Storia · Racconto breve

La schiena (Riflessioni di una moglie delusa)

di Alberto Urso

Un flusso di coscienza che si srotola così senza arte né parte. Al centro della scena c’è una donna, normale, sposata, con un lavoro, una casa, un marito e una vita che gli evapora davanti agli occhi ma lei, a differenza di tante altre...se ne accorge. È la schiena del marito a diventare cartina di tornasole di quello che sta succedendo, prima sensuale terri

Un flusso di coscienza che si srotola così senza arte né parte. Al centro della scena c’è una donna, normale, sposata, con un lavoro, una casa, un marito e una vita che gli evapora davanti agli occhi ma lei, a differenza di tante altre...se ne accorge. È la schiena del marito a diventare cartina di tornasole di quello che sta succedendo, prima sensuale territorio da lei mappato accuratamente ed adorato istintivamente, ora, semplice schermo dove si proietta il loro progressivo dissolvimento. Non c’è nessun happy-end qui, la fine è proprio una fine, ci sono solo le lacrime di lei che portano via il niente che è rimasto di quel sogno, evaporato e dissolto nel nulla, come quelli di tanti, con l’unica differenza che qui, lei, ha deciso di lasciare un’argomentata traccia di questa evaporazione, come un’impronta emotiva che consenta di intuire quello che potrebbe essere successo a questa coppia che si ritrova morta e spezzata, nuovamente, in due individualità. Il racconto si conclude così consegnando una vertigine buia, tratteggiando una malattia degenerativa cui nessuno sembra poter essere immune. E al lettore, chiudendo il libro, non resterà che prendere atto delle lacrime di Lucia, indossandone il brivido.

Capitoli disponibili

  1. Capitolo 1
  2. Capitolo 2

Capitolo 1

<<E ancora non capisco perché ho deciso di scrivere queste righe anche se, in realtà, sotto sotto, credo di saperlo: così mi illudo di poter parlare ancora con qualcuno e di essere ancora viva.  Non so nemmeno chi potrebbe essere interessato a leggere queste mie cose così private, così vuote di senso per chi non conosce i dettagli di ciò di cui sto parlando. Io comunque vado avanti lo stesso, vedete voi, chiunque voi siate, se proseguire nella lettura o no, d’altronde io scrivo per sfogarmi e non per far sì che qualcuno mi legga: non ho bisogno di lettori, sono io che sento il bisogno di scrivere. Mi chiamo Lucia Betranzi in Vartellini, ho cinquantanove anni, sono sposata da quasi trentanni con mio marito Walter che ha la mia stessa età.  Io sono alta quasi un metro e settanta, capelli biondo cenere a caschetto, occhi verdi, corporatura normale, unghie trattate con gel semi-perm

Leggi il capitolo

Capitolo 2

E qualcosa effettivamente successe. La monotonia della mia esistenza si interruppe quando conobbi Walter e il mio mondo si trasformò, assumendo colori diversi e regalandomi brividi che io non avevo mai conosciuto prima. Ero felice o, almeno, credevo di esserlo che poi è la stessa cosa, almeno per chi crede. Vita per me era solo quando stavamo insieme, tutto il resto era attesa di vederlo, di baciarlo, di accarezzarlo, di parlarci, di farci l’amore: la pallina da flipper aveva scoperto che, fuori, c’era tutto un mondo da scoprire e vivere. Mi ricordo quando la prima volta io gli accarezzai la schiena, mi sembrava enorme, vastissima, la mia manina non riusciva a esplorarla tutta però migrava rapidamente qui e là, come per cercare di prendere possesso di ogni suo centimetro, come per essere sicura che lui fosse davvero interamente mio. Poi imparai a baciarla, sorridendo della sua conseg

Leggi il capitolo

Opere simili

Continua a leggere su Camelia

Puoi scoprire altre opere per genere, seguire il profilo autore e salvare le storie che vuoi ritrovare. Esplora i generi letterari oppure torna alla pagina Scopri.