Capitolo 9. LE RADIO
La radioterapia sembra una passeggiata. L’unico fastidio è il tragitto da compiere in andata e ritorno per e da Treviso ogni santo giorno… Io dovevo fare 30 sedute di radio, cioè sei settimane: tutti i giorni dal lunedì al venerdi. I rischi della radioterapia sono le ustioni e gli eritemi. Di fatto non è nulla di che: si perde più tempo ad andare, tornare e aspettare che non a fare la terapia. Questa dura pochi secondi, meno di un minuto… Io l’ho iniziata a febbraio 2015. Fino alla quindicesima seduta ero contenta: nessun sintomo, nessun fastidio! Ormai illusa di avere una “scorza d’acciaio” (io sono sempre molto fiduciosa circa le risposte del mio fisico…) mi presentavo blanda e disinvolta… ma dalla ventesima sono iniziai i problemi. Pruriti, scottature, pelle lucida. Per quanto mi mettessi tutte le creme che mi davano, non c’era nulla da fare. La terapia si faceva sentire. Comunque andata anche questa. Solo un paio di volte ho dovuto saltare la terapia per problemi tecnici. All’epoca le macchine erano un po’ attempate. Anzi, stavano iniziando a cambiarle e a comprarne di nuove. Ricordo che c’era la stanza dove facevo la terapia che mi incuteva un po’ di imbarazzo: il soffitto aveva delle vistose crepe e, siccome ero distesa a pancia in su, non potevo far altro che osservarle. La mia fobia del terremoto, ovviamente, mi faceva sperare che non arrivasse una scossetta mentre ero lì distesa e mezza nuda… Già mi vedevo gli intonaci che si staccavano e con lo sguardo cercavo di capire quale potesse essere l’angolo più sicuro dove rifugiarmi in caso di sisma… ma quel vecchio ospedale non mi incuteva nessuna sicurezza… non esisteva, a mio avviso, un angolo sicuro; mi restava solo sperare che non accadesse…ed è andata bene. Nessun evento tellurico in quel periodo ha turbato la mia tormentata esistenza!
Dopo questo capitolo puoi leggere anche
L'imperdonabile
Un uomo ingabbiato in un oscuro segreto, tormentato da un amore per una donna che sembra condividere lo stesso dolore. Il destino attende dietro l'angolo il momento giusto per farsi avanti, per rendere reale il sogno a lungo rinnegato, ma sta ai protagonisti r
Il custode dei riflessi
Ettore è un piccione che ha imparato a rallentare. Dal muretto del lungomare osserva il mare, le facciate di vetro e le vite che scorrono dietro le finestre. Tra tutte, lo colpisce quella di Elena: ogni giorno china davanti a uno schermo, impegnata a creare im
Le ali di Veronica
"Le ali di Veronica" è il toccante viaggio di crescita, resilienza e riscatto di una donna determinata a non farsi definire dalla malattia. All'età di sei anni, a Veronica viene diagnosticata la SMA tipo 3. Nonostante le difficoltà fisiche e la progressiva per
Il nido
Il ruolo principale dei genitori non è crescere i propri figli ma aiutarli a spiccare il volo, dare loro lo possibilità di lasciare il nido con la consapevolezza delle proprie forze.