Storia · capitolo 3

Capitolo III. Nascere due volte

La Sindrome del cuore spezzato di Veronica Fogliano

La gravidanza fu una lunga strada fatta di giorni buoni e giorni impossibili.Ci furono mattine in cui Lucilla si sentiva invincibile e altre in cui persino alzarsi dal letto sembrava una montagna.Imparò a convivere con la paura.Paura del parto. Paura dei soldi. Paura della solitudine.Paura di non essere una buona madre.E, soprattutto, paura che sua figlia un giorno le avrebbe chiesto:Perché papà non ci voleva?A quella domanda non aveva ancora trovato una risposta.Quando arrivò il momento del parto, Federico non c'era.C'erano sua madre e una luce bianca sopra il letto.Lucilla strinse i denti, respirò, pianse.Poi, improvvisamente, il dolore cambiò.Un vagito riempì la stanza.Era un suono piccolo, arrabbiato, meraviglioso.«È una bambina.»Lucilla la guardò.Aveva gli occhi chiusi e le mani minuscole strette a pugno.«Emma», disse.Sua madre le accarezzò la fronte.«Emma?»Lucilla annuì.«Perché significa… universale. E io voglio che sappia che il mondo è suo.»Quando gliela posarono sul petto, Lucilla sentì qualcosa che non aveva mai provato.Il cuore accelerò.Ma questa volta non era dolore.Era paura, sì.Era stanchezza.Era meraviglia.Era amore.Un amore così grande da farle male.Lucilla chiuse gli occhi.Aveva passato mesi a pensare che Federico le avesse portato via una parte della vita.Ora capiva che non era così.Le aveva portato via un futuro immaginato.Non il futuro.Quello doveva ancora cominciare.

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