Storia · Narrativa

Rosso camelia

di Tiziana Iannantuoni

Rosso camelia è un racconto di ONGOS, una raccolta ispirata ai quadri di Magritte. 22 dipinti, 22 racconti che appaiono come visioni nello spirito surreale che bandisce dalla mente il già visto e ricerca il non visto. Il titolo riempie l’idea di un’angolazione capovolta di un’immagine: trasposizioni trasversali di dati della realtà con percezioni sensibili,

Rosso camelia è un racconto di ONGOS, una raccolta ispirata ai quadri di Magritte. 22 dipinti, 22 racconti che appaiono come visioni nello spirito surreale che bandisce dalla mente il già visto e ricerca il non visto. Il titolo riempie l’idea di un’angolazione capovolta di un’immagine: trasposizioni trasversali di dati della realtà con percezioni sensibili, intime in un percorso variabile di fuori e dentro. L’imprevedibilità dell’emozione di fronte un’opera d’arte che ha il potere di trasportare in un altrove infinito, dipendente in modo esclusivo dalla disposizione d’animo dell’osservatore. La voce narrante della raccolta è la donna dall’abito rosso che è in copertina, la sua postura di spalle indica che c’è ancora molto da rivelare, la sua sospensione in un cielo azzurro tra le nuvole conduce in un’atmosfera onirica. La donna entra in un museo, la mostra con le opere di Magritte le suscita un’intrigante curiosità. Nel silenzio si rivelano storie, ha quasi paura d’inoltrarsi tra i capolavori come se lo sguardo le potesse ribaltare la realtà, privandola del controllo razionale, nello stesso tempo un’inquieta sollecitudine la spinge ad addentrarsi in sentieri indefiniti. ONGOS è un libro insolito: la sua lettura è verticale perché si entra nel museo, si sbircia il catalogo, si sceglie il quadro su cui sostare e si entra nel racconto corrispondente. È un viaggio di colori, sfumature, sentimenti, ambientazioni che potrebbe sorprendere . È la ricerca di quel pezzo di sè che l’arte è capace di rivelare. Realtà e sogno in una commistione fantasiosa che già il titolo anticipa. Rosso camelia corrisponde al dipinto del 1964 intitolato “Il figlio dell’uomo”.

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  1. Capitolo 1

Capitolo 1

Rosso camelia Chiuse il portone dietro di sé, guardò l’orologio, alzò per un attimo gli occhi al cielo come per orientarsi e si fermò. Doveva decidere quale strada prendere, aveva ancora tante cose da fare. Erano tredici anni che ogni giovedì varcava la soglia di quel pesante portone di legno in un palazzotto d’epoca, in pieno centro, al quarto piano c’era lo studio del suo analista. Gliene aveva parlato un suo stretto collaboratore, ci andava già da qualche anno. Gli aveva confidato dei suoi periodi difficili da controllare, dell’ansia, della gestione delle relazioni. Anche lui, in apparenza uomo forte, riconosceva delle fragilità interiori che creavano spaccature sempre più larghe. Così, aveva deciso di sperimentare il parlare riflessivo, affidandosi a un professionista dell’ascolto. Gli avrebbe fatto bene, prendersi un tempo per soffermarsi sulla sua persona, senza rendersene cont

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