Storia · capitolo 6

Capitolo 6

SOTTO UN CIELO DI STELLE di Sirio

Con il passare delle settimane, i sotterranei della metropolitana smisero di fare paura a Tommaso. Quel luogo grigio era diventato il custode di un mondo fatto di solidarietà invisibile.

Un pomeriggio, il nonno decise che era arrivato il momento delle presentazioni ufficiali e lo guidò verso una nicchia vicino alle grandi condutture del riscaldamento. Lì sedevano due persone: Cinzia, una donna dallo sguardo stanco che aveva perso tutto a causa di una grave malattia, e Rocco, l’uomo silenzioso e gentile con cui Savino divideva ogni cosa. Accolsero il ragazzo con grandi sorrisi.

— Allora tu sei il famoso nipote! Savino non fa altro che parlare di te.

Tommaso si sedette accanto a loro su un cartone pulito. Chiacchierando, scoprì la profonda dignità di quella vita dura. Furono loro a spiegargli che rifiutavano i dormitori pubblici per mantenere la propria libertà e sicurezza, restando uniti tra persone fidate. Mentre parlavano, Tommaso offrì a Rocco e Cinzia un pacchetto di biscotti. Il nonno, osservando la scena, raddrizzò la schiena: — Ricordati una cosa importante, Tommaso. Noi saremo anche scesi fin qui sotto, ma non abbiamo mai rubato, né abbiamo mai chiesto l’elemosina. E’ una questione di orgoglio.

— E’ la pura verità, ragazzo — confermò Rocco. — Tuo nonno è il più testardo di tutti noi.

— Non è testardaggine, è rispetto! — ribatté Savino. — La mattina ci alziamo sempre prima che arrivino i pendolari per non intralciarli. E poi mica sto con le mani in mano: dopo la sveglia, vado dritto alla mensa a dare una mano come volontario. Resto in pace con me stesso solo se mi rendo utile.

Tommaso guardò suo nonno con un’ammirazione tutta nuova. Non era l’esploratore che viveva nella savana a proteggere i leoni; era qualcosa di molto meglio. Era un uomo vero che, pur avendo perso tutto, non aveva mai smesso di proteggere la cosa più preziosa: la propria dignità.

 

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