi troppo per il resto della giornata, dopodiché augurò al ragazzo una pronta guarigione e uscì dalla stanza comunicando a Jennifer che sarebbero potuti andare.
Charlie si alzò immediatamente dal letto e iniziò a raccogliere le sue cose, non appena uscirono dalla struttura iniziò a stressare sua madre per andare a recuperare la terza valigia.
-Tesoro mio, capisco che tu voglia recuperarla al più presto per ritrovare i ragazzi, ma sei appena stato male, non puoi immaginare com’è stato vederti, non avevi mai reagito così…- disse sua madre con gli occhi lucidi, lui la abbracciò immediatamente e la donna si sentì sollevata tra le braccia del suo primogenito.
-mamma, so che ti ho fatto preoccupare molto, ma ora sto bene, conta solo questo. Ora andiamo a prendere questa valigia ti prego, prima che lo faccia qualcun altro… -finì di dire il biondo e salirono tutti sulla volante di Jennifer e sull’auto di Suzanne, diretti verso il tunnel in cui avevano preso le altre due valigie.
Dopo un paio di minuti lo sceriffo spense il motore dell’auto e suo figlio si precipitò subito fuori per recuperare le ultime lettere rimaste, arrivarono nel tunnel e Charlie riconobbe una figura molto familiare, suo zio Charlie e Michael erano arrivati fin lì per prendere le lettere prima che l’avessero ritrovate gli scienziati
-J, cos’è successo? Non vi abbiamo sentiti per niente, avreste dovuto tornare qualche ora fa… - chiese Charlie senior a sua sorella, dopo aver ritrovato la sua famiglia non voleva affatto che le persone a cui teneva fossero messe in pericolo…
-Charlie è stato poco bene, ma ora è tutto ok, siamo appena usciti dall’ospedale… -rispose la donna e suo fratello si precipitò dal nipote
-Charlie, capisco quanto sia difficile per te, ma ci siamo noi a sostenerti figliolo, è un momento in cui dobbiamo essere forti, siamo a un passo dal liberarci definitivamente di quei folli! Dobbiamo solo credere l’uno negli altri, so che ce la farai C, sei un Jones, sei in gamba e molto… -affermò suo zio stringendolo in un abbraccio, dopo tutti quegli anni passati lontani l’uno dall’altro finalmente i due potevano essere felici l’uno accanto all’altro…
-zio, lei è Suzanne, la madre di James, Kevin e della piccola Jacqueline, Suz lui è mio zio Charlie, il fratello della mamma –presentò il ragazzo per poi avanzare verso la cavità in cui aveva trovato la prima raccolta di lettere dategli dalla sua Mya.
Ancora una volta la custodia contenente la sofferenza di quei normali adolescenti era lì, il biondo la prese e notò oltre ad essa un bigliettino posto a terra, lo afferrò senza esitare e tornò dagli altri presenti
Aprì il foglietto pensando che fosse una cosa abbastanza urgente e lesse il messaggio della sua amica:
Caro Charlie,
so che sta diventando una situazione molto pesante anche emotivamente per te, spero che tu abbia trovato Tif e che il mio messaggio sia arrivato…
Se sei ancora nel tunnel va via Charlie, gli scienziati fanno ronde continue anche fuori dalle nostre stanze, sta diventando una situazione sconvolgente Charlie, ti prego portaci via da qui…
Mi manchi da impazzire piccolo biondo
Spero che tu riesca a venire al più presto…
Ti aspetto.
Mya
Il biondo si allarmò improvvisamente. Tutti i presenti si voltarono verso di lui per vedere cosa stesse succedendo…
-dobbiamo andare via subito, immediatamente! Mamma, dai l’elisir allo zio e a Michael e togliamoci da questo posto infernale –disse velocemente, la bionda tirò fuori le fialette dalla cintura da sceriffo e i due si affrettarono a bere il contenuto, mentre gli altri tornavano verso le auto, il biondo si bloccò improvvisamente.
-Tif? Perché puoi circolare liberamente in città? Non ti hanno marchiato con il simbolo??-
-no Charlie, avrebbero dovuto farlo oggi, ma mi avete tirato fuori da lì perciò penso che ora stiano cercando la loro prima vittima per tutta la città… -rispose la corvina mangiandosi le unghie per i nervi
- per questo dobbiamo andare subito alla riserva, quello è l’unico posto in cui non possono trovarci, forza Charlie, non c’è tempo! - disse Charlie senior salendo sulla volante di Jennifer per la prima volta assieme alla sorella e ai nipoti
Michael e la signora Jones salirono sulla macchina di quest’ultima insieme a Tif, la mora cercò il più possibile di andare dietro a Jennifer fino al porto di Lifestorm per poi essere caricata con l’auto dalla barca del fratello di Laurie, Rick.
Arrivarono nello “studio” di Charlie e depositarono le lettere lì, poi il ragazzo iniziò a delegare ogni presente con un compito ben specifico:
-allora, mamma, tu e lo zio dovrete riesaminare tutte le lettere della prima valigia e appuntare i potenziali indizi, la stessa cosa faranno Michael e Suzanne con la seconda valigia, Casey tu li aiuterai e io penserò alla terza con Tif, dobbiamo muoverci, abbiamo pochissimo tempo... –concluse il ragazzo andando verso la sua scrivania seguito dalla corvina, tutti annuirono e si misero in diversi punti della stanza per non intralciare il lavoro degli altri.
Non era rimasto molto, avrebbero dovuto agire all’istante senza commettere errori.
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