Storia · Narrativa

Ci vediamo al bar

di Alberto Giribaldi

In corso · 1 capitolo

Rocco ha quasi trent'anni e da dieci lavora al McDonald's della stazione Termini, a Roma. Le sue giornate sono sempre uguali: sveglia alle cinque, tre linee di metro, otto ore al bancone con il sorriso da impiegato del mese, il ritorno schiacciato nei vagoni. Ogni pomeriggio l'amico d'infanzia Massimo lo invita al bar, e ogni pomeriggio Rocco risponde nello stesso modo: «Sono morto.» Sul tavolo della cucina, un quaderno di musica ricorda la vita che avrebbe voluto. Poi qualcosa comincia a incrinarsi. Rocco arriva al lavoro sempre più tardi, a orari che non hanno senso, eppure nessuno gli dice niente. Di notte torna lo stesso incubo, sulla banchina della metro. E un giorno Massimo non lo aspetta sul muretto, ma in mezzo al vialetto, con un giornale in mano. Un racconto breve sul confine sottile tra la stanchezza e la fine, tra la routine e la vita che ci scivola via.

Capitoli

  1. Capitolo 1

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Ci vediamo al bar Cazzo, sono in ritardo. Di nuovo. La seconda volta questa settimana, e oggi è martedì. Rocco ha quasi trent'anni. Vive in periferia e da quando ne aveva venti lavora al McDonald's della stazione Termini. Sveglia alle cinque. Un'ora di viaggio, tre linee della metro, sali e scendi di scale mobili, tornelli che si aprono e si chiudono: clack, incessanti. Alle otto è dietro al bancone, il cappelli…

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