III
Feci una doccia fredda per ritrovare lucidità.
Mentre l’acqua evaporava a contatto con la mia scatola cranica, presi a scandagliare i punti deboli del mio rivale in amore.
In un angolo della memoria scovai un ricordo, un paragrafo del primo libro della serie di Max Castellani, Il mistero del passaggio a livello, che pressappoco suonava così:
“Castellani era terrorizzato dagli uccelli. Da bambino, quando viveva alle pendici del Monte Bianco, un’aquila aveva provato a rapirlo.”
Il mattino dopo mi presentai da Ricciutelli con una delle mie più riuscite facce toste.
Inaspettatamente, non incontrai alcuna resistenza da parte sua.
«Hai cambiato idea?» gli feci.
«Sì, Max Castellani deve sparire.»
«Che ti ha fatto?»
«Ti dirò una cosa in confidenza: mia moglie si è innamorata di lui. Dice che io non sono abbastanza romantico.»
«Quell’individuo affascina tutte le donne.»
«Con quella faccia? Con quel monocolo?»
«È scritto nei miei libri.»
«Come ti è venuto in mente di dotare di tanto fascino un investigatore guercio?»
«Non è guercio, usa il monocolo per intimidire. E poi la colpa è tua. Continuavi a insistere: per il pubblico femminile. Le donne!»
«Sì, certo, il pubblico femminile è molto importante. Necessario, oserei dire… Ma, Mario, cosa devo fare? Non penso solo all’affetto di mia moglie, ma anche al fatto che è proprietaria del cinquanta per cento delle azioni della casa editrice. Se mi pianta, sono fritto. Pensa che catastrofe sarebbe per noi e per il mondo editoriale.»
«Siamo tutti nella stessa barca.»
«Devi scrivere un nuovo romanzo di Max Castellani, così smetterà di perseguitarci.»
«C’è un piccolo intralcio.»
«Quale?»
«Non posso scriverne. È diventato talmente reale che mi è impossibile. E lui lo sa: me l’ha detto ieri.»
Si accasciò su una sedia e si prese la testa tra le mani.
«Mia moglie! La mia azienda!»
«Stanotte ho avuto un’idea, ma mi devi aiutare.»
«Qualsiasi cosa.»
«L’unico punto debole di Max è la fobia degli uccelli. Potremmo sfruttarla.»
Ingoiò una pillola verde. Si alzò e prese a camminare in tondo intorno a me e alla sua scrivania editoriale.
«Potremmo procurarci una ventina di piccioni…» disse, fermando la giostra.
«Allora sarebbe meglio procurarci un’aquila. È l’uccello che teme di più.»
«Grazie al cavolo, è il più grande! Anche io ho paura delle aquile…»
«Mai quanto lui.»
«Ci vorrebbe un esperto…»
Ricciutelli scovò in pochi minuti un falconiere professionista che possedeva una giovane aquila.
«Sono impressionato» commentai. «Potere dell’editoria…»
«Potere dei soldi. Mi scucirà una fortuna.»
Il falconiere si presentò con un falco sulla spalla. Per dissipare qualsiasi dubbio sulla propria professione, indossava anche un cappello di cuoio a larghe tese, un gilet dello stesso materiale e un guanto nero lungo fino al gomito.
«Non ho chiesto un intervento urgente, ma un incontro preliminare» sbottò Ricciutelli.
«Lo so, ma io sono falconiere ventiquattr’ore su ventiquattro. Non si sa mai.»
«Li ha fatti, i bisogni, la bestiola che ha sulla spalla?»
«Chi, Alfio? Non tema, è il falco più educato che conosco.»
«Bene, veniamo al dunque. Abbiamo un amico che ha bisogno di uno shock per recuperare la memoria. Lei è in grado di addestrare la sua aquila a procurarglielo senza altri danni?»
«Certo. Anita è infallibile e delicata, ma non in un appartamento.»
«Lo attireremo in un posto all’aperto. Vero, Mario?»
Annuii, stordito.
«Andrebbe bene il Terminillo» precisò il falconiere.
«Vada per il Terminillo» confermò Ricciutelli.
«Ci dovrà essere solo lui, in una radura abbastanza ampia da essere individuata dall’alto.»
«D’accordo, la ricontatto non appena avremo una data e un orario certi.»
«Prima dovremmo parlare del compenso, non le pare?»
«Lei corre.»
«È il mio tassametro che corre da quando sono uscito di casa.»
«Non sappiamo neanche se riusciremo a portarlo al Terminillo e lei già parla di compenso?»
«Non lo faccio per hobby.»
Ricciutelli prese un bel respiro e ingoiò una pillola rossa.
«Vanno bene trentacinquemila lire di anticipo?»
«Vanno bene per la disponibilità.»
«Certo, quando scatterà l’operazione concorderemo il compenso totale.»
Il falconiere si alzò dalla poltrona.
«Aspetto la sua telefonata al massimo entro una settimana. Buona giornata, signori.»
Rimasti soli, trovai la calma per dire:
«Chi ce lo porta, Max, al Terminillo?»
«Tu.»
Maria mi accolse con l’entusiasmo della donna innamorata. Di un altro.
«Ah, sei tu?»
«Chi ti aspettavi?»
«Nessuno, ero sovrappensiero» mormorò, dandomi le spalle.
«Aspettavi quel verme di Castellani?»
«Perché ce l’hai tanto con lui?»
«Non ce l’ho con lui. Come potrei? In fondo è una mia creatura.»
«Allora perché lo chiami verme?»
«Per abitudine. Ma voglio rimediare. Forse sono partito col piede sbagliato con lui.»
«Togli il forse.»
«Mi aiuteresti a riconciliarmi con lui?»
«Certo.»
«Allora chiamalo e dagli un appuntamento per sabato. Andiamo a fare una passeggiata in montagna. Magari al Terminillo. Che ne dici?»
«Dico che voglio vedere i documenti. Tu non sei il Mario Salvadori che conosco.»
«Solo i cretini non cambiano idea.»
«Gli telefono subito. A che ora ci muoviamo?»
«Per essere lì per pranzo. Ma non dirgli che ci sono anch’io.»
«Come? Vuoi che creda che vedrà solo me?»
«Sì, così siamo sicuri che verrà.»
Fece una risatina di odioso compiacimento.
«Lo sai che non so mentire» mentì.
«Devi solo omettere.»
«E se mi chiede di te?»
«Non lo farà. Fidati, lo conosco bene.»
Si raccolse i capelli sulla nuca.
«Se ci tieni così tanto, lo chiamo subito.»
Altre opere da leggere
I talenti di Orlando
Orlando non è un personaggio inventato, è realmente esistito e ha lasciato tracce che confermano il suo passaggio terreno.
I talenti di Orlando #2
Questa volta, Orlando Sedis si ritrova in Questura per assistere a un interrogatorio da dietro un finto specchio. Le sospettate sono due donne abbandonate dallo stesso uomo in pochi giorni. Il suo talento smaschererà sia la colpevole che un tentato inganno nei
La camera
A Terni, nel 1921, trovare lavoro è difficile. Trovare una camera, ancora di più. Soprattutto se non lavori all’acciaieria e possiedi soltanto una valigetta e un pellicciotto di cui è meglio non parlare.
Cavallo e cavaliere
Un cavaliere solitario, una locanda sperduta nel Gran Canyon, una giovane donna in fuga e un incontro destinato a cambiare molte cose. O forse soltanto il modo in cui verranno raccontate. Un western breve e insolito, dove nulla è esattamente come sembra e le p