Storia · Fantasy

Blood Aura -The Nemesis Blade

di Phoeby Soul

Valefor governa nell'ombra: erede Dhampir, cuore di ghiaccio, brama che non conosce sazietà. Ha costruito il proprio potere sull'assenza di sentimento, convinto che il destino di Mardarox dipenda dalla sua capacità di non cedere mai. Ma un'antica dinastia dimenticata sta per riscrivere tutto ciò che credeva vero, e al centro di quel segreto c'è lei. Laysandr

Valefor governa nell'ombra: erede Dhampir, cuore di ghiaccio, brama che non conosce sazietà. Ha costruito il proprio potere sull'assenza di sentimento, convinto che il destino di Mardarox dipenda dalla sua capacità di non cedere mai. Ma un'antica dinastia dimenticata sta per riscrivere tutto ciò che credeva vero, e al centro di quel segreto c'è lei. Laysandra è nessuno, una guaritrice tra i reietti, invisibile per scelta, per necessità, per sopravvivenza. Non sa ancora che il suo sangue custodisce una luce proibita, capace di piegare intere dinastie e di riportare alla luce verità sepolte da generazioni. Tra i due si intreccia un legame che una profezia aveva previsto, fatto di sguardi che nascondono più di quanto rivelano e di silenzi carichi di promesse pericolose. Ogni corte del regno cela una menzogna, ogni alleanza un tradimento in attesa, e una lama leggendaria dorme al centro di intrighi che intere generazioni hanno cercato invano di decifrare. Perché a Mardarox nessun segreto resta sepolto per sempre, e quando la verità verrà a galla, non sarà il regno delle tenebre a tremare, ma tutto ciò che Valefor credeva di sapere su sé stesso. C'è solo una cosa più pericolosa di un'oscurità senza fine: una luce che ha smesso di avere paura, e un destino che nessuno può più fermare.

Capitoli disponibili

  1. 𝑷𝒓𝒐𝒍𝒐𝒈𝒐
  2. 𝓒𝓪𝓹𝓲𝓽𝓸𝓵𝓸 𝓤𝓷𝓸
  3. 𝓒𝓪𝓹𝓲𝓽𝓸𝓵𝓸 𝓓𝓾𝓮

𝑷𝒓𝒐𝒍𝒐𝒈𝒐

Seryn aveva sedici anni quando il dono le si manifestò. Le anziane dell'Ordine sostenevano che il richiamo della Dea fosse sempre annunciato da un prodigio: un bagliore improvviso, una voce capace di insinuarsi nella mente, una presenza tanto intensa da togliere il respiro. Quella notte, invece, non accadde nulla di tutto questo. Era sola nella piccola cella di pietra. L'odore acre della cera che colava lentamente impregnava l'aria, mentre la fiamma della candela tremolava davanti ai suoi occhi, scandendo il tempo delle preghiere. Poi, senza alcun preavviso, si spense. Il buio divorò la stanza. Seryn trattenne il respiro e tese l'orecchio. Attese il vento oltre la finestra, il frinire dei grilli nella valle, persino il mormorio dell'acqua che scorreva ai piedi delle mura. Non arrivò nulla. Né un soffio. Né un fruscio. Solo silenzio. Non era il silenzio delle stanze vuote. Era

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𝓒𝓪𝓹𝓲𝓽𝓸𝓵𝓸 𝓤𝓷𝓸

Quando Drayvex comparve all'orizzonte, Laysandra dimenticò persino di respirare. Le dita si serrarono sul bordo di legno della carrozza, mentre lo sguardo le correva da una torre all'altra, incapace di ricomporre il castello in un'unica figura, come se la mente rifiutasse di accogliere per intero ciò che gli occhi le mostravano. Nei tomi del Tempio aveva studiato le antiche fortezze del Regno, basse e massicce, concepite per resistere agli assedi più che per impressionare lo sguardo. Drayvex non apparteneva a quella genìa: si slanciava verso l'alto come se i suoi costruttori avessero voluto dimostrare di poter sfidare il cielo stesso. Sollevò il mento finché i muscoli del collo non le dolsero, e le torri le parvero non finire mai. E se crollasse? L'idea la attraversò all'improvviso, gelida, insensata. Scosse appena il capo per scacciarla, ma le restò addosso come polvere. Avvertì

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