Storia · capitolo 4

capitolo 4: sguardi

sentimenti nascosti di faby

Il sabato mi recai alla villa dei Miler per passare un altra giornata in piscina da loro. Io e Jessie indossammo i costumi e ci dirigemmo verso la piscina. Io questa volta indossai un costume rosso fuoco, mentre Jessie uno bianco con delle ciliegie disegnate su di esso. Il sole era alto, l'acqua brillava come uno specchio e il profumo di cloro si mescolava alla crema solare.


Appena arrivammo, sentii addosso gli occhi di Josh. Era appoggiato al bordo della piscina, i capelli castani bagnati che gli cadevano sugli occhi e le gocce che gli scivolavano lungo le spalle. Accanto a lui c'era un ragazzo biondo, con la pelle chiara che risaltava al sole. Mi sentii osservata da entrambi, ma lo sguardo di Josh era diverso: intenso, quasi possessivo.


«Ciao, Jessie! È da un sacco che non ci vediamo!»

Un ragazzo dai capelli neri e lisci si avvicinò subito a lei. Jessie lo fissò sorpresa.

«Sei... Eric, giusto?»

«Esatto! Senza occhiali e senza apparecchio non mi riconosci più?»

Jessie rise, arrossendo leggermente.


Mentre loro parlavano, il biondo accanto a Josh si avvicinò a me. «Ciao! Io sono Max. Studio lingue all'Università del Michigan.»

Il suo sorriso era aperto, solare, e io ricambiai senza esitazione. «Piacere, Amy. Adoro le lingue, sono una delle mie passioni.»


Josh, dall'altra parte, si voltò di scatto. Mi stava fissando. Non parlava, non rideva: semplicemente mi guardava, le labbra serrate, come se ogni parola tra me e Max fosse una spina.


«Io studio spagnolo e francese» disse Max, sedendosi accanto a me sul bordo della piscina. «E tu?»

«Francese! Mia zia ha vissuto a Parigi per sette anni. Me l'ha insegnato bene.»

«Davvero? Allora potresti aiutarmi a migliorare» sorrise Max.

Io risi. «Perché no?»


Fu in quel momento che sentii un tonfo: Josh si era tuffato in acqua con forza, sollevando schizzi ovunque. Non c'era motivo per quel gesto, se non attirare l'attenzione. Quando emerse, ci guardò di nuovo, e stavolta i suoi occhi erano ancora più scuri.


Cercai di distrarmi e raggiunsi Jessie ed Eric, che parlavano su un lettino. «Ti ricordi quella volta che ti ho spinta in piscina?» raccontava Eric ridendo. Jessie rise di cuore, e io li osservai con tenerezza.


Ma di nuovo lo sguardo di Josh ricadde su di me. Lo sentivo, come se mi bruciasse la pelle.


Mi alzai per versarmi un bicchiere di limonata. Una voce improvvisa alle mie spalle mi fece sobbalzare.

«Me ne versi uno anche a me?»

Era Josh. Troppo vicino. Il suo braccio sfiorava il mio mentre prendeva il bicchiere.


«Ho visto che parlavi con Max» disse piano, con un tono che sembrava innocuo, ma nascondeva qualcosa.

«Sì, mi raccontava del suo corso di lingue e vorrei farlo anch'io.»

«Pensavo volessi studiare economia. Come me» rispose, aggrottando la fronte.

«Io? Ma se sono negata in matematica!» replicai ridendo.

Josh serrò la mascella, abbassando lo sguardo. «Già. Mi ero dimenticato. Ma non vuoi studiare moda come Jessie, all'università del michigan puoi.»

Io lo guardai pensierosa per poi dirgli «in realtà in arte prendo appena la sufficienza, mentre nelle lingue vado addirittura meglio di Jessie.» 

Lui mi guardò sorpreso, non ne aveva proprio idea del fatto che il mio sogno era studiare lingue da quando sono piccola.


In realtà io dovevo iscrivermi al liceo linguistico, però stava troppo lontano da casa e i miei per via dei lavori che fanno non mi potevano accompagnare così lontano.

Mi ero persino informata se passava un autobus, ma niente, era praticamente impossibile arrivarci.


Poi pensa al fatto di matematica, non era vero: non si era dimenticato. Semplicemente non gli piaceva vedermi ridere con qualcun altro.


Più tardi, quando i ragazzi andarono via, Max mi salutò stringendomi la mano e sfiorandomi la guancia con un bacio leggero. Il mio cuore accelerò. «Spero di rivederti presto» mormorò.

«Anch'io» risposi sottovoce.


Appena Max si allontanò, sentii lo sguardo di Josh bruciarmi addosso. Non cercò di nascondere la sua irritazione: le sue mani erano strette a pugno e i suoi occhi scuri non lasciavano dubbi.


Non capivo perché, ma era evidente: Josh era geloso.

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