Introduzione
Lettere dal Passato
Arianna Di Casimiro
Dedicato alla mia nonnina,
tu che hai sempre tirato fuori il meglio di qualunque persona avessi davanti, spero sia successo anche a me nella stesura di questo libro. Ho sempre pensato a te, a quanto saresti stata fiera di me. Mi manchi tanto.
Sarai sempre la mia anima gemella. Ti voglio bene.
Introduzione:
Lettere dal passato ha una storia secolare e travagliata: per il protagonista, Charlie Jones, tutto inizia quando lui stesso trova la lettera di una sua compagna di scuola, Tiffany Collyn, la quale è stata rapita da una società di scienziati specializzati nello studio della mente umana, in particolare quella adolescenziale.
Questi uomini rapiscono ragazzi dagli otto ai vent'anni per condurre esperimenti su di loro e capire cosa c'è di diverso nella loro mente rispetto a quella degli adulti.
Il ragazzo inizierà a scoprire sempre di più su questa società assieme al suo migliore amico Kevin Torres finché non cercherà di liberare tutti gli adolescenti presi in ostaggio.
Incontrerà persone nuove, scoprirà che hanno sempre fatto parte della sua vita fin dalla sua nascita, sua madre gli rivelerà finalmente dopo anni il suo passato e il motivo per cui suo padre li ha abbandonati.
Come ogni storia però, il ragazzo avrà davanti alti e bassi, verrà privato di persone a lui molto care, subirà stress psicologico e rischierà di stare molto male…
Ma non si arrenderà.
Farà di tutto per quei ragazzi.
L’unico obiettivo che ha è tirarli fuori da lì, e non si arrenderà facilmente…
La stesura di questo libro è avvenuta involontariamente, era un periodo della mia vita di profonda libertà creativa, sognavo trame di alcuni dei libri che sto scrivendo e mi venivano in mente parole o frasi da cui tiravo fuori veri e propri capolavori.
Lettere dal passato è nato dalla parola ‘freddo’, era un normale giorno di settembre del mio terzo anno di superiori e avevo avuto un brivido, non faceva freddo ma il mio corpo mi ha dato quell’impulso improvviso.
E l’ho riportato sul foglio. Ho scritto quella parola sul foglio che avevo davanti in quel momento.
Per me è stato tutto improvviso. Ho continuato a scrivere.
Non avevo niente che mi ispirasse intorno a me, di solito cerco un qualsiasi oggetto che possa farmi da tramite per collegarmi al mondo della scrittura e ispirarmi, ma quel giorno ero priva di qualsiasi cosa.
Una lezione di storia dell’arte non può ispirare un libro del genere…
Mi ero letteralmente distaccata dal pianeta Terra, stavo viaggiando verso una dimensione nuova e sconosciuta di cui stavo scoprendo pian piano la strada.
Ma ne ero a conoscenza solo io.
Le lettere sono venute da me, come la prima valigia è apparsa a Charlie dentro quel tunnel…
L’avrò sognato involontariamente una notte…
O forse era destino.
L’unica cosa che so è che, dopo due anni di lavoro, sono fiera di ciò che ho compiuto.
E sono pronta per condividerlo.
Se avessi davanti questo libro e dovessi attribuirgli un genere, direi che è al 25% paranormale, per tutte le cose strane e mai viste che accadono all’interno dei laboratori, l’altro 25% è thriller, dati i momenti di suspense e tensione, l’altra metà la attribuirei al genere d’azione/avventura, il nostro Charlie ha una missione da compiere e cerca in tutti i modi di portarla a termine.
Tutte le scelte che ho fatto hanno un significato.
Non bisogna tralasciare nulla durante la lettura di questo libro, anche i minimi dettagli contano fortemente nel corso della storia.
Charlie e i suoi amici sono i classici adolescenti con sete di avventura e di passatempi, amano girare per la loro città e nulla li spaventa.
Ma questo, a volte, può essere un male…
Fate attenzione, potreste innamorarvi della trama durante la lettura.
A me è successo.
Ary.
Prologo:
La pioggia stava bagnando i ricci capelli di Charlie mentre il ragazzo cercava in tutti i modi di tornare a casa nel minor tempo possibile, lui e il suo amico Kevin avrebbero dovuto studiare chimica per il giorno seguente, la loro insegnante si aspettava molto da entrambi e i due, considerandola come una delle loro materie preferite, avrebbero dovuto mettercela tutta.
Era a pochi passi da casa sua ormai, per raggiungere la destinazione avrebbe dovuto solo attraversare il tunnel che fungeva da scorciatoia collegando la sua abitazione ai posti più conosciuti della città. Nessuno era a conoscenza di questo passaggio, esclusi lui, il suo migliore amico e Mya, la loro amica più stretta dai tempi dell’asilo, che si era trasferita a San Francisco l’anno prima, per frequentare una scuola di recitazione.
Il modo in cui si fece strada tra le erbacce mostrò quanto conoscesse ormai a memoria quella strada, lui e i suoi amici l’avevano scoperta due anni prima, quando la loro migliore amica passava ancora tutti i giorni con loro. Charlie ripensò a quel giorno, uno dei suoi ricordi più belli: i tre amici stavano facendo una passeggiata quando Kevin, incuriosito dalle fabbriche ormai abbandonate da anni, decise di entrare in una di queste. Fu immediatamente inseguito dall’altro ragazzo e da Mya, che tra i tre era la più determinata e coraggiosa.
Appena misero piede lì dentro un senso di ansia e paura pervase principalmente Charlie, che iniziò a prendersela con i suoi ricci capelli biondo miele mentre la sua migliore amica cercava l’altro ragazzo. Lo trovò dentro una buca, scese con lui e buttò uno sguardo all’ambiente in cui si trovavano: era un lungo corridoio pieno di erbacce e piante rampicanti, evidentemente portava alle diverse parti della struttura ed era ridotto così perché ormai non lo utilizzava più nessuno da tempo...
Una volta capito che quel sentiero misterioso li avrebbe portati direttamente dietro casa del biondo iniziarono a esplorare ogni singola parte del tunnel, giorno dopo giorno, fino a quando non giunsero alla conclusione che collegava molti dei posti più conosciuti e frequentati dai tre: la sala giochi, il teatro, il campo da calcio, perfino la scuola...
Da quel giorno la utilizzarono come scorciatoia personale, solo loro tre ne erano a conoscenza, e così sarebbe dovuto rimanere.
Da quel momento però, tutto sarebbe cambiato...
Infatti, quando era a pochi metri da casa sua, notò una valigia color pece a terra, come se qualcun’altro sapesse di quel passaggio e l’avesse dimenticata lì, nascosta perfettamente tra l’erba in una piccola insenatura di sabbia.
No. Non era stata smarrita. Qualcuno l’aveva lasciata lì di proposito, ma perché?
Decise di raccoglierla e portarla con sé, almeno avrebbe potuto scoprire qualcosa in più, magari interpellando sua madre, poi proseguì spedito verso la fine del passaggio. Una volta uscito, attraversò la strada e corse sotto il suo portico, dove una persona a lui molto cara sostava da ormai venti minuti. Era Kevin, il suo migliore amico da sempre, egli lo attendeva seduto sugli scalini coperti dalla tettoia, i capelli color castano-ramato erano bagnati fradici, gli occhi verdi erano stanchi e il respiro affannato, doveva aver fatto il tragitto di corsa anche lui...
Il biondo salutò l’amico dirigendosi verso la porta per aprirla, una volta entrato fece accomodare il ragazzo in casa, poggiò la misteriosa valigia sul tavolo, appese i loro giubbotti per poi tornare in salone.
Il moro guardò più volte l’oggetto sul tavolo per poi domandare al ragazzo accanto a lui da dove provenisse, egli lo guardò per vari secondi prima di rispondere
-viene dal passaggio-disse semplicemente mentre porgeva al ragazzo un bicchiere di succo di frutta preso dalla cucina pochi minuti prima, il giovane dai capelli color rame lo guardò stranito per poi afferrare la valigia e portarla davanti a loro
-dovremmo aprirla? Immagina se si trattasse di una cosa importantissima, come un oggetto che dona qualche potere soprannaturale! -affermò entusiasta Kevin e fece per aprirla, Charlie lo fermò bloccandogli la mano
-amico, non sappiamo cosa c’è lì dentro, e se fosse qualcosa di radioattivo?!L’ho pur sempre trovata lì, sappiamo bene che non ci ha mai messo piede nessuno oltre noi due e Mya...-disse il biondo torturando i suoi ricci, l’altro sbuffò e scosse la testa, probabilmente stufo delle continue scuse del ragazzo...
-non lo sappiamo con certezza giusto? Perciò non ci resta che aprirla! Suvvia Charlie, al massimo ci saranno dei vecchi documenti di qualche fabbrica della città-lo intimò il moro con uno sguardo serio, l’amico continuò a guardare l’oggetto davanti a lui nei minimi dettagli.
Era color liquirizia e molto grande, avrebbe potuto contenere parecchi documenti (o qualcosa di importante secondo Kevin), il manico era molto arrugginito, stessa cosa le clip di apertura, doveva essere molto vecchia...c’erano delle iniziali stampate sopra, SLNC, erano di colore nero e si trovavano all’interno di un quadrato rosso, ai cui estremi erano presenti tre punti, rispettivamente blu, giallo e verde, che andavano a formare un triangolo equilatero, quel logo era molto strano...
Charlie non sapeva cosa volessero dire quelle lettere, non aveva mai visto un simbolo simile, forse era tutto collegato a una vecchia fabbrica del loro paese, per quello era riposta dove l’aveva trovata il ragazzo...
No, non poteva essere così, altrimenti se ne sarebbe accorto prima.
La valigia era comparsa proprio quel giorno, probabilmente prima che lui si inoltrasse nel passaggio...
Era stata messa lì di proposito, ne era sicuro.
La prese e la aprì. All’interno vi erano alcuni fogli sparsi, documenti, portafogli, oggetti personali di qualsiasi tipo...erano tutti chiusi in bustine di plastica e avevano dei nomi scritti sopra, uno di questi attirò particolarmente l’attenzione del biondo, molto conosciuto da lui...Mya Herman.
Non poteva essere lei. Assolutamente no. Sapeva benissimo che ora era a San Francisco e sarebbe tornata solo per le vacanze di Natale, tra un mese preciso.
Eppure il suo telefono era lì, chiuso nella bustina...e anche il suo portafoglio...
Charlie iniziò a rovistare tra le scartoffie quando improvvisamente trovò un biglietto:
A chiunque trovasse questa valigia, portatela a Charlie Jones o a Kevin Torres, loro sapranno cosa fare, c’è una lettera per loro nella tasca in alto a destra, vi prego di consegnarla solo ed esclusivamente a loro due.
Firmato Mya Herman
-cosa c’è scritto su quel biglietto Charlie? -gli chiese il suo migliore amico vedendo gli occhi del biondo colmi di lacrime, lui alzò lo sguardo e gli porse il foglietto, poi si affrettò ad aprire la tasca che la sua amica gli aveva specificato.
Trovò la lettera, era dubbioso se aprirla o no, la presenza del cellulare della sua migliore amica in una strana valigia piena di strani documenti lo aveva scosso molto, in quel momento non sapeva neanche che fine avesse fatto Mya. E se fosse stata in pericolo?
Ricordava di averla sentita per l’ultima volta due settimane prima, sembrava molto triste e da come gli parlava sentiva sempre di più la mancanza dei suoi amici...gli aveva assicurato che sarebbe tornata per Natale e avrebbero passato tutti i giorni insieme, come i vecchi tempi...
Ed ora il suo nome compariva in alcuni documenti misteriosi e i suoi oggetti personali erano chiusi in una valigia che Charlie stesso aveva trovato nella loro scorciatoia segreta.
Quelle strane iniziali lo turbavano sempre di più...
Decise di leggerla, dopotutto le sue risposte erano proprio in quella misera pagina che aveva tra le mani...così aprì il foglietto e rivide dopo molto tempo la bellissima scrittura della sua migliore amica.
Cari Charlie e Kevin,
Se state leggendo vuol dire che avete ricevuto questa lettera, spero che siate gli unici a conoscenza della valigia, non vorrei coinvolgere altre persone in questa brutta situazione...
Di sicuro vi starete chiedendo come mai il mio nome compare nei documenti di quella valigia, come quelli di molti altri ragazzi della nostra età che conosciamo anche molto bene, è semplice: ero tornata in città per il weekend e questa strana organizzazione segreta ha deciso di prendermi in ostaggio assieme a tantissimi altri, siamo circa una cinquantina qui dentro, lo so perché ho trovato un modo per girare da una parte all’altra dei laboratori, ovviamente posso farlo solo quando gli scienziati si riuniscono per comunicare le novità. Infatti, mentre loro erano nel pieno della conversazione, sono sgattaiolata fuori dalla mia stanza forzando la serratura e ho preso la valigia di questa settimana.
So che vi sembra tutto assurdo, ma ben presto capirete...
Questi strani tizi, che si fanno chiamare scienziati, stanno cercando uno strano enzima che solo noi possiamo dargli, io sono arrivata ieri sera e già mi stanno torturando con esperimenti e visite continue. Per questo mi sono messa alla ricerca di una qualsiasi via d’uscita, finché non ho riconosciuto il passaggio che usavamo per andare a casa di Charlie, ho pensato che solo voi due ci avreste potuto aiutare, sono riuscita a sottrargli anche una lista completa dei ragazzi che hanno preso oltre a me, spero che questa lettera vi arrivi, sono sicura che ce la farete.
Vi voglio bene ragazzi, salvateci vi prego, qui stanno portando un nuovo ostaggio, sento i lamenti dal piano di sopra, è stato bruttissimo...
Dopo avermi presa, mi hanno legata a un tubo di ferro e hanno aspettato che riprendessi conoscenza, poi mi hanno fatto scrivere la mia lettera (che troverete nella valigia) per poi condurmi in laboratorio, dove mi hanno torturata fino al mio svenimento (il secondo della giornata), dopodiché mi hanno riportato nella stanza e mi sono risvegliata stamattina in questo posto infernale.
Non so proprio cosa fare, ho provato a scappare in tutti i modi ma mi hanno sempre ripresa all’ultimo momento, credo che se continuerò a provare mi metteranno in isolamento...l’hanno già fatto con Tiffany, mia cugina...
Spero veramente che riusciate a trovare questa lettera e venirci a salvare, io cercherò di procurarvi più indizi possibili, se informaste anche Jennifer ci sarebbe una possibilità maggiore di trovarci, so bene che lei e il vice-sceriffo sono un’ottima squadra, ma vi prego, portateci via, non posso sopportare queste torture continue, non credo di essere così forte...
Confido in voi, vi voglio bene
La vostra Mya
Adesso i due amici sapevano come mai il nome della ragazza fosse tra quelli delle lettere, la lettera scritta da Mya era molto toccante, non avrebbero mai creduto che la loro migliore amica fosse stata rapita da degli scienziati pazzi, il fatto che torturassero lei e tutti gli altri ragazzi che avevano preso in ostaggio rendeva la cosa ancora più macabra...
-Mya è stata grande! Con quale coraggio poi sgattaiolare via dalle grinfie di questi folli! -esclamò Kevin buttando un’altra occhiata alla lettera scritta dalla ragazza, Charlie annuì guardando la valigia lasciatagli dalla loro migliore amica e pensò a cosa le avessero potuto fare dopo averla scoperta, era ovvio che non fosse andato tutto liscio, altrimenti lei sarebbe lì di persona a raccontare ai due di quel posto infernale...
Il biondo notò una cartellina color ocra con la lettera A scritta in alto a destra, la prese e vide che erano documenti su una ragazza rapita quella settimana:
Nome: Tiffany
Cognome: Collyn
Segni particolari: molto socievole, dolce e talentuosa, membro della squadra di ginnastica della scuola
Familiari o persone care: Miguel Herman(cugino), Mya Herman (cugina), Kathleen Sun (migliore amica)
Era la cugina di Mya.
Aveva sentito che la ragazza era scomparsa circa una settimana fa, la polizia non trovò nessuna prova che potesse condurli da lei, Miguel era infuriato con loro talmente tanto da correre per tutta la città e cercare la cugina da solo, era sparito anche lui...
Charlie pensò bene a cosa fare: avrebbe potuto consegnare la valigia a sua madre, lo sceriffo, e da lì sarebbero ripartite le indagini, oppure si sarebbe tenuto tutto e avrebbe risolto il mistero assieme a Kevin, spettava a loro decidere…
-Ehi Kev...secondo te dovremmo dirlo a mia madre? E’ una cosa importante e sicuramente non ce la faremo da soli...- chiese il ragazzo al suo migliore amico mentre riponeva la lettera nella rispettiva tasca che Mya gli aveva indicato
-Non so Charlie, credo sia meglio informarla, magari sta lavorando a questo caso, sarebbe bello darle una mano a risolverlo...-disse il moro guardando le cinque lettere davanti a loro mentre il biondo pensava su ciò che sarebbe stato giusto da fare.
-Ho deciso, lo dirò alla mamma. Sicuramente potrà aiutarci...-affermò interrompendo il breve silenzio che si era creato nella stanza.
-Lo spero amico mio, ora vado, altrimenti i miei mi uccidono-disse prima di uscire dalla porta d’ingresso e lasciando Charlie solo con i suoi pensieri.
Prese la valigia di cuoio e, prima di salire in camera, lasciò un messaggio a sua madre in cui diceva che sarebbe andato a dormire presto quella sera. Una volta arrivato al piano di sopra mise in ordine tutti i documenti e li ripose nel cassetto della sua scrivania, poi prese il fascicolo con la lettera A stampata sull’etichetta e si sedette sul letto, pronto per scoprire ciò che era successo a tutti quei ragazzi uno dopo l’altro.
Dopo questo capitolo puoi leggere anche
LETTERA ALLA MAREA
LETTERA ALLA MAREA Camilla teneva il foglio in mano mentre scriveva con la sua penna preferita. Scriveva in piedi accanto al letto, le lenzuola bianche disfatte. Schiena dritta, le gambe nude; le piaceva sentire il freddo percorrerle la pelle. Vent’anni, ca
IL PROFUMO DELL'ARGILLA tratto da
In un contesto dove le sfide quotidiane si intrecciano con la speranza, il libro esplora la storia di Serena Gullaci. Attraverso una narrazione poetica, divertente, nostalgica e immediata l'opera affronta temi cruciali come la resilienza e la ricerca di identi
Un insolito viaggio di andata e ritorno
È la storia di Olivia giovane scrittrice freelance, che non riesce più a scrivere storie emozionanti. La sua editrice le dice che deve ritrovare la sua vena perché i suoi personaggi, nelle ultime storie, avevano perso carattere. Le consiglia di andare in mezzo
Codice aperto- L'algoritmo a palazzo
CODICE APERTO- L’algoritmo a PalazzoSono le 9 di lunedì 13 aprile quando accendo il registratore davanti al municipio. Il cartello con il nome del nuovo sindaco è già affisso all'ingresso: Alba Rizzo. Lo leggo ad alta voce, per verificarne la consistenza. Ness