Capitolo 8. IL PERSONALE MEDICO E INFERMIERISTICO
A Montebelluna ho sempre trovato un reparto molto “umano”. Il primo medico che mi ha seguita era un oncologo giovane e dai modi garbati. Un cavaliere d’altri tempi, di una gentilezza squisita e molto preparato, a mio avviso. Poi, con mio grande dispiacere (il primo oncologo non si scorda mai!) è andato in Inghilterra per conseguire delle specializzazioni sul suo campo e non l’ho mai più rivisto. Dopo di lui sono passata sotto le cure della mia attuale oncologa. Con lei mi sono subito consolata dalla perdita del mio primo medico: siamo in buonissimi rapporti. Anche lei è una persona bravissima: molto pacata, gentilissima, competente. Alla fine siamo anche entrate in amicizia, e la cosa a me fa molto piacere perché mi fa sentire al sicuro; abbiamo grossomodo la stessa età, anche lei è originaria di Valdobbiadene e ci accomuna l’amore per la musica. Se ho bisogno di qualcosa la chiamo al cellulare o le mando un messaggio (anche se, a dire il vero, cerco di farlo il meno possibile, perché penso che se tutti facessero così non avrebbe più una vita…).
E poi ci sono gli angeli custodi: le infermiere! Ho avuto la fortuna di conoscere delle ragazze (perché sono tutte giovani!) bellissime e bravissime. Sono di una gentilezza e di una disponibilità rare e preziose. Tutte quante: sono come api che lavorano continuamente. Girano tra i pazienti, parlano, sono sempre allegre (o almeno cercano di esserlo sempre con noi), sono sempre pronte a seguire tutti. Molto oltre a quello che è il loro lavoro! Sono molto di più di infermiere, sono, appunto degli angeli! Anche con loro ormai è nata un’amicizia. Quando vado in ospedale a Montebelluna so che trovo un sorriso, una parola gentile, un’accoglienza speciale. Non è poco!
Sarò sempre grata a tutte queste persone, comunque vada il mio futuro.
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