Storia · capitolo 2

La videoregistrazione

I talenti di Orlando di Franco Porchetti

– Lei lʼha già vista? – mi chiese appena entrati in casa, il professore.
– Sì, ma di sfuggita. Voglio rivederla meglio.
Infilò la cassetta nel suo videoregistratore tempestato di chewing gum essiccati e si sedette accanto a Flò, sul divano.
La registrazione mostra un locale allegro quanto una veglia funebre.
Il nostro Buscaglia vi entra dʼimpeto scompigliandone per un attimo la fissità da dipinto. Gli avventori e lʼuomo dietro al bancone lo degnano appena di uno sguardo per poi tornare alle loro non-occupazioni.
– Buongiorno a tutti! Posso avere un bel caffè? – esordisce il nostro eroe, gioviale fino alla piaggeria.
Gli astanti lo ignorano, ma lui non si scoraggia. Si guarda intorno mentre finge di consultare la lista delle vivande. Ecco che punta un tavolo occupato da due uomini vestiti di nero. Si avvicina a loro come un falco alla preda. Nella sua mano destra compare un mazzo di carte.
– Peschi una carta! – esclama rivolgendosi al più vicino dei due.
Quello inizialmente rimane sorpreso, poi, con evidente sforzo, pesca una carta.
– La guardi bene, la memorizzi e poi la rimetta nel mazzo, dove vuole lei – gli ingiunge.
– Dʼaccordo – gli risponde il tizio, per niente entusiasta.
Il mago mischia le carte tenendole bene in vista, poi taglia il mazzo più volte fino a che solleva una carta in faccia al tizio.
– È questa? – gli chiede.
– Sì, è proprio quella, bravo! – gli risponde lʼaltro accennando un applauso muto.
– Grazie, è solo un piccolo numero tanto per divertirci. Io lavoro per il governo, sono un funzionario del Ministero dellʼInterno. Questo è solo un hobby – si schermisce e rilancia Buscaglia.
Arriva il barman con il suo caffè. Il mago dilettante sta per prendere un dolcificante, ma poi ci ripensa e accetta la bustina di zucchero che gli porge gentilmente il barista.
– Non dovrei farlo, ma oggi voglio metterci lo zucchero vero, per una volta! – esclama compiaciuto.
Bevuto il caffè, il cadavere in pectore si lancia in un nuovo trucco coinvolgendo anche lʼaltro uomo.
– Adesso lo farò con due carte – annuncia, solenne.
Lʼaltro tizio si presta al gioco con malcelato fastidio, ma Buscaglia non ci fa caso e completa il suo mirabolante gioco di prestigio tra lʼindifferenza generale. Ne approfitta per mettersi in tasca un buon numero di bustine di dolcificante. Paga alla cassa ed esce.

– Non mi aveva detto che il poveretto era a dieta – disse Sedis alzandosi per stoppare il videoregistratore dopo aver tentato di farlo con il lancio di un chewing gum masticato.
– Perennemente a dieta: era in sovrappeso dallʼetà di dodici anni! – precisai glissando sulla mia involontaria omissione e sul suo ennesimo tiro sbagliato.
– Adesso, andiamo al cinema – sentenziò lui.
– Ha notato qualcosa?
– Forse. Ma adesso andiamo che il proiezionista non aspetta noi per far girare i rulli.
– Vengo al cinema con voi, se non vi dispiace.
– Benissimo, ma non si azzardi a proferire parola durante la proiezione.
– Dʼaccordo, sarò muto come un pesce.

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