Capitolo 8
Nonno Savino fu accolto a braccia aperte nella loro casa. La sua vecchia pipa marrone tornò a profumare il salotto e la sua risata forte e profonda riempì quelle stanze rimaste silenziose per troppo tempo. L’anziano, però, non dimenticò mai le persone che lo avevano protetto. Almeno due volte alla settimana preparava una borsa capiente insieme a Tommaso e scendeva nei sotterranei della metropolitana per portare cibo e coperte a Cinzia, a Rocco e agli altri compagni.
— Non sarebbe giusto voltargli le spalle solo perché adesso ho un tetto — diceva a Tommaso, sistemandosi il berretto con orgoglio — Abbiamo condiviso la vita lì sotto. La strada ti insegna che nessuno si salva da solo.
In casa si compì il vero miracolo. Giorno dopo giorno, un padre e un figlio impararono di nuovo a parlarsi e tutti sapevano che il merito era solo di Tommaso. Con la sua ostinazione e il suo amore puro, quel ragazzino era riuscito laddove gli adulti avevano fallito, abbattendo il muro di silenzio che li teneva divisi. Tommaso crebbe circondato dall’amore di quel nonno dolce e fiero, che curava le ferite della vita con i suoi racconti e la sua saggezza. Gli anni volarono via leggeri, finché arrivò il momento più atteso.
Nel giorno del suo matrimonio, Tommaso era emozionato nel suo abito scuro, ma la vera commozione lo colse quando vide il nonno, invecchiato ma elegantissimo, farsi avanti per stringergli le mani prima del passo più importante. Fu un momento di immensa tenerezza, il coronamento di un legame che Tommaso aveva difeso e costruito e che sarebbe rimasto impresso per sempre nel suo cuore come il ricordo più bello della sua vita.
Qualche tempo dopo, anche per nonno Savino arrivò il momento di partire per il suo ultimo, grande viaggio.
Ma ormai Tommaso non era più il bambino malinconico che guardava con invidia i compagni fuori dal cancello di scuola. Quella sedia che per tutta l’infanzia era rimasta vuota, adesso traboccava di ricordi, abbracci e sguardi condivisi. E ogni volta che il suo sguardo si perdeva nell’oscurità della notte, stringendo la mano di sua moglie, sapeva esattamente dove guardare. Un nonno e un nipote, allontanati dal destino, si erano ritrovati sotto quel cielo di stelle, uniti da un legame profondo e senza tempo, pronto a volare più in alto di qualsiasi aquilone.
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