4
Maddox
L'ennesimo incubo. Sono le cinque del mattino, come al solito non riesco a riprendere sonno.
Decido di alzarmi dal letto, prendo il pacchetto ed estraggo l'ultima sigaretta dalla confezione.
Un' altra giornata del cazzo, come al solito...
Mi dirigo nella palestra della casa. Ci sono dei pesi sparsi qua e là per la stanza, qualche macchinario che usa solo Dorian. Uno specchio su una parete, e il mio sacco da boxe.
Inizio ad allenarmi tirando dei pugni al sacco, sfogando tutta la rabbia repressa che avevo dentro.
Entra Dorian di soprassalto, <<Mad, è tornata la siringa ambulante.>> Dice lui ancora assonnato.
Rispondo con un semplice cenno della testa. Vado a farmi una doccia bollente per rilassare i muscoli dopo l'allenamento. Mi rivesto e scendo giù in salotto.
Arrivato in salotto, Dorian mi osserva guardingo, io con fare scocciato gli dico direttamente: <<Che cazzo hai da guardare? Oggi non è giornata.>>
<<Intanto ti calmi principessa sul pisello. Ho il sospetto che tu sappia qualcosa riguardo l'incendio a scuola.>> Risponde lui sospettoso.
<<Non mi chiamare più così o ti arriva un pugno sui denti. E comunque non ne so nulla.>> Rispondo scocciato. Non alzerei mai le mani a mio fratello, è l'unica parte della famiglia che ho. Sono stato io ad appiccare l'incendio, era solo una scusa per avvertire Luna.
Non so nemmeno perchè io la stia aiutando. Non è affar mio, non dovrebbe importarmi di lei. Eppure, ogni volta che la vedo in difficoltà, mi ritrovo a fare qualcosa per tirarla fuori dai guai. È come se, per qualche stupido motivo, non riuscissi a voltarmi dall'altra parte.
<<E allora mi spieghi perchè Luna è sparita all'improvviso e poi è riapparsa dal nulla, spiegandomi tutto?>>
Non capisco se Dorian stesse bluffando o meno. <<Quell'insolente ragazzina prima o poi mi farà impazzire.>> Dico ad alta voce un mio pensiero senza farlo apposta.
<<Allora vedi che tu centri qualcosa con la storia dell'incendio. E perchè volevi proteggere Luna? E da cosa?>> Dice lui irritato.
Neanche il tempo di aprir bocca, arriva zia Scarlett che dice sbiascicando: <<Chi c'è da protteggere qui?>> È una donna di mezz'età, con capelli di un biondo sabbia, legati sempre in una crocchia disordinata. Occhi verdi. E vestita sempre con abiti con fantasie strane.
<<Nessuno che ti possa interessare. Vattene.>> Rispondo al limite della pazienza.
Dorian chiede preoccupato: <<Sei di nuovo ubriaca e strafatta di chissà cosa? Zia se continui così, non ti rimarrà molto tempo da vivere...>>
<<Sono i miei migliori amici. Mi aiutano a esprimere la mia arte.>>
<<Dorian, è un caso perso, lascia perdere. Ora andiamo che è tardi.>>
Stranamente siamo in orario. Saluto Dorian con un cenno del mento e vado dal resto dei Vipers.
Arrivato sento James parlare e gli altri tre ridere. <<Cosa c'è da ridere così tanto, sentiamo.>> Chiedo divertito dalla situazione.
Damon risponde ridendo: <<James si stava per scopare l'amica della sorellina.>> Lo guardo furente, vorrei spaccargli la faccia, ma provo a trattenermi rispondendo al limite della pazienza: <<Lei è venuta a casa tua per stare con tua sorella e tu provi a portartela a letto?>>
<<Cosa c'è di male? Anche tu ti porti tutte a letto...>> Dice Elisabeth quasi divertita da quello che sta per succedere, è matta da legare.
<<Stai zitta tu.>> Rispondo secco, lei mi guarda quasi impaurita da come potessi reagire.
Angel risponde provocatoria con un tono di gelosia: <<Perchè, per caso volevi portartela a letto tu?>> Io la fulmino con lo sguardo e si zittisce subito; sposto la mia attenzione su James Stone, mentre se la ride con fare spavaldo.
<<Che cazzo hai da ridere stronzo?>>
<<Non hai ancora capito che me la sono scopata?>> Risponde lui orgoglioso.
Realizzo quello che ha appena detto James. Senza pensarci due volte gli sferro un pugno su naso. Lui cade all'indietro con il naso sanguinante. <<Stronzo, mi hai rotto il naso.>>
Lui si fionda verso di me provando a tirarmi un pugno a sua volta, ma io lo schivo, e lo butto per terra, e mi mi metto sopra di lui appoggiando le ginocchia per terra, bloccandogli gli arti.
<<Il naso rotto è solo l'inizio...>> Dico con tono serio e un ghigno sulla faccia.
Inizio a riempirgli la faccia di botte. Damon prova a dividerci, ma sa bene anche lui che non riesce a fare nulla da solo, ma continua a insisere; tutti gli studenti si fermano a guardarci, onestamente non mi interessa, almeno sanno con chi non dovrebbero mettersi contro. Non riesco a controllare la mia rabbia, lui continua a tirarmi pugni sul costato ma non li sento. Sento un altro paio di mani che provano a dividerci, seguite dalla voce di Dorian. <<Fermati ora. Così lo ammazzi.>> Damon e mio fratello riescono a dividerci. James è sdraiato per terra sanguinante e privo di forze. Damon urla alla folla di gente: <<E voi che cazzo avete da guardare?>>
Tutti si girano e vanno via il prima possibile. Mi giro verso Angel affiancata da Elisabeth che ha uno sguardo di paura nei suoi occhi. Mi rivolgo alla prima, dicendo: <<Tu sei fortunata. Non alzerei mai le mani su una donna. Ma non confondere la mia educazione con la tua salvezza.>>
Dico senza alzare la voce, non ho bisogno di urlare per capire quanto sia serio. Lei si irrigidisce appena, cerca di mantenere la solita espressione da superiore, ma negli occhi le attraversa qualcosa per una frazione di secondo. Paura.
Il professore continua a spiegare. Mi sono il cazzo di sentire questo qui blaterare di cose che nemmeno sto ascoltando. Ho altro per la testa.
Decido di uscire dall'aula per fumarmi una sigaretta, è il pieno della lezione ma non mi interessa. Nel corridoio deserto mi imbatto in due ragazze, una di loro è inconfondibile. Sono la sorellina del pezzo di merda e la Luna. È davanti al suo armadietto mentre fruga al suo interno, probabilmente in cerca di qualcosa, mentre ride con la sua amica. I suoi capelli corvini con ciocche bianche come il ghiaccio, le ricadono lisci su tutta la schiena fino ad arrivare al suo culo.
Niente male devo dire. Cambio subito espressione ripensando a cosa ha fatto James con il suo corpo. Senza pensarci due volte, decido di raggiungerla, chiudo di colpo il suo armadietto sbattendolo, entrambe sobbalzano per lo spavento, a quanto non si erano accorte della mia presenza.
<<Che cazzo ti passa per l'anticamera del cervello? Potevi staccarmi una mano.>> Dice lei indispettita, alzando leggermente il tono di voce. La sua amica rimane impalataa fissare la scena intimorita, non mi sorprendo.
<<Senti Lunatica, smetti di fare la bambina e dimmi che cazzo è successo.>> Rispondo di getto. Sono al limite dell pazienza, non le conviene scherzare.
<<Quello che accade nella mia vita non ti riguarda, e smettila di tormentarmi.
<<Quindi ti tormento?>> Chiedo, inclinando appena la testa, mentre la fisso.
<<Finalmente hai capito.>> Luna alza gli occhi al cielo, incronciando le braccia al petto.
<<Eppure continui a rispondermi.>> Sorrido appena, provocandola.
<<Perchè sei difficile da ignorare.>> Mi lancia un' occhiata tagliente.
<<Potrei dire lo stesso di te.>>
<<Non mi sento lusingata.>> Il suo tono è secco, quasi infastidito.
Jade, rimasta accanto a lei, abbassa lo sguardo e stringe nervosamente la tracolla dello zaino.La osservo per un secondo. C'è qualcosa che non va.
Torno a guardare Luna.
<<Che cazzo è successo?>> Domando, sta volta senza scherzare.
<<Te l'ho già detto. Niente.>> Risponde troppo velocemente.
<<Non è una faccia da niente quella che hai in volto.>> La guardo negli occhi, cercando di capire cosa mi stia nascondendo.
<<Magari ho mal di pancia>> Scrolla le spalle, fingendo indifferenza.
<<Certo... >> Sbuffo, poco convinto.
<<O magari mi hai rotto così tanto le palle che mi è venuto mal di testa.>> Dice sorridendomi sarcastica.
<<Sei sempre così simpatica?>> Chiedo, trattenedo un sorriso.
<<Solo con te.>> Ribatte immediatamente.
<<Mi devo sentire speciale allora?>> Scuoto la testa divertito nonostante la situazione.
<<Non dovresti.>> Mi risponde senza nemmeno pensarci. Il sorriso mi sparisce.
<<Luna...>> La chiamo più seriamente. Lei mi guarda dicendomi: <<Che c'è?>> Faccio un passo verso di lei.
<<Che cosa è successo?>> Ripeto, con voce più bassa. Il suo sguardo si concentra vero Jade.
<<Non voglio parlarne.>> Questa volta la sua voce è più debole. Jade si irrigidice accanto a lei. La guardo attentamente.
<< È stato James?>> Domando io infastidito. Jade solleva immediatamente lo sguardo preoccupata. Luna rimane immobile per qualche secondo.
<<Non voglio parlare di lui.>> La sua voce è fredda, ma noto la sua tensione.
<<Quindi è stato lui...>> Sento ancora la rabbia salirmi dentro ma cerco di mantenermi calmo. Non capisco nemmno il motivo per cui continui a starle dietro, fondamentalmente è una sconosciuta come le altre.
<<Ho detto che non voglio parlarne, fatti gli affari tuoi per una volta.>> Mi guarda dritta negli occhi, questa volta con tono più serio.
<<Io ti ho chiesto cosa è successo, rispondi.>>
<< E io ti sto dicendo che non voglio parlarne, Maddox.>> Stringe le braccia al petto come se volesse proteggersi. Rimango in silenzio per qualche secondo. La guardo negli occhi. Lei abbassa lo sguardo.
<<Mi ha messo le mani addosso...>> Le parole escono con un sussurro. La fisso incredulo.
<<James?>> Chiedo, anche se conosco già la risposta. Luna annuisce. Trattengo la rabbia, non voglio darle la soddisfazione di perdere il controllo.
<<Non voglio che tu faccia niente, non ho bisogno di essere difesa.>> Mi guarda seriamente.
<< Questa è la parte in cui mi dici che non sono affari miei?>> Chiedo retorico. Lei mi guarda spiazzata; io continuo chiedendo: <<Pensi davvero che funzionerà? Sai, non credo proprio. Questa mattina l'ho già pestato a sangue.>> Lei mi fissa incredula. La fisso ancora per qualche secondo. <<Allora sei più ingenua di quanto pensassi. Lunatica.>>
Mi allontano da lei e dalla sua amica e mi dirigo nel cortile.
Mi squilla il telefono, è zia Scarlett. <<Nathan, ho bisogno immediatamente che tu venga qui. Portami del vino.>> Dice lei sbiascicando con chissà cosa in corpo. <<Non mi chiamo Nathan, ma Maddox, sono il figlio.>> Rispondo seccato, cercando di mantenere la calma il più possibile. Appena sto per riagganciare la chiamata, sento dire da lei: <<Ti devo parlare di Chloe...>>
Chiudo imeddiatamente la chiamata. Salgo subito in macchina, non riesco a pensare a nulla, nemmeno a mio fratello che se la dovrà fare a piedi. Cos'ha da dirmi su mia madre? Ormai è morta, magari sa qualcosa in più sulla sua morte.
Appena arrivato mi fiondo in cucina da lei. <<Hai portato il vino?>> Dice lei senza nemmeno salutare. <<Non me ne frega un cazzo del tuo fottuto vino. Dimmi cosa sai su mia madre.>> Dico alzando la voce. Lei sorride beffarda, cerca di dirigersi nello scantino a prendersi il suo vino e a continuare uno dei suoi stupidi quadri, ma io la fermo. <<Dimmi subito che cazzo sai o altrimenti giuro che...>> Urlo con trontro di lei sperando che cambi qualcosa. <<Giuri che cosa Mad? Comunque non so nulla, era solo una scusa per avere compagnia.>>
Vorrei spaccarle la faccia, non si deve azzardare a nominarla. Non posso farlo. Mi devo trattenere, devo evitare di avere altri guai con la legge...
Ripeto nella mia testa. Mi dirigo verso la palestra per tirare due pugni al sacco, prima che oggi picchio qualcun'altro. Non metto nemmeno i guantoni, inizio a tirare pugni al sacco fino a piegarlo. Sento le nocche bruciare e indolenzite, si sono anche riaperte le ferite sulle mani della lite di questa mattina. Questo è l'unico modo che conosco per sfogarmi, continua ad andare tutto storto, non riesco a sopportare più nulla. A interrompere i miei pensieri è una chiamata da parte di Damon.
<<Mad, sta sera vieni all' Underground, dobbiamo divertirci è per una buona causa. Fidati>> Dice lui ridacchiando come al suo solito. E per buona causa solitamente intende concludere qualche affare nei suoi giri oppure deve pestare qualcuno, in questo caso, dato il tono di voce, uppongo la prima.
<<Va bene ci vediamo lì alle nove>> Dico con un tono finto calmo. Ci vorrebbe un po' di diverimento, ho bisogno di staccare la testa.
Appena esco da camera mia, dopo un'altra lunga doccia ed essermi preparato, nonostante mancano ancora due ore, mettendo una semplice maglietta nera, una felpa dello stesso colore e dei jeans scuri; scendo al piano di sotto per uscire in giardino a fuori a fumare. Fuori c'è anche Dorian a quanto pare è tornato ora. <<Mi spieghi perchè te ne sei andato? Ho dovuto farmi la strada a piedi.>> Dice infastidito, stranamente per una volta non scherza su qualcosa, è uno dei suoi pregi anche se spesso mi da i nervi.
<<Mi ha chiamato zia Scarlett.>> Rispondo secco, non ho voglia di parlare con nessuno.
<<Chi ha acceso l'aria condizionata? Fa freddo qui fuori. E sei freddo pure tu quindi sputa il rospo.>> Mi limito a guardarlo. Mi sembrava strano che non avesse ancora scherzato su nulla, e ha fatto anche la peggior battuta che abbia mai detto. Spengo la sigaretta e me ne torno in camera mia.
Quando sto per uscire dalla porta di casa, sento una voce alle mie spalle. <<Mad, stai uscendo? E fammi indovinare vai a uno dei soliti festini con i Vipers, probabilmente chiamato ''Tutti in coma etilico e attento a dove infili il biril->> Neanche il tempo di finire la frase che lo interrompo subito, non ho voglia di ascoltare le sue stronzate. <<Sbagliato. Vado nel solito locale.>> Dico con una punta di ironia. Quando sta per ribattere chiudo la porta alle mie spalle salutandolo velocemente mentre mi dirigo a prendere l'auto.
Una volta arrivato vicino all'entrata individuo il resto del gruppo, e noto anche James. <<E questo chi cazzo l'ha invitato?>> Dico irritato con lo sguardo rivolto verso Damon, lui si limita a guardarmi come se non avesse fatto nulla. Angel inizia ad avvicinarsi a me tentando di sedurmi come al suo solito nella speranza di farsi scopare in uno dei bagni di quel locale. Elisabeth è taciturna, è semplicemente sobria. James non si azzarda nemmeno ad alzare lo sguardo, al momento ha paura ed è infastidito dalla mia presenza, ha la faccia tutta gonfia e piena di lividi.
L'ho conciato proprio male, ma se lo è meritato.
Ci fanno entrare direttamente senza farci stare in fila, tutti ci guardano intimoriti, dopotutto la nostra fama ci precede.
Come al solito è pieno di gente. Ci sono divanetti in pelle nera e vari tavoli ai lati della grande stanza, e il bancone bar in fondo. A quanto pare l'hanno ristrutturato da poco. Persone che ballano, ragazze che mi guardano mangiandomi con gli occhi, ormai ci sono abituato. Le due ragazze si dividono da noi. Scendiamo al piano di sotto, in un'altra sala dove sappiamo che la persona in questione si trova proprio lì, non ricordo nemmeno il nome ma ricordo come è fatto, è uno dei clienti di Damon. Lo individuiamo subito, in compagnia di due suoi due amici, è girato di spalle, affiancato da una ragazza tenendole una mano sulla coscia. Quella ragazza è inconfondibile, capelli neri, lunghi con ciocche bianche. Com'è possibile che la ritrovo ovunque e spesso con gente non raccomandabile, probabilmente non ha nemmeno il senso del pericolo.
Penso tra me e me mentre ci avviniamo a loro. <<Hey ragazzi, avevate bisogno?>> Richiama Damon alle loro spalle. James nel frattempo si guarda in torno per controllare che non arrivi nessuno di indisiderato. Luna si gira e mi guarda sorpresa, ci fissiamo ma ciò non toglie che non abbia visto il ragazzo affianco a lui metterle qualcosa nel bicchiere. Decido di prendere il suo drink e gettarlo via. Tutti in quel tavolo mi fissano confusi, alcuni intimoriti. <<Si può sapere che cazzo ti prende?>> Mi alza la voce innervosita alzandosi in piedi. Decido di prenderla e trascinarla verso l'uscita. Da dietro mi sento urlare da James: <<Si può sapere che hai oggi? Per caso ti sei svegliato con la luna storta?>> Decido di ignorarlo o giuro che qusta volta faccio peggio.
Arrivati fuori dal locale lascio la presa sul suo braccio. Lei mi guarda furente dicendomi <<Mi spieghi che cazzo ti è preso?>>
<<Intanto ti ho salvato la vita. Ancora. E spiegami immediatamente che cazzo ci fai qui da sola con quelli.>> Rispondo al limite della pazienza, ma decido di fare un respiro profondo provandomi a calmare.
<<Salvato la vita da cosa? Poi nemmeno li conosco quelli, li ho incontrati qui per caso e mi stavo anche divertendo...
<<Ti stava drogando il bicchiere, impara ad aprire gli occhi, sei così ingenua certe volte.>> Dico avvicinandomi a lei. Il suo profumo mi riempie le narici. Lei mi guarda dal basso dicendomi: <<Non sono affari tuoi. E smettila di persegui->> A interrompere la sua voce è la suoneria del mio telefono. Una chiamata da parte di Dorian.
<<Mad. Torna subito a casa zia Scarlett sta male, ho già chiamato un ambulanza.>> Ha un tono preoccupato, è sull'orlo del pianto. Senza rispondere riattacco la chiamata. <<Tu vieni con me, andiamo da Dorian. Ora sbrigati.>> Dico preoccupato, lei non esita e mi segue alla macchina.
Luna mi chiede confusa e preoccupata anche lei dalla situazione: <<Maddox, dimmi che succede. Che succede a Dorian?>> Io non distogliendo gli occhi dalla strada, e andando più veloce possibile le rispondo: <<Non si tratta di Dorian ma di mia zia.>> Rispondo frettolosamente. Luna continua a farmi domande che nemmeno ascolto.>>
Arrivati a casa chiedo subito a mio fratello preoccupato: <<Dove si trova?>>
Lui mi guarda con gli occhi lucidi e sorpreso dalla presenza di Luna salutandola con un semplice cenno. Mi indica il piano di sopra, dove si trova lo studio in cui lei dipinge.
Subito tutti e tre corriamo per le scale. Spalanco di botto la porta dello studio. Trovo mia zia Scarlett accasciata sul pavimento stordita. Mi avvicino a lei seguito da Luna, Dorian rimane sullo stipite della porta dicendo balbettando: <<Ho sentito un tonfo provenire da qui, sono arrivato e l'ho trovata così, non so cosa abbia preso.>>
Scarlett guarda prima me e poi Luna sorridendole. <<Forza Scarlett. Rimani sveglia stanno arrivando i soccorsi.>> Dico urlando scuotendola mentre sento il rumore delle sirene in lontananza. Non la riesco a tollerare, ma non sopporto che lei se ne vada, solo per il fatto che Dorian è molto legato a lei, non sopporterebbe un'altra perdita. Lei continua a fissare Luna dicendo una frase quasi incomprensibile. <<Nova Miller, mi sei mancata.>> Chiude gli occhi. Continuo a squoterla ma niente, mi giro verso Dorian dicendo: <<Mi dispiace è morta...>> Lui cerca di trattenere le lacrime a differenza di Luna che piange singhiozzando. Io e mio fratello ci guardiamo confusi con uno sguardo d'intesa non capendo chi sia questa Nova. Entrambi spostiamo lo sguardo su Luna. Ho capito subito che lei sapeva qualcosa, glielo leggevo negli occhi. Mi avvicino a lei chiedendole serio: <<Dimmi subito cosa sai.>>
Lei alza lo sguardo fissandomi piangendo. A malapena riesce a parlare; ma cerca di farsi forza, appena con un sussurro dice: << Nova Miller... era mia madre, è il suo nome...>>
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