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fabiocarbone31@gmail.com pubblica opere originali su Camelia, uno spazio italiano dedicato a racconti, romanzi e nuove voci narrative.
Dall'Assenza alla Parola – Sintesi di una Metamorfosi Cresciuto in un deserto culturale segnato dal silenzio e dal sospetto verso il linguaggio, ho scoperto tardi la letteratura grazie a maestri come Morante, Dostoevskij e Steinbeck. Se inizialmente la scrittura era frenata da un lessico domestico povero, la svolta è arrivata con il teatro: sul palcoscenico il linguaggio si fa spettacolo, rompendo ogni incomunicabilità. Tutte quelle letture e interpretazioni sono man mano diventate la "pasta madre" delle mie idee. La metamorfosi si è compiuta: il silenzio di ieri è diventato la materia prima per le storie di oggi e di domani.
In questa pagina sono raccolte le opere pubbliche dell’autore, con link alle storie disponibili per la lettura, ai generi collegati e ai capitoli pubblicati.
Generi: Racconto breve · Fantasy · Narrativa / non di genere · Narrativa
Prove generali
Fin da piccoli ci insegnano a tenere la bocca cucita e lo sguardo basso di fronte al grande tabù della morte. Ma cosa succede se, per esorcizzare la paura, si decide di trasformare l’inevitabile in una spassosa commedia all'italiana? Partendo da una semplice cassapanca e una spolverata di farina doppio zero, l'autore inscena le prove generali della propria dipartita. Con una penna dissacrante e una spiccata vena felliniana, dipinge l'ipocrisia del lutto di paese: le frasi di circostanza, la banda sgangherata in divisa improbabile, i parenti in prima fila. Un racconto surreale che ribalta la deferenza funebre, dim
L'altitudine della speranza
L'altitudine della speranza Un ricovero ospedaliero inatteso diventa, per il protagonista, un viaggio dentro l'umanità di un grande ospedale romano. Tra il cinismo di un direttore fuori posto e la tenerezza dei bambini di Neurochirurgia infantile, nasce un'amicizia silenziosa con David, un compagno di corsia con cui si sceglie di parlare solo di cose belle — mai della malattia. Quando David scompare senza lasciare traccia, resta la scoperta più semplice e più vera: il dolore non va via, ma può trovare, finalmente, la sua giusta misura.
L’eredità Pescitiello
Un manuale di sopravvivenza indispensabile per chiunque creda di aver archiviato le tradizioni di famiglia solo per aver caricato, una volta nella vita, la lavastoviglie. Tra carabinieri con la passione per il pettegolezzo, suocere in trincea e parmigiane di melanzane pronte a difendere il fortino dal gelido Nord, un esilarante trattato antropologico che dimostra una sola, inconfutabile verità: puoi anche cambiare città, ma l'eredità dei pescitielli ti aspetta sempre al varco (rigorosamente surgelata).
Il Sig: Carbonchio
A tutti i Carbonchio di questo mondo. A chi ha perso il cane, la bussola o la pazienza, ma mai la voglia di rispondere a tono. A chi si ostina a usare la logica in un pianeta che ha smesso di averne. Ai "perdenti" che non hanno vinto nulla, se non il diritto di restare seduti quando tutti gli altri corrono verso il nulla. E a tutti i matti — quelli matti al punto giusto — che sanno ancora piantare un albero per godersi un’ombra che non vedranno mai. Questa è per voi. Perché la felicità è meravigliosa, anche quando decide di bussare alla porta degli altri.
Critica della ragion domestica
È un’irriverente e rocambolesca cronaca di una giornata di ordinaria follia domestica, in cui l’arrivo improvviso degli ospiti trasforma la padrona di casa in un inflessibile generale. Tra pulizie maniacali, regole assurde, rituali familiari e un inevitabile debriefing finale, il racconto celebra con ironia e affetto le piccole — e grandi — nevrosi della vita familiare.
Quella prima volta.
«Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.» — Giuseppe Ungaretti Fu in quel pomeriggio di fine agosto che la incontrai per la prima volta. Avevo da poco compiuto dodici anni e la luce, fino a quel momento scintillante, iniziava a cedere il passo a una caligine stantia. Le strade si erano avvolte in un silenzio sonnacchioso, rotto soltanto dal ronzio solitario di un'auto che passava pigra, lasciando sull'asfalto bollente un odore acre di pneumatici e olio bruciato. Come ogni giorno ero seduto all'ombra sui gradini di pietra viva della chiesa, ad aspettare l'arrivo dei miei amici. Attorno a me le case
Una vita invisibile
In una caotica mattinata di maggio, tra i banchi di un mercato rionale che si svuota lentamente, una donna attende la chiusura per acquistare pochi generi alimentari con i risparmi di una modesta pensione. A casa, il marito la attende in silenzio. Privi ormai di parole, affidati unicamente ai piccoli rituali quotidiani e a un dolore antico e taciuto, i due coniugi condividono la stanchezza di un'esistenza trascorsa per inerzia, incarnando la parabola struggente di una vita scivolata via nell'invisibilità.
Compiti
Un breve e intenso frammento di vita estiva in cui la natura, sospesa tra il calore dell'estate e i primi fremiti dell'autunno, fa da specchio al tumulto interiore dell'adolescenza. Un inno alla libertà e alla forza dei sogni contro la rigida monotonia dei doveri quotidiani.
La cartolina
Ci sono ricordi d'infanzia che restano nitidi non per la loro importanza, ma per il peso che, da bambini, sapevamo dare alle piccole cose. Questo racconto ne è un esempio: un gesto semplice, un incarico da poco, e un pomeriggio di pioggia che si trasforma, agli occhi di un bambino di otto anni, in qualcosa di molto più grande.
L'accordatore
Nella letteratura, la tragedia non sempre nasce dal fragore delle armi o dai grandi drammi del destino; talvolta si insinua in una stanza chiusa, nel ticchettio di un orologio o nella vibrazione di una corda di pianoforte che perde la sua nota. Anton Čechov, con La morte di un impiegato, ci ha mostrato come una colpa minima possa diventare, per un uomo qualunque, una voragine. Il personaggio principale dell’Accordatore, Srédniy Chelovek — “un uomo qualunque” — si muove nello stesso solco, ma guarda nella direzione opposta. Leggere questa storia significa incontrare ancora una volta la fragilità di chi ha bisogn
Quel testardo di un passero solitario
Quel testardo di un passero solitario «Ma dove vai con tutti quegli equivoci e quei malintesi nella testa, dove?»— Anonimo Rincorrendo i nostri sogni di gloria, una mattina presto eravamo andati alla biblioteca del Burcardo, sperando di trovare finalmente un’ispirazione. Era diventata una missione dal titolo altisonante: Alla ricerca disperata di un testo teatrale. Volevamo un copione bello, attuale, alla nostra portata, con un numero contenuto di personaggi adattabili all’età, alla conformazione fisica e alle attitudini della nostra compagnia. Ecco, appunto: una missione impossibile. Alla fine, ironia della
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