CAPITOLO 43
Quando quella mattina arrivai dai Rockford, la casa mi sembrò diversa. Non sapevo spiegare perché. Forse perché ormai conoscevo una verità che fino a pochi giorni prima mi sembrava impossibile. Daniel sapeva tutto. Sapeva che Sophie era sua figlia. Sapeva che ero a conoscenza della scommessa. Sapeva perché ero sparita. E adesso non c'erano più segreti da nascondere. O almeno, non quelli che riguardavano lui.
Entrai in cucina e lasciai la borsa sul ripiano. Stavo per iniziare a preparare la colazione quando sentii dei passi alle mie spalle. Mi voltai. Emily.
Era sola. Non aveva il solito sorriso. Ma neanche la rabbia che avevo immaginato tante volte. Semplicemente sembrava stanca. «Buongiorno Emily.»
La voce era calma. «Ciao.» Per qualche secondo nessuna delle due disse altro. Poi Emily si avvicinò. «Possiamo parlare? Per favore.»
Il mio cuore accelerò. «Certo.»
Indicò il salotto. «Vieni.»
La seguii. Ci sedemmo una di fronte all'altra. Emily tenne le mani intrecciate sulle ginocchia. «Daniel mi ha raccontato tutto.»
Abbassai immediatamente gli occhi. «Mi dispiace.»
«Non devi dispiacerti.»
Alzai lo sguardo. «Come?»
Emily fece un piccolo sorriso. «Non sono venuta qui per litigare con te.»
Quella risposta mi sorprese. «Io non avrei mai voluto che succedesse tutto questo.»
«Lo so.»
«Non avrei mai detto nulla a Daniel. Se non l'avesse scoperto da solo...» Mi si spezzò la voce. «…Non gliel'avrei detto.»
Ci fu silenzio. Emily annuì lentamente. «Me l'ha detto.»
Abbassai gli occhi. «Io avevo paura.»
«Di lui?»
Scossi la testa. «Di tutto.» Inspirai. «Quando sono rimasta incinta avevo diciotto anni. Non avevo un lavoro stabile. Non avevo una casa. Non avevo niente. E avevo appena sentito Daniel dire che per lui ero solo una scommessa.» La mia voce tremò. «Ho pensato che se gli avessi detto di Sophie avrei distrutto la sua vita.»
Emily mi guardò attentamente. «E la tua?»
«La mia era già cambiata.» Rimanemmo in silenzio. «Ho pensato fin dal primo momento, che ho scoperto di essere incinta, che avrei dovuto proteggerla.»
Emily si appoggiò allo schienale. «Posso essere sincera con te?»
«Sì, certamente.»
«Penso che tu abbia fatto quello che ritenevi giusto.»
Mi sorpresi. «Davvero?»
«Non ho detto che fosse la cosa giusta.» Quelle parole mi fecero abbassare gli occhi. «Ho detto che capisco perché l'hai fatto.» Emily parlava senza rabbia. Ed era quasi peggio. Perché non avevo modo di difendermi. «Ma c'è una cosa che non hai considerato.» La guardai. Emily inspirò lentamente. «Sophie non aveva soltanto bisogno di te.» Sentii una stretta al petto. «Aveva bisogno anche di suo padre.» Non risposi. «E Daniel aveva diritto di sapere che esisteva.»
Le mani cominciarono a tremarmi. «Lo so.»
«No.» Emily scosse piano la testa. «Adesso lo sai.» Quelle parole mi arrivarono dritte al cuore. «Prima avevi così tanta paura da non riuscire a vedere altro.»
Abbassai gli occhi. «Forse hai ragione.»
Emily si fece più seria. «Hai pensato di proteggere Sophie dal dolore che Daniel avrebbe potuto causarle.» Fece una pausa. «Ma avresti potuto anche impedirle di conoscere l'amore di suo padre.» Le lacrime mi salirono agli occhi. Emily continuò. «E avresti impedito a Daniel di vivere l'unica cosa che non sapeva nemmeno di aver perso.»
Una lacrima mi scese sulla guancia. «Mi sento in colpa ogni giorno.»
Emily mi guardò. «Allora forse adesso devi smettere di guardare il passato e iniziare a guardare quello che puoi fare da qui in avanti.» Rimasi in silenzio. Lei continuò. «Forse è un bene che Daniel l'abbia scoperto.»
Alzai lentamente gli occhi. «Come puoi dirlo?»
Emily sorrise appena. «Perché ieri sera ho visto un uomo distrutto dalla paura di aver perso quattro anni della vita di sua figlia.» Mi si strinse il petto. «E ho capito che non importa quanto sia complicato tutto questo.» Fece un respiro. «Sophie ha un padre che vuole esserci.» Quelle parole mi fecero piangere. Emily abbassò lo sguardo. «E forse, alla fine, è quello che conta.»
Rimasi qualche secondo senza parlare. Poi trovai il coraggio di chiederle: «E tu?»
Emily sollevò gli occhi. «Io cosa?»
«Come stai?»
Per la prima volta il suo sorriso tremò. «Male.» La sincerità della sua risposta mi fece ancora più male. «Sono innamorata di Daniel.» Abbassò gli occhi. «Lo sono stata per tanto tempo.»
«Mi dispiace.»
«Lo so.»
«Non avrei mai voluto ferirti.»
«Nemmeno io avrei voluto che andasse così.» Rimanemmo in silenzio. «Ma non posso nemmeno
chiederti di rinunciare a lui.»
La guardai. «Emily...»
«No.» Scosse la testa. «Se Daniel ama ancora te, io non posso trasformarmi nella persona che gli impedisce di vivere quello che prova.» Le lacrime le riempirono gli occhi. «E non voglio nemmeno diventare quella che impedisce a Sophie di avere suo padre.»
Mi coprii la bocca con una mano. Non riuscivo più a trattenere le lacrime. Emily si alzò. Fece il giro del tavolo. Per un attimo pensai che se ne sarebbe andata. Invece si fermò davanti a me. «Ti faccio una domanda.»
Annuii.
«Tu lo ami ancora?»
Inspirai. Non avevo più senso mentire. «Sì.»
La parola uscì quasi senza voce. Emily chiuse gli occhi. «Lo immaginavo.»
«Non avrei mai voluto.»
«L'amore non chiede il permesso.»
Quelle parole mi fecero sorridere attraverso le lacrime. «No.»
Emily si asciugò una guancia. «Allora non rovinare tutto per paura.»
La guardai. «Cosa intendi?»
«Hai già passato quattro anni a proteggere tutti.» Fece un piccolo sorriso. «Forse adesso puoi permetterti di pensare anche a te.»
Abbassai lo sguardo. «Ho paura.»
«Lo so.»
«E se Daniel cambiasse idea?»
«Non credo.»
«E se Sophie soffrisse?»
«Allora sarete in due a proteggerla.»
Rimasi immobile. Due. Io e Daniel. I suoi genitori. Per la prima volta quella parola non mi fece paura. Mi fece quasi bene. Emily si allontanò di qualche passo. Prima di uscire dalla stanza, si fermò. «Hannah.»
«Sì?»
Si voltò. «Una cosa te la chiedo.»
«Cosa?»
«Non fargli pagare per sempre l'errore che ha fatto a diciassette anni.»
Abbassai gli occhi. «Ci proverò.»
Emily annuì. Poi aggiunse, con un sorriso triste: «E forse... un giorno riuscirò a ringraziarti.»
La guardai sorpresa. «Per cosa?»
«Perché se non fossi tornata tu, avrei sposato un uomo che amava ancora un'altra donna.» Mi si spezzò il cuore. Emily aprì la porta. «Adesso almeno so che non era colpa mia.»
Se ne andò. Rimasi seduta sul divano. Sola. ,Ma non mi sentivo più come prima. Per quattro anni avevo pensato che la verità avrebbe distrutto tutto. Invece aveva distrutto le bugie. Il matrimonio di Daniel e Emily era finito. Il mio segreto era finito. Il passato era finalmente uscito dalla sua prigione. Ma davanti a me c'era qualcosa che mi faceva ancora più paura. Un futuro. Un futuro in cui Daniel avrebbe avuto un posto nella vita di Sophie. Un futuro in cui avrei dovuto imparare a fidarmi di lui. E forse... un futuro in cui avrei potuto finalmente smettere di scappare dall'uomo che amavo.
Mi asciugai le lacrime. Poi sentii una voce alle mie spalle. «Hannah.»
Mi voltai. Daniel era sulla soglia. Mi guardava. E dal modo in cui mi stava guardando capii che aveva sentito abbastanza. Fece un passo verso di me. «Possiamo parlare?»
Il cuore mi batté forte. Annuii. «Sì.»
Per la prima volta non avevo più paura di quello che avrebbe potuto dirmi. Avevo paura di quello che avrei potuto rispondergli.
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