Storia · capitolo 7

5

Shield fragment di Amy_Vio

Luna

Continuo a piangere interrottamente. Dorian e Maddox mi continuano a guardare.
<<Spiegami subito perché ha nominato il nome di tua madre.>> Mi urla contro Maddox. Continuo a fissare per terra il cadavere della donna che nemmeno conoscevo. Non rispondo, non riesco a ragionare.
È stata riaperta una ferita che pensavo ormai guarita. <<Non vedi che è sconvolta? Morditi la lingua ogni tanto>> Risponde Dorian al posto mio nonostante sia devastato, ma prova a farsi forza. Ormai io e lui in breve tempo siamo riusciti a instaurare un rapporto d'amicizia. Si avvicina cauto a me, il fratello resta immobile a guardare mantenendo una calma che non gli appartiene. Appena Dorian mi tocca la spalla, scatto in piedi. Inizio a scendere le scale più velocemente possibile per uscire. Qualcuno mi sta rincorrendo ma provo ad ignorarlo come cerco di ignorare i miei pensieri.
Perché ha nominato mia madre? Mi ha confusa per lei? Cosa vuol dire tutto ciò? Erano amiche?
Apro la porta che si affaccia sul giardino, corro sul viale verso il cancello e premo il pulsante per aprirlo. Vedo delle luci lampeggianti, fuori c'è l'ambulanza con i medici che hanno appena finito di aprire la barella. Non riesco a ragionare, non mi curo di nulla continuo a correre interrottamente. <<Luna ti prego fermati.>> Urla   affannato Dorian alle mie spalle. Mi giro di scatto, vedo sfocato per colpa delle lacrime; non voglio farmi vedere così.
<<Ascoltami so che non sei dell'umore ma è notte fonda fatti accompagnare a casa, abiti lontano, non è sicuro. Ti prego.>>
Apprezzo come lui provi a farsi forza, cerca sempre di aiutare gli altri e probabilmente ha bisogno di allontanarsi un attimo da casa sua. Acconsento con un cenno della testa. Torniamo indietro, questa volta camminando, entriamo nel garage e lui prende la sua auto, una Land Rover Defender bianca. Salgo sull'auto, ormai l'ambulanza era andata via e c'è più spazio per fare manovra. <<Scusami potresti scrivere l'indirizzo di casa tua qui?>> Chiede capendo che non sono in vena nemmeno di dire una semplice indicazione. Mi passa il telefono con il gps attivo. Scrivo velocemente sul display e gli restituisco il telefono. Fa un semplice sorriso di circostanza per ringraziarmi. Sono dieci minuti che mi sembrano un'ora, finalmente ho smesso di piangere, nessuno continua a dire una parola, non riusciamo nemmeno a guardarci in faccia, si sente solo la voce robotica che indica la direzione in cui andare.
Finalmente siamo arrivati. Dorian si gira verso di me e mi abbraccia come se non abbracciasse nessuno da anni. Inizia a piangere e singhiozzare. Provo a trattenere le lacrime, vederlo così mi fa male al cuore. Ricambio l'abbraccio. <<Hey, tranquillo, è tutto ok.>> Dico con tono pacato.
Che bel modo di consolare qualcuno complimenti...
Non è tutto ok, sua zia è appena morta davanti ai nostri occhi.
Lui si tranquillizza leggermente e si stacca da quel profondo abbraccio asciugandosi le lacrime.
<<Scusami era una delle ultime parti della famiglia che avevo, ma prima o poi doveva capitare. Mi dispiace che tu abbia dovuto vedere una cosa simile. Ora entra in casa e cerca di tranquillizzati...>>
Si preoccupa sempre degli altri prima di se stesso, a quanto pare si era già messo l'anima in pace da tempo, mi chiedo come faccia...
<<Non ti preoccupare per me. Non è la
prima volta che vedo una scena simile. Grazie per il passaggio, scrivimi quando sei a casa.>> Dico con voce bassa, quasi tremolante. Lo saluto con un cenno della mano e lui ricambia facendone uno con la testa accompagnato da un lieve sorriso.
Scendo dall'auto e prendo le chiavi dalla mia borsa e apro il cancello, posso stare tranquilla mio padre non è a casa, per fortuna.
Apro la porta principale, c'è la tv accesa e Lilith che dorme beatamente sul divano. Come al solito si è addormentata lì guardando la tv. Mi avvicino quatta rimboccandole la coperta e le poso un bacio sulla fronte. Per un attimo i miei pensieri si erano fermati fin quando non vedo per le scale un quadro di tutti noi insieme, mamma indossava un lungo vestito bianco affiancata da mio padre in giacca e cravatta come sempre, non penso di aver memoria di quando non l'ho visto vestito così. Mia sorella Lilith davanti a lui sorridendo felice e io davanti a mia madre sorridendo lievemente. Io e Lilith eravamo bambine, a volte un po' mi mancano quei tempi.
Mi sento le guance umide, avevo ripreso a piangere e nemmeno me ne ero accorta. Salgo le scale e arrivo in camera mia, mi strucco e metto il pigiama, accendo il telefono, sono quasi le tre del mattino, noto anche un messaggio da parte di Dorian
Comunque sono arrivato a casa vivo e vegeto, buonanotte.
Gli lascio il visualizzato non voglio parlare con nessuno voglio solo riposare.
Continuo a rigirarmi nel letto non riesco a dormire, sono ormai le cinque, continuo a pensare e fissare punti indefiniti della stanza con solo la luce della abat-jour a illuminare la camera.
Penso che domani non andrò a scuola, o meglio dire, oggi.

Mi sveglio, a quanto pare sono riuscita a dormire, non mi sento per niente riposata, ho l'umore a terra. Accendo il telefono, sono le tre di pomeriggio, non so nemmeno quanto ho dormito e ho saltato la maggior parte delle lezioni, ma di questo poco mi importa. Ho una quantità indefinita di messaggi da parte di Jade e Dorian che mi chiedono dove sia e se andasse tutto bene.
Jade non sa nulla di ciò che è successo o almeno penso.
Sento suonare il campanello, è Dorian, mi chiedo cosa sia venuto a fare. Decido di farlo entrare in casa, ha una faccia preoccupata ma appena mi vede cambia espressione e lo vedo sollevato.
<<Cosa ci fai qui?>> Gli chiedo apatica, non voglio vedere e parlare con nessuno.
<<Intanto ciao, ti ho detto che passavo, ho preso gli appunti al posto tuo e volevo sapere come stavi.>> Dice sorridendo come se non fosse mai successo nulla. A quanto pare quel messaggio me lo ero perso...
<<Sì, scusami. Grazie di essere passato.>>
Lui entra in casa, si guarda intorno e si gira verso di me dicendomi: <<Bella villa il posto in cui abiti.>> La odio ma grazie lo stesso, ora puoi anche andartene.
Decido di non rispondere così quindi mi limito a un semplice finto sorriso di circostanza.
<<Sei sola?>> Chiede lui per smorzare l'atmosfera tesa che si era creata.
<<A quanto pare... Mio padre è a lavoro e non penso che uscirà fino a domani e mia sorella è con delle sue amiche.>> Rispondo io calmandomi un po'. <<Perfetto allora resto finché tua sorella non torna. E hai una sorella?>> Afferma lui capendo che un po' di compagnia non mi farebbe male, ha capito che non stavo per niente bene, apprezzo il suo gesto ma non ho voglia di discutere quindi mi limito a rispondere: <<Non ti hanno insegnato che autoinvitarsi è maleducazione? E sì, ho una sorella...>>
<<Come si suol dire mi casa es tu casa.>> Risponde lui scherzando. Saliamo le scale e andiamo in camera mia, lui posa i fogli degli appunti delle lezioni sulla mia scrivania. Appena sta per aprir bocca lo interrompo subito dicendo: <<Sono ancora in pigiama non voglio commenti al riguardo.>> Lui mi guarda e risponde: <<A dir la verità stavo commentando la tua stanza ma va bene per una volta sto zitto.>> Indietreggio e mi rimetto nel letto, lui si avvicina e si mette accanto a me. Restiamo in silenzio per un po', c'è tensione nell'aria ma Dorian non sembra preoccuparsene.
<<Jade oggi si chiedeva dove fossi, le ho semplicemente detto che non ti sentivi molto bene era preoccupata e non era l'unica.>> Lo guardo confusa e gli rispondo: <<Cosa vuoi dire con "non era l'unica"?>> Mi guarda e sorride esordendo: <<Anche Mad era preoccupato, mi chiedo se...>> Lo guardo stupita. Perché Maddox aveva chiesto di me?
<<Non farti strane idee. Poi figurati, cosa gli importa a lui?>>
<<Ieri sei scappata piangendo cosa dovrebbe pensare?>> Dorian mi guarda in attesa di una risposta che non gli arriverà mai. Ripenso a tutto ciò che è successo ieri, scoppio a piangere e lui mi abbraccia.
<<Vuoi parlarmene ti va?>> Chiede cauto. Ho bisogno di parlarne com qualcuno, non posso continuare a stare così male, continuo a piangere abbracciata a lui non so nemmeno io per quanto, saranno passate almeno due ore, fuori è diventato buio. Decido di parlare e dire: <<Sono anni che ormai è morta mia madre, era la persona a cui ero più legata. Si dice che sia solo stato un incidente ma nessuno sa il vero motivo...>>
Lui continua a parlare, nemmeno lo sto ascoltando, mi stavo addormentando.

Sento un rumore fastidioso. È la sveglia.
Ho il corpo dolorante, probabilmente per la posizione in cui dormivo, mi giro nel letto, c'è qualcuno vicino a me che dorme beatamente.
<<Dorian spiegami cosa ci fai qui!>> Urlo mentre lo scuoto. Lui si sveglia di soprassalto. <<Il clacson di un camion mi avrebbe svegliato meglio di come hai fatto tu.>> Dice lui con una voce roca stiracchiandosi, si alza dal letto, io lo guardo confusa.
Spero solo che non abbia fatto nulla mentre dormivo, e non penso che sia il tipo
Penso tra me e me. <<Ieri sera, stavi piangendo come una fontana, e sei crollata tra le mie braccia non avevo modo di andarmene, poi mi sono addormentato anch'io.>> Mi spiega con tono leggermente più serio. Devo iniziare a prepararmi, perdendoci in chiacchiere ho perso la cognizione del tempo. Vado nel bagno di camera mia, prendo uno spazzolino nuovo per Dorian, glielo lancio, lo prende al volo e gli indico con il dito la direzione per io bagno nel corridoio, mi ringrazia sorridendo.
Prendo un paio di jeans neri larghi con una felpa aderente del medesimo colore.
Prendo la borsa con dentro tutto il materiale, guardo l'orologio e mi accorgo che siamo in ritardo. Ma perché sono sempre in ritardo?
Scendo giù per le scale urlando: <<Dorian dobbiamo andare, siamo in ritardo.>> Arrivata in salotto, al piano di sotto, lo vedo a parlare con mia sorella Lilith. <<Smettila di provarci con mia sorella e andiamo.>> Gli dico scherzando. Saluta mia sorella con un cenno della mano e mi avvicino a lei. <<Lily non guardarmi così, non c'è niente. Torno appena finita scuola promesso.>> So che non sarà così. La abbraccio ed esco fuori con Dorian. Nemmeno le ho dato il buongiorno, a volte sono proprio una sorella di merda...
Nel tragitto verso scuola inizio a farmi paranoie.
<<Dorian...>>
<<Sì?>> Risponde concentrandosi sulla strada.
<<Dimmi la verità. Tu non mi hai fatto nulla mentre dormivo vero?>> Chiedo a bassa voce. È una domanda stupida da fare, specialmente a uno come Dorian; ho solo bisogno di una risposta per stare tranquilla.
<<Non sono come faccia da cazzo James. Puoi stare tranquilla.>> Riesce a strapparmi un sorriso, e scoppiamo entrambi in una risata senza un apparente motivo.
<<Ma domanda, in quella casa digiunate? Sto morendo di fame.>> Chiede sorridendomi
<<No non abbiamo tempo, al massimo prendiamo qualcosa appena arrivati lì.>> Lui mi fa cenno di girarmi. Siamo già arrivati e anche con cinque minuti di anticipo. Solo io arrivo in ritardo a quanto pare...

Davanti l'aula di lettura c'è Jade che si volta a guardarci come per dire "Voi due avete qualcosa da raccontarmi."
Ormai capisco anche i suoi sguardi e le faccio cenno di no con la testa. <<Stronza, mi spieghi perché non mi rispondi al telefono da ieri, salti le lezioni e ti presenti con Dorian?>>
Mi limito a guardarla, e lei capisce che non ne voglio parlare, lei si volta verso Dorian e lui si limita a guardare noi due senza dire una parola. Entriamo in aula. Non riesco a seguire la lezione con il continuo vociferare di loro due.
Finalmente la lezione finisce. abbiamo un'ora buca, quindi tutti e tre decidiamo di andare in biblioteca, ma nel corridoio vuoto c'è un'altra persona, questa volta davanti a noi, Maddox.
Cammina verso di noi con fare annoiato finché i miei occhi non si incrociano con i suoi. Mi guarda attentamente, mi perdo nelle sue iridi di colori diversi, una azzurra come il mare l'altra verde smeraldo. A distogliere i miei pensieri c'è la sua voce irritata mentre dice a Dorian: <<Dove cazzo sei stato sta notte?>>
Perché è sempre ovunque io mi trovo? Mi perseguita.
<<Buongiorno anche a te. Sono stato a dormire a casa di Luna, non stava bene.>> Jade si gira verso noi due sorpresa da quello che ha appena detto. Maddox sposta lo sguardo verso di me dicendomi: <<Adesso te la fai con mio fratello? Hai visto la ragazza...>>
Guardo lui e poi Dorian <<Sì, anche se fosse, dov'è il problema.>> Dico solo per provocarlo un po', voglio divertirmi. Dorian si mette una mano sulla faccia ormai rassegnato, mentre, la mia migliore amica, rimane con la bocca aperta dallo stupore.

<<Quindi avete dormito nello stesso letto?>> Chiede Maddox, rivolgendosi a suo fratello con un'espressione indecifrabile.
«Sì, e allora?» rispondo al posto suo. <<Vuoi anche sapere a che ora ci siamo addormentati?>>
I suoi occhi si spostano su di me.
<<Non parlavo con te.>>
<<Eppure mi stai guardando. Dovresti deciderti.>>
Dorian sospira. <<Luna, per favore.>>
<<Che c'è? Sto solo conversando con tuo fratello.>>
<<Questa non è una conversazione, è un mal di testa.>> Ribatte Maddox.
Sorrido, fingendomi compiaciuta. <<Finalmente abbiamo qualcosa in comune.>>
Jade si copre la bocca con una mano per nascondere una risata. Dorian, invece, sembra sul punto di pentirsi di ogni decisione presa nelle ultime ventiquattr'ore. Maddox incrocia le braccia al petto.
<<Non sapevo che fossi così socievole con gli sconosciuti, Dorian.>>
<<Non è una sconosciuta...>>
<<E questo dovrebbe rassicurarmi?>> Risponde seccato.
<<Non capisco quale sia il tuo problema.>> Intervengo, perdendo un po' del sorriso. <<Dorian non ha fatto niente di male. Non stavo bene e mi ha tenuto compagnia. Fine della storia.>>
Per qualche secondo Maddox rimane in silenzio studiandomi.
<<Non ho detto che abbia fatto qualcosa...>> Risponde inarcando un sopracciglio
<<No, certo. Hai solo quell'espressione da funerale...>>Lui mi guarda iniziando ad infastidirsi.
<<E tu hai sempre bisogno di ficcare il naso in cose che non ti riguardano?>>
<<Solo quando qualcuno si comporta da stronzo senza motivo.>> Dorian lascia uscire un sospiro esasperato.
<<Okay, basta. Maddox, sono vivo, sto bene e non ho intenzione di discutere con te per aver dormito a casa di un'amica.>>
<<Nel suo letto.>> Precisa Maddox, senza staccarmi gli occhi di dosso. Alzo le sopracciglia.
<<Sei geloso perché non ti ho invitato?>>
Per un istante, Jade smette persino di respirare. E ci fissa in attesa di una prossima mossa.
Maddox piega appena la testa, accennando un sorriso privo di divertimento.
<<Credimi, Lunatica, se volessi passare una notte con te, non avrei bisogno di un invito.>>
Il cuore mi salta un battito, ma mi rifiuto di lasciarglielo capire.
<<Che sicurezza. Deve essere difficile convivere con un ego così ingombrante.>>
<<Ti ci abituerai.>> Risponde lui con un sorriso provocatorio sperando di farmi arrabbiare, ma decido di restare più calma possibile dicendo:<<Non contare su di me.>>
<<Io me ne vado prima che uno dei due decida di uccidere l'altro.>> Borbotta Dorian ma lo fermo afferrandogli il braccio.
<<Non ti preoccupare, tuo fratello non è il mio tipo>> Dico voltandomi verso entrambi.
<<Peccato.Sembravi piuttosto interessata a guardarmi.>> Afferma Maddox alle mie spalle.
Mi giro di scatto.
<<Ti stavo cercando un difetto, ma mi sono arresa. Ce ne sono troppi.>>
Dorian scoppia a ridere e mi lancia un'occhiata divertita, mentre Maddox scuote la testa.
<<Ci vediamo in giro, Lunatica.>> Dice con un cenno della testa
<<Speravo di no.>> Rispondo divertita.
Gli passo accanto senza degnarlo di un altro sguardo, trascinando Jade e Dorian verso la biblioteca.
<<Sei completamente pazza>> Sussurra lei appena siamo abbastanza lontane.
<<E lui è completamente convinto di essere irresistibile.>> Affermo sorridente.
<<Luna...>>Dice seria Jade.
<<Che c'è?>>
<<Quel ragazzo ti farà impazzire.>>
Non rispondo. Mi limito a guardare davanti a me, cercando di ignorare la frase che ha appena detto.

Finalmente sono finite le lezioni. Dorian serio mi dice: <<Scusami se te lo chiedo ma riusciresti a darmi una mano a liberare le sue cose?>>
Jade ci guarda entrambi confusi, io a testa bassa faccio sì con la testa. Non volevo tornare lì, mi fa male ripensare a quel che è successo. Jade capisce che non è un buon momento per intervenire e si limita a salutarmi con un abbraccio.

Arrivati a casa di Dorian, dopo un tragitto silenzioso, lui non era in vena di parlare o scherzare, non lo biasimo. Mi apre il portone di casa sua e andiamo nello studio al piano di sopra dove è successo tutto. Pareti azzurre con un pavimento con piastrelle bianco, ci sono quadri e fogli con bozze sparsi ovunque e una scrivania con tutti gli attrezzi per farlo; e in un lato della stanza un divano di pelle color avorio. Mentre osservavo la stanza, e dettagli che non avevo notato prima, mi accorgo che Dorian ha fatto scendere una scala da una botola del soffitto.
Saliamo quelle scale e arriviamo in una soffitta di legno. Ci sono molte scatole di cartone piene di cianfrusaglie appartenenti alla loro zia Scarlett. Io rimango immobile, lui invece inizia ad aprire quelle scatole con aria triste, fin quando non mi salta all'occhio una scatola in particolare fatta di legno scuro. <<Dorian, quella cos'è?>> Lui si gira di scatto verso la direzione in cui punta il mio dito. Mi avvicino a lui e decidiamo di aprirla. Al suo interno è pieno di varie foto e lettere con parenti e vecchie amicizie; ma una in particolare risalta più di tutte. È all'interno di una una cornice con rifiniture dorate. Dorian decide di prenderla e ci passa la mano sopra per togliere un sottile velo di polvere. La guarda attentamente e si gira verso di me. Io a differenza sua sbianco. Quella nella foto era mia madre da giovane in compagnia di loro zia. Dorian capisce solo guardandomi in faccia, che qualcosa non andava.

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