Una vita invisibile
In una caotica mattinata di maggio, tra i banchi di un mercato rionale che si svuota lentamente, una donna attende la chiusura per acquistare pochi generi alimentari con i risparmi di una modesta pensione. A casa, il marito la attende in silenzio. Privi ormai di parole, affidati unicamente ai piccoli rituali quotidiani e a un dolore antico e taciuto, i due c
In una caotica mattinata di maggio, tra i banchi di un mercato rionale che si svuota lentamente, una donna attende la chiusura per acquistare pochi generi alimentari con i risparmi di una modesta pensione. A casa, il marito la attende in silenzio. Privi ormai di parole, affidati unicamente ai piccoli rituali quotidiani e a un dolore antico e taciuto, i due coniugi condividono la stanchezza di un'esistenza trascorsa per inerzia, incarnando la parabola struggente di una vita scivolata via nell'invisibilità.
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Una vita invisibile
Una vita invisibile «E il mercato di maggio un po' alla volta si svuota, lasciando nell'aria il sapore di un'illusione.» — Eugenio Montale Questa mattina al mercato le grida dei venditori sembrano risuonare più forti, nel tentativo di richiamare i clienti che si aggirano incerti tra i banchi stracolmi di mercanzia. Si muovono spaesati sotto i variopinti tendoni, trasformando la piazza in un piccolo suk colorato, sul quale aleggia un'allegra confusione di voci sovrapposte. Le persone si allargano e si restringono come il mantice di una fisarmonica. In questo caos organizzato, il banco del pesce ha qualcosa di una tela di Soutine: colori violenti e forme contorte, dove anche ciò che sta per morire conserva ancora una sua energia. Tra le cassette spicca un cartello con una scritta incerta e tremolante, tracciata in fretta con una vernice blu cobalto, quasi a imitare il
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