Capitolo 9:
Non aveva riposato molto…
Aveva iniziato a dare un’occhiata agli appunti che lui stesso aveva scritto il giorno precedente, cercando di trovare una fonte e una base su cui avrebbe estrapolato gli indizi validi e sufficienti per scoprire l’esatta posizione dei laboratori. La sua curiosità era talmente elevata che aveva passato tutta la giornata chiuso nella stanza in cui avrebbe dovuto solo riposare e,una volta tramontato il sole,era uscito dall’abitazione dello zio per tornare nella sua nuova “base operativa”.
Tra quindici ore e ventisette minuti esatti sarebbe andato in spedizione con sua madre nel luogo in cui avevano trovato le valigie,così avrebbero potuto esaminare le strutture adiacenti ad esso per stabilire se erano sospetti e trovare magari qualche altro indizio che li avrebbe avvicinati sempre di più alla “tana” degli scienziati.
Era ormai notte fonda e al biondo era salito un certo appetito,una cosa normale considerando che aveva passato due giorni chiuso a studiare le lettere dei ragazzi…
Così si alzò e uscì dalla struttura,diretto verso casa di suo zio,in quel momento così delicato egli rappresentava la persona che lo stava appoggiando di più,al contrario di sua madre che lo spediva a riposare invece di fargli concludere al più presto la lettura delle lettere per poter scoprire il prima possibile la verità.
Arrivò davanti alla piccola casetta gialla,entrò lentamente e si diresse in cucina senza fare rumore,era molto tardi e non voleva affatto svegliare suo zio o chiunque altro stesse dormendo in quella casa,che siano stati sua madre,Michael,Farid o il piccolo Casey.
Aprì lo sportello e tirò fuori un pacco di biscotti per poi poggiarli sul bancone che si trovava in mezzo alla stanza,si sedette su uno degli sgabelli e iniziò a mangiucchiare il contenuto della confezione cercando di non svegliare nessuno.
-vedo che tua madre non è riuscita neanche un pelo a distrarti dal tuo obiettivo-disse Charlie Senior entrando nella stanza e indicando il quaderno in cui suo nipote appuntava gli indizi principali che aveva trovato fino ad ora nelle testimonianze dei ragazzi.
-ti prego zio non dire niente alla mamma,se vedesse che sono sveglio mi ucciderebbe all’istante-lo pregò il ragazzo con un’espressione terrorizzata,il più grande rise divertito per poi annuire assicurando al minore che non avrebbe riferito nulla.
-allora Charlie,qualche novità?Sai che se tu scoprissi subito il luogo noi potremmo salvare i ragazzi anche domani?-
-ne sono consapevole zio,purtroppo nulla di nuovo,sto finendo di esaminare le lettere con la speranza di trovare subito gli indizi di Mya,se trovassi i laboratori sarebbe solo merito suo…-
-Non hai pensato a una cosa molto importante però-
-cosa zio?-chiese il biondo incuriosito
-magari Mya ti ha lasciato qualcosa oltre alle lettere ma tu non l’hai notato,dovresti iniziare a guardare tra le righe Charlie,invece di pensare a terminare la lettura ti dovresti concentrare sul contorno,c’è sempre qualcosa sotto,ricordalo-
-hai totalmente ragione zio,perché non ci avevo pensato prima?!-disse il biondo entusiasta, raccolse tutti gli appunti e i fogli volanti,prese i biscotti,salutò lo zio e corse fuori, diretto verso il luogo in cui aveva passato gli interi giorni precedenti.
Lungo il tragitto prese il cellulare e compose il numero del suo migliore amico,sentì squillare a vuoto per alcuni secondi,poi udì la voce della segreteria.Non voleva avere pensieri negativi,forse Kevin stava semplicemente dormendo e aveva lasciato il telefono in carica, infondo non erano neanche le quattro del mattino…
Credette che fosse veramente così e arrivò ancora una volta nella struttura che l’aveva ospitato per gran parte di quei giorni,si sedette alla scrivania e ancora una volta pose tutti i fogli davanti a sé, pronto per leggere la lettera di James Torres, fratello maggiore di Kevin.
Estrasse il foglio color bianco sporco dalla delicata bustina di plastica trasparente, lesse velocemente il foglio informativo e poi passò alla cruda lettura di quella macabra testimonianza del ragazzo che considerava un fratello maggiore da sempre…
Questo posto puzza.E parecchio.Sembra di stare in camera di Kevin...non che mio fratello sia disordinato, ma la sua stanza assomiglia ad una stalla.Però mi manca, non lo vedo da molto...Ero tornato in città per stare un po' con la mia famiglia, io e Matt ci siamo presi alcuni giorni di ferie per stare un po' con loro.In realtà, volevamo dargli la notizia di persona: io e lui ci amiamo.Siamo sempre stati l'uno affianco all'altro, siamo stati migliori amici fin dalla scuola materna e appena preso il diploma decidemmo di trasferirci in Georgia, nell'appartamento della zia del mio "ragazzo"...C'è sempre stato un certo feeling tra di noi ma pensavamo che fosse semplicemente amicizia, finché non mi ha baciato.Esatto, è stato lui a fare la prima mossa.È sempre stato molto più sicuro di me, ha un carattere forte mentre io sono il più debole, ho sempre paura di fare qualcosa di sbagliato...Abbiamo confessato i nostri sentimenti l'uno per l'altro.Da quel momento è iniziata la nostra storia...Eravamo felici.Però questi bastardi hanno deciso di prendermi e ora non so dove sia il mio Matt...Spero che stia bene.Magari mi sta cercando...Non sarebbe successo niente se fossimo rimasti insieme...Ed è tutta colpa mia.Stavo andando a fare una passeggiata, mi era mancato molto stare qui così avevo avvertito il mio ragazzo dicendogli che sarei stato via tutta la mattina, sarei passato anche dalla mamma, la quale era l'unica a sapere che fossi lì.Uscii di casa e andai verso il parco della città, rimasi incantato da come tutto fosse rimasto uguale, anche se non succedeva mai niente e all'apparenza sembrava monotono mi era mancato tornare a casa...Perché solo quando vai via da un luogo capisci quanto sia bello...Io e Matt siamo stati molto coraggiosi a lasciare la città appena dopo il diploma, sicuramente un paio d'anni fa non avrei mai pensato che saremmo tornati per annunciare il nostro fidanzamento ufficiale...Ancora non ci credo che ci sposeremo...Abbiamo già deciso la data.Quest'estate.Esattamente il 14 luglio.Ho iniziato a fare il programma il mese scorso.Non è ansia, sono solo emozionato...Quando mi ha fatto la proposta sono scoppiato a piangere, non me l'aspettavo...Eravamo a cena, nel nostro ristorante preferito, si era messo d'accordo con tutto lo staff e mi ha organizzato una sorpresa molto speciale...ero felicissimo, non ho esitato neanche un secondo ad accettare.Ed ora sono qui.Come mi hanno preso? Non me lo ricordo bene...Solo flash confusi...Forse quando stavo andando a casa dalla mamma...Vidi una strana ragazzina, sembrava avere almeno quattordici anni, capelli rosso fuoco e occhi blu mare, un'espressione strana stampata in volto.Mi chiese di accompagnarla in biblioteca, era molto vicina a casa della mia famiglia, così accettai, infondo non l'avrei mai lasciata andare da sola...Mentre camminavamo mi raccontò del motivo per cui era lì a quell'ora, cercava sua sorella Tiffany...Mi suonava familiare quel nome, ma non gli prestai molta attenzione...Arrivammo davanti alla biblioteca e la ragazzina mi pregò di entrare con lei, disse che c'erano alcuni ragazzi che la prendevano di mira e, se l'avessero vista con me, non avrebbero detto nulla.Accettai.Non sopportavo i bulli e se potevo aiutare qualcuno l'avrei fatto di sicuro...Ci sedemmo a un tavolo distante dagli altri e la ragazza iniziò a tirare fuori dal suo zaino dei libri.'Storia della mente umana''gli adolescenti: cos’hanno di speciale?''psicologia della mente adolescenziale'Devo dire che la cosa mi spaventò molto, ma cercai di non pensarci...Infondo era solo una ragazzina...Già, solo una normale ragazzina...Mi chiese di prenderle un libro dallo scaffale che si trovava di fronte a noi, mi alzai e mi diressi là davanti, iniziai a cercare il testo con lo sguardo quando avvertii un dolore all'altezza del collo, toccai e vidi che era pieno di sangue...Mi girai e vidi che la ragazzina mi premeva una siringa sul punto in cui sentivo dolore, mentre mi si chiudevano gli occhi prima di svenire pensai che non mi sarei più risvegliato.Wow James, sei un fenomeno!Continua a fidarti delle ragazzine che incontri per strada, mi raccomando.Prima di perdere i sensi totalmente però, la sentii sussurrare una frase"Grazie per l'auto James, ti ricambierò il favore un giorno...”
Charlie chiuse delicatamente il foglio senza esprimersi. Non ci riusciva.
Il pensiero che anche il fratello di Kevin si trovasse in quella situazione dopo la bellissima storia che aveva letto lo fece infuriare ancora di più, per lui e i suoi due migliori amici Matt e James erano come due guardie del corpo che li proteggevano, i ragazzi più grandi su cui avrebbero potuto contare per tutta la vita, non riusciva a immaginarsi che uno di loro ora stava soffrendo con tutti quei poveri ragazzi, molto probabilmente anche l’altro...
Ormai Charlie non riusciva a trovare un lato positivo intorno a sé…
Però doveva lottare.
Per tutti coloro che erano lì dentro,aveva promesso che li avrebbe tirati fuori e così avrebbe fatto.
Aveva la sua squadra anche lui.
E loro avrebbero vinto.
Li avrebbe riportati alla loro vita normale.
Anche a costo della propria.
Doveva dimostrare a tutti gli altri che il suo impegno c’era davvero.
Decise di anticipare la spedizione che avrebbero dovuto compiere quel pomeriggio, non avevano tempo da perdere, soprattutto ora che sapeva di James, sperava solo che non avessero preso anche Kevin…
Prese il cellulare e compose il numero di sua madre, era tornata in città per vedere se era successo qualcos’altro, sperò con tutto il cuore nel meglio, anche se non sembrerebbe da ciò che stava accadendo…
Il telefono squillò a vuoto per parecchi secondi, forse anche minuti, il biondo riattaccò e uscì dalla struttura dirigendosi verso la casa color giallo canarino in cui viveva suo zio.
Aprì la porta e si diresse velocemente in sala, dalla quale sentiva provenire delle voci, trovò sua madre seduta davanti al tavolo in lacrime e Casey che la consolava, dal lato opposto Michael, Amalia e Kristael che guardavano la donna preoccupati.
-mamma, cosa succede? Perché non rispondevi? -chiese il ragazzo avvicinandosi a lei, la bionda si asciugò in fretta e furia le lacrime mentre gli altri presenti nella stanza guardavano il ragazzo come se fosse successo qualcosa di orribile…
Charlie aveva un brutto presentimento…
-potete dirmi cosa c’è?! Perché stai piangendo mamma? -chiese ancora una volta il giovane Jones, stava per perdere la pazienza ancora una volta, non sopportava affatto che lo trattassero come un bambino nascondendogli le cose, ormai dentro questa storia c’era anche lui, molto più di chiunque altro.
-hanno preso Kevin tesoro-
Bastò questo a sconvolgere il ragazzo. Una semplice frase, ma per lui fu come una pugnalata dritta al cuore.
-non è possibile-
-è così Charlie, ci ha chiamati la signora Torres, era sconvolta perché anche Jacqueline è scomparsa la settimana scorsa…- disse il vice-sceriffo Peter entrando nella stanza, il biondo non credeva ancora alle sue orecchie.
Il suo migliore amico.
Kevin.
Colui che c’era da sempre.
In ogni momento…
Lo stesso ragazzo che era rimasto dopo che Mya era andata a San Francisco, l’unico a cui Charlie aveva confidato i suoi sentimenti per l’amica e la persona che lo aveva accompagnato per tutta la sua vita, che siano stati tempi belli, brutti, tristi, felici, di rabbia o di delusione verso qualcuno.
In quei momenti Kevin aveva sempre aiutato Charlie.
E ora Charlie avrebbe fatto lo stesso per lui, tirandolo fuori da quel posto orribile in cui si trovava ora.
-va bene, vorrà dire che metteremo il quadruplo dell’impegno che abbiamo messo fino ad ora- affermò il ragazzo con gli occhi lucidi, avrebbe voluto piangere fino a consumarsi, sfogare la rabbia che provava prendendosi a schiaffi per non aver detto al suo amico di restare lì con lui…
Avrebbero potuto prendere lui al posto di Kev, ma purtroppo era andata così…
Ora doveva mettere il triplo del suo precedente impegno per riprendersi il suo migliore amico, la ragazza che amava e tutte quelle persone così importanti per loro.
Sua madre si rasserenò, sapeva benissimo quanto fosse legata anche lei al suo amico, da quando erano piccoli lui e Kev la famiglia Torres e Jennifer erano sempre stati molto uniti, conosceva le sofferenze che sua madre aveva avuto in passato ma quella famiglia così numerosa e affettiva aveva ritrovato la felicità di quella donna e ora per lei sapere che uno degli angeli che l’aveva salvata dal suo baratro di tristezza era stato portato via faceva male…
Doveva ritrovarlo. E riportarlo a casa. Doveva farlo per la sua famiglia. E per il suo Charlie…
-andiamo tesoro, prepariamoci, ti prometto che ritroveremo Kevin al più presto- disse la donna uscendo dalla stanza con suo figlio e il suo vice, tutti e tre pronti per cercare la maggior parte degli indizi che gli avrebbero fatto scovare il posto in cui risiedevano quei folli.
Una piccola creaturina dai capelli color biondo cenere e dai vispi occhietti blu li seguiva, sperando di essere incluso in quell’uscita straordinariamente diversa per lui…
-posso venire con voi? -chiese Casey quando i tre arrivarono davanti alla barca di Laurie
-cosa ci fai qui Casey?! Lo sai che è pericoloso per te oltrepassare il confine della Riserva! -gli disse Charlie preoccupato, sapeva cosa sarebbe successo se avesse oltrepassato il tunnel dopo Lifestorm e non voleva affatto che il piccolo tornasse nei laboratori dato che era entrato lì a soli quattro anni…
-lui può farlo invece…- disse sua madre
-cosa? Michael mi ha detto che se avessero oltrepassato il confine stabilito dagli scienziati sarebbero tornati nei laboratori all’istante- disse Charlie confuso dalla tanta convinzione di sua madre
-Michael potrebbe essere rispedito lì dentro, come tuo zio o tutti gli altri, ma Casey no…- rispose sua madre non smettendo di fissare l’orizzonte mentre Laurie si dirigeva verso la cabina del comandante senza staccarle lo sguardo di dosso
-non capisco mamma, perché? -chiese il ragazzo più grande ancora più confuso di prima
-Jennifer, sei sicura di quello che stai per fare? –le chiese improvvisamente la proprietaria della barca, i suoi occhi color ambra la fissavano attentamente, come se entrambe stessero nascondendo qualcosa…
-si Laurie, ne sono consapevole, ma ho chiuso con le bugie: è il momento che sappiano la verità entrambi…- rispose la donna tenendo lo sguardo fisso sui due più piccoli
-quale verità Jennifer? Cos’è successo? –chiese il più piccolo
-mamma, puoi spiegarci cosa succede? –domandò Charlie alquanto spazientito
-ricordi cosa ti ho detto quando ti ho parlato di tuo zio tesoro? Ho detto che ho fatto ciò che ho fatto per il bene della mia famiglia, ho sempre fatto così da quando sei nato tu, ho fatto anche molti errori lo riconosco io stessa, ho rinunciato a cose che credevo perse senza andare a fondo ed è stato questo lo sbaglio più grande della mia vita, ti prego Charlie cerca di comprendermi in ogni caso, io l’ho fatto per noi, per la nostra famiglia, non avrei mai saputo come sarebbe andata a finire…
-mamma, mi dici cosa succede? -
-ti dirò la verità Charlie, devo dirla a entrambi, ora che ne sono sicura…- disse Jennifer guardando entrambi i ragazzi davanti a lei, il più piccolo si girò confuso, cercando di capire perché la mamma di Charlie avesse detto ciò…
-Casey è tuo fratello Charlie -affermò la donna improvvisamente lasciando senza parole tutte le persona intorno a lei, compreso Peter che non si aspettava che la bionda lo rivelasse così tranquillamente al ragazzo...
-Cosa?!!-
Il maggiore dei Jones guardava sua madre allibito mentre il “fratello” boccheggiava e non riusciva a dire una parola
-non capisco Jennifer, com’è possibile? La mia mamma è Kristael…oddio, mi sta scoppiando la testa, puoi spiegarmi con calma per piacere? - chiese il più piccolo sedendosi e prendendosi la testa tra le mani.
La donna lo raggiunse, si sedette accanto a lui, gli accarezzò il viso e iniziò a raccontare ai suoi figli il motivo per cui aveva dovuto lottare contro suo marito quando loro erano piccolini…
Quando disse a Casey che era rimasto nei laboratori perché suo padre l’aveva trattenuto mentre lei cercava di scappare ebbe un momento di debolezza, i suoi occhi si fecero lucidi, si inginocchiò davanti al minore e, tenendogli le mani tra le sue, gli promise che da quel momento in poi nessuno li avrebbe più separati, sarebbero stati la famiglia felice che avrebbero dovuto formare una volta usciti dai laboratori quegli anni prima…
-ti giuro Casey, nessuno ostacolerà più la nostra famiglia, passeremo ogni attimo insieme te lo prometto, sempre che tu voglia tornare con la tua vera famiglia…- affermò Jennifer con il volto rigato dalle lacrime, sperava che i suoi figli l’avessero compresa e che il più piccolo volesse ancora stare con loro dopo il grande errore che lei aveva fatto
-non mi sarei mai aspettato una cosa del genere…- disse Charlie con la bocca spalancata, la verità su suo fratello l’aveva scosso molto, cercava di riprendersi…
-posso farti una domanda? –chiese il piccolo Casey guardando la donna con i suoi vispi occhietti blu mare
-certo figliolo, te l’ho detto risponderò a tutte le tue domande, voglio che tu sappia tutta la verità, ti è stata nascosta per troppo tempo…-
-perché non sei tornata a liberarmi dai laboratori se tenevi così tanto alla tua famiglia? Sapevi che avresti potuto passare la tua vita con entrambi accanto, perché non l’hai fatto? –chiese il piccolo con una calma degna di un reale, suo fratello e Peter rimasero sbalorditi e la donna lo guardò tristemente
-vedi Casey, non so se ti hanno mai parlato bene dei laboratori ma loro hanno una specie di registro in cui compaiono tutti i nomi dei ragazzi che devono prendere, una volta completato il gruppo per il quale sono in città fanno sparire tutto e passano alla città successiva. Quando tu sei rimasto lì dentro avevo escogitato un piano per rientrare e portarti via ma era l’ultima giornata che avrebbero passato lì e io non ne sapevo nulla…La mattina successiva, quando sono tornata nella sede con mio fratello per prenderti, erano già andati via tutti, non c’era rimasto più niente…Lì ho temuto il peggio, ho continuato a cercarti con la mia famiglia disperatamente ma nulla, ancora una volta sembrava che il laboratorio fosse scomparso nel nulla…-
-e come ha fatto a trovarmi zio Michael? –chiese Casey allargando i suoi grandi occhi azzurri, si vedeva che fosse parecchio interessato alla storia narrata dalla Jones, infondo era ciò che voleva sentire da tutta la vita, aveva sempre sospettato che Kristael e Raoul non gli avessero raccontato la verità, semplicemente perché lui faceva domande in continuazione e non riceveva mai alcuna risposta…
-quando scappai dai laboratori ad aiutarmi fu Michael, anche lui aveva un rapporto stretto con alcune persone presenti nei laboratori, non sono io la persona che deve svelarvi questo perciò vi racconterò solo quello che è successo quando siamo scappati. Lui si era ribellato e io avevo già programmato di fuggire, sfortunatamente vostro padre, uno dei membri più devoti alla dottoressa Chatman, scoprì il mio piano e riuscì a prendere te Casey, al tempo avevi solo qualche mese e non volevo affatto che né tu né Charlie veniste usati per quegli stupidi esperimenti…-
-non capisco mamma, se Casey è rimasto all’interno dei laboratori perché può girare per la città al contrario degli altri? –domandò Charlie più turbato che mai
-perché prima di uscire dai laboratori ho iniettato sia a lui che a te un elisir inventato proprio da vostro zio che vieta agli scienziati di utilizzare il vostro organismo per gli esperimenti e li ostacola quando provano a tatuarvi il vostro codice o se cercano di iniettarvi quel liquido che utilizzano per farvi perdere i sensi e i ricordi delle ultime 4 ore. L’effetto di questo elisir dura circa sei anni ma io ho continuato a darti le scorte che producevo ogni giorno per evitare qualsiasi rischio. Casey, tesoro, dovresti prendere il prima possibile la fialetta, per evitare che possano localizzarti in qualche modo, non so se ti hanno fatto qualche esperimento in mia assenza, è meglio non rischiare…-
-ancora non ho compiuto sei anni Jennifer… -disse il piccolo innocentemente
-lo so Casey, so benissimo che compi gli anni il 15 di gennaio, però puoi prenderlo anche prima tesoro, a Charlie lo davo a intervalli di sei mesi senza che lui se ne accorgesse…- rispose la donna ridacchiando insieme al piccolo Jones
-si può sapere dove lo mettevi?!Sai che non ho mai preso nessuna medicina senza schifarmi altamente! –
-caro figlio mio, non sono stupida, creavo le scorte aromatizzando con i cibi che mangi di più, il mese scorso l’ho messo nel tuo succo di frutta… -rispose sua madre ridendo mentre Charlie incrociava le braccia al petto e si voltava dalla parte opposta
Casey osservava la scena, per la prima volta, nonostante la sua famiglia adottiva lo avesse trattato come un vero e proprio figlio, stare con sua madre biologica e suo fratello era tutt’altro.
Un emozione unica. Il piccolo Casey non vedeva l’ora di poter passare con loro tutti i giorni della sua vita in tranquillità, conoscere gli amici di Charlie, Mya e tutte le altre persone importanti per la sua famiglia.
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