Storia · capitolo 1

Parti 1 -2 -3

Diversamente perfetto di Nemo

1

“Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Mattia, tanti auguri a teeeeeeeee… Ci vediamo dopo bro, non vedo l’ora! Preparati a festeggiare.”

Sorride mentre ascolta il messaggio guardando il display, Samuele lo ha inviato alle 00.01.

“Grazie Samu! Come ogni anno sei stato il primo. Stai già arrivando? Ti aspetto per fare colazione?”

Toglie il dito dal tasto per registrare, guarda l’ora: 8.15, mette giù l’iPhone. Resta steso ancora un po’, ma non riesce a riprendere sonno. Giocherella con l’anello che porta all’indice della mano destra.

Chissà cosa avrà in mente di fare oggi Samu, spero non mi abbia organizzato sorprese. Sono mesi che non fa altro che dire che i 17 anni vanno festeggiati, ma lo diceva anche dei 16 e non oso immaginare ai 18… menomale che i miei lo hanno capito quando avevo 5 anni che non sopporto le feste. Un sorriso amaro gli appare sul viso a questo pensiero.

DIN!

Il suono del telefono interrompe i suoi pensieri, lo riprende per vedere chi è: Samu.

“No, non sto arrivando, mi sono appena svegliato. Ma faccio veloce. Comunque fammi lasciare qualcosa della colazione.”


2

Scende le scale con calma, il profumo di dolci che viene dal piano di sotto è invitante. “Tesoro, buongiorno” dice Giulia che poi lo abbraccia e lo bacia. “E auguri, amore mio!” Si divincola dall'abbraccio, “grazie mamma”.

La madre indica la porta finestra alla sua sinistra. “Va a sederti in veranda, papà è lì che ti aspetta. Io arrivo con la colazione speciale. Samu sta arrivando?”

“Sta arrivando, ma ci metterà un po’, si è svegliato tardi…” “Come al solito” Giulia sorride mentre lo dice.


Il padre è così concentrato su ciò che sta leggendo sul suo iPad mentre sorseggia il caffè che non si accorge di lui.

“Buongiorno pa’!”

Alza la testa dal dispositivo e gli sorride “Oh! Buongiorno Mattia e tanti auguri.”

Apprezza che non lo abbia abbracciato o baciato. Si siede e si versa del caffè dalla moca che è sul tavolo. Giulia appare dietro di lui con un vassoio di biscotti in una mano e una crostata nell’altra.

Il padre alza di nuovo lo sguardo dall’iPad “il tuo regalo è già sul conto e credo anche quelli dei nonni”.

“Grazie pa’ e mamma” guarda sua madre che con un ampio sorriso gli dice “io comunque ti ho preso anche qualcosina…”. Torna in casa e viene fuori con una grossa busta “ancora auguri!”.

“Grazie!” dice lui mentre la apre. Una camicia di lino, dei pantaloni chiari, dei pantaloncini e cinque t-shirt. Qualcosina pensa sorridendo.

DIN!

Prende immediatamente il telefono dalla tasca, è un messaggio di Samu. “Bro, sono appena sceso dal pullman, cinque minuti e sono lì”.


3

“Tanti auguri fra!” dice Samu mollando il borsone che porta a tracolla, poi lo stringe in un abbraccio troppo stretto e umidiccio, lui si divincola, ma l’amico lo bacia rumorosamente su una guancia e gli scompiglia i capelli con la mano.

“Daiiiiii! Lo sai che mi dà fastidio!” dice lui sistemandosi il ciuffo biondo.

Per tutta risposta Samu gli dà una pacca sul sedere mentre va verso il tavolo ridendo “certo che lo so!”

“Ciao Piero, lavori anche in vacanza? Stai difendendo qualche criminale serio o robetta?” parla mentre si riempie una tazza di latte e afferra una manciata di biscotti.

“Io non sono in vacanza, si lavora anche d’estate e nel pomeriggio vado in studio. Ma di certo non parlo con te dei casi che sto seguendo”. L’uomo risponde senza nemmeno alzare lo sguardo dall’iPad.

“Oh! giusto! Le vacanze sono per noi studenti e per gli insegnanti, loro sì che d’estate non fanno niente! Vero maestra Giulia?!” Samu parla con la bocca piena.

“Magari Samu, magari! Domani ho gli scrutini, nei prossimi giorni sono piena di riunioni di programmazione e consigli di interclasse” mentre parla si avvicina a Samuele “per fortuna ci sei tu a tenere compagnia a Mattia” lo bacia su una guancia, gli scompiglia i capelli dietro la nuca “non saprei come fare senza di te!”.

Osserva la scena divertito, si svolge più o meno allo stesso modo da dieci anni.

Samu, che continua a mangiare, si gira verso di lui “oh! Bro, va a mettere il costume che andiamo in spiaggia”.

Non prova nemmeno a replicare, torna dentro e va a cambiarsi.

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