La videoregistrazione
– Lei
lʼha già vista? – mi chiese appena entrati in casa, il
professore.
– Sì, ma di sfuggita. Voglio rivederla
meglio.
Infilò la cassetta nel suo videoregistratore tempestato
di chewing gum essiccati e si sedette accanto a Flò, sul divano.
La
registrazione mostra un locale
allegro quanto una veglia funebre.
Il nostro Buscaglia vi entra
dʼimpeto scompigliandone per un attimo la fissità da dipinto. Gli
avventori e lʼuomo dietro al bancone lo degnano appena di uno
sguardo per poi tornare alle loro non-occupazioni.
– Buongiorno
a tutti! Posso avere un bel caffè? – esordisce il nostro eroe,
gioviale fino alla piaggeria.
Gli astanti lo ignorano, ma lui non
si scoraggia. Si guarda intorno mentre finge di consultare la lista
delle vivande. Ecco che punta un tavolo occupato da due uomini
vestiti di nero. Si avvicina a loro come un falco alla preda. Nella
sua mano destra compare un mazzo di carte.
– Peschi una carta! –
esclama rivolgendosi al più vicino dei due.
Quello inizialmente
rimane sorpreso, poi, con evidente sforzo, pesca una carta.
– La
guardi bene, la memorizzi e poi la rimetta nel mazzo, dove vuole lei
– gli ingiunge.
– Dʼaccordo – gli risponde il tizio, per
niente entusiasta.
Il mago mischia le carte tenendole bene in
vista, poi taglia il mazzo più volte fino a che solleva una carta in
faccia al tizio.
– È questa? – gli chiede.
– Sì, è
proprio quella, bravo! – gli risponde lʼaltro accennando un
applauso muto.
– Grazie, è solo un piccolo numero tanto per
divertirci. Io lavoro per il governo, sono un funzionario del
Ministero dellʼInterno. Questo è solo un hobby – si schermisce e
rilancia Buscaglia.
Arriva il barman con il suo caffè. Il mago
dilettante sta per prendere un dolcificante, ma poi ci ripensa e
accetta la bustina di zucchero che gli porge gentilmente il
barista.
– Non dovrei farlo, ma oggi voglio metterci lo zucchero
vero, per una volta! – esclama compiaciuto.
Bevuto il caffè, il
cadavere in pectore si lancia in un nuovo trucco coinvolgendo anche
lʼaltro uomo.
– Adesso lo farò con due carte – annuncia,
solenne.
Lʼaltro tizio si presta al gioco con malcelato fastidio,
ma Buscaglia non ci fa caso e completa il suo mirabolante gioco di
prestigio tra lʼindifferenza generale. Ne approfitta per mettersi in
tasca un buon numero di bustine di dolcificante. Paga alla cassa ed
esce.
–
Non mi aveva detto che il poveretto era a dieta – disse Sedis
alzandosi per stoppare il videoregistratore dopo aver tentato di
farlo con il lancio di un chewing gum masticato.
– Perennemente
a dieta: era in sovrappeso dallʼetà di dodici anni! – precisai
glissando sulla mia involontaria omissione e sul suo ennesimo tiro
sbagliato.
– Adesso, andiamo al cinema – sentenziò lui.
–
Ha notato qualcosa?
– Forse. Ma adesso andiamo che il
proiezionista non aspetta noi per far girare i rulli.
– Vengo al
cinema con voi, se non vi dispiace.
– Benissimo, ma non si
azzardi a proferire parola durante la proiezione.
– Dʼaccordo,
sarò muto come un pesce.
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