Storia · capitolo 5

3

Shield fragment di Amy_Vio

    Luna

Sento la sveglia suonare. Mi rendo conto che è il primo giorno di scuola alla Rosie EliteAcademy, e per di più in una nuova scuola. Alzo gli occhi al cielo, mi alzo in controvoglia dal letto trascinandomi le coperte fino in bagno.


Una volta che mi sono sistemata e lavata, mi metto la divisa e scendo al piano di sotto per fare colazione insieme a mia sorella. Come sempre  nostro padre è già andato al lavoro.
Guardo l'orario, e mi accorgo di essere inritardo e dico a voce alta: <<CAZZO SONO IN RITARDO!>>
Saluto mia sorella Lilith.  Esco di casa  più in fretta possibile e salgo rapiddissima in macchina con Jade e il suo fratellastro James. Li saluto, do un bacio sulla guancia a Jade e saluto James con un cenno della mano.
Arrivati a scuola, notiamo che  non sembrava una scuola, ma un castello che faceva sentire povero anche una persona che non lo era.
Entrando vediamo: un pavimento in marmo bianco, così pulito da poter vedere il proprio riflesso, erano presenti anche delle vetrate enormi che arrivano fino al soffitto, divise tutte uguali per le ragazze, quindi, gonna blu scuro, camicetta bianca, e una giacca delmedesimo colore della gonna. Mentre per i maschi, pantaloni lunghi sempre di blu scuro, camicia bianca, e la giacca dello stesso colore dei pantaloni.

In questa scuola, non conta quanto sei intelligente. Conta il cognome. E il mio, Ashford, era l'unico che non brillava più come prima.

Una volta giunte in classe ci sediamo nei primi posti che troviamo disponibili, fino a che non sento una voce che mi chiama, mi giro e c'è Dorian di fianco a me, che chiede: <<Posso mettermi vicino a voi? Belle fanciulle.>>  gli faccio un cenno con la testa in segno di assenso.

<<Sei anche tu in prima? >>  Chiedo stupita.

<<Sì perchè?>> Mi chiede lui. Io rispondo con tomo confuso: << Pensavo che fossi più grande. Sai alla festa non avevamo avuto modo di parlare molto...>> Sorrido imbarazzata.
Mi arriva una pedata da Jade per avvisarmi che era entrato il professore in classe.

Passano le ore. Io, Jade e Dorian decidiamo di andare a mangire in mensa.

Ci sediamo a uno dei pochi tavoli disponibili. Iniziamo a mangiare. Vedo Dorian che si guarda intorno stranito, e non capisco cosa stia cercando con lo sguardo.

<<Dorian tutto bene? >> chiedo incuriosita.

Lui si gira, guarda prima me e poi Jade, che è seduta affianco a me, noi lo guardiamo a nostra volta, io e Jade ci scambiamo uno sguardo d'intesa e gli chiediamo all'unisono: <<Dorian, va tutto bene?>>
Lui ci guarda, e dice con una punta di preoccupazione: << Non sentite odore di bruciato?>>.

Io e Jade ci guardiamo e facciamo cenno di no con la testa.
<<Non preoccuparti,avranno bruciato qualcosa in cucina.>> Dice Jade ridendo.

Dorian è sempre più preoccupato, non capisco il motivo onestamente, è raro scoppi un incendio, figuriamoci, sopratutto il primo giorno di scuola .

Continuiamo a mangiare, ignorado questo odore sgradevole, ma inizia a intensificarsi sempre di più, fino a quando non udiamo una campanella simile ad un'allarme. Non capiamo cosa stesse succedendo, Dorian urla preoccupato: <<Presto ragazze, dobbiamo andare via di qui subito, prima che diventiamo arrostiti!>>
Ci alziamo e corriamo verso l'uscita, mi fermo per via della massa di persone accalcate mentre cercavano di avviarsi verso l'uscita. Perdo Dorian e Jade per il corridoio. Sono minuta e non ho abbastanza forza  da spostare tutta la gente che ho di fianco per farmi spazio,mi sento soffocare.
Provo a cercarli con lo sguardo, ma nulla, non li vedo. Mi sento afferrare il braccio con forza, cerco di liberarmi ma niente, è inutile, non ci riesco. Penso che uscirà un bel  livido.
Vengo trascinata in uno stanzino.

Era Maddox. Da vicino è ancora più stronzo... penso tra me e me. Mi sveglio dai miei pensieri e decido di uscire ricordandomi del perchè io stessi scappando.
Nel tentativo di andarmene, Maddox, mi tira per un polso verso di lui, imponendomi a rimanere ferma davanti a lui. <<Ferma, ti devo parlare, ti ricordo.>> Dice con tono serio, nel suo volto non ci sono emozioni, solo serietà.

<<Non mi interessa. Potresti dirmelo anche in un altro momento, sai per ora ho altro a cui pensare.>> Diciamo senza morire abbrustoliti. penso tra me e me.

<<Vieni a casa mia sta sera. >> Dice lui guardandomi intensamente negli occhi.

<<Ma anche no grazie, sto così bene a casa mia.>> Rispondo con tono irritato. Come si permette così di punto in bianco a invitarmi a casa sua senza un apparente motivo.

Allungo la testa vero il corridoio e noto che le persone della scuola erano già tutte in salvo.
Mi rendo conto che siamo rimasti solo noi due dentro.
<<Dobbiamo uscire se no sta sera va finire che non ci dormo nemmeno a casa mia.>> Dico riferendomi all'incendio.
<<L'incendio è dall'altra parte della scuola sta tranquilla. Almeno se non vuoi venire da me, almeno va a casa di Jade o di chi cazzo vuoi tu.>>
Dice lui innervosendosi. Il mio unico pensiero al momento è quello di mettermi in salvo. Non voglio morire bruciata, sono troppo giovane.

<<Perché dovrei ascoltarti e darti retta, sentiamo?>> Gli domando schietta e con la poca pazienza  che mi rimaneva in corpo.

<<Ascoltami attentamente. Angel sta tramando per farti del male, e che sia chiaro. Lo faccio solo per la tua incolumità, anche perché non mi interessa un accidenti di te, Lunatica.>> Dice lui con tono intimidatorio al limite della pazienza.
Con i nervi a fior di pelle, non faccio nemmeno tanto caso a ciò che mi ha detto. Rispondo alzando il tono di voce infastidita: <<Allora non sprecare fiato, è inutile. Sono stata chiara?>>
Esco furente dalla stanza e mi precipito fuori.

Ritrovo Jade e Dorian sotto un albero che mi speigano l'accaduto, e mi chiedono dove io fossi finita. Gli racconto cosa è sucesso in quel lasso di tempo. Sembrano abbastanza inorriditi dalla situazione, Dorian mi dice sulla difensiva: <<Mio fratello non è mai stato un tipo che dice bugie. Anche perchè è una delle tante cose che non sopporta proprio. Io gli crederei se fossi in te.>> Decidi di credere alle parole di Dorian; nemmeno io so il motivo, ma sembra sincero.

Tornata a casa, saluto Lilith. Mio padre sembra essere rientrato presto dal lavoro, ma non lo degno nemmeno di uno sguardo. Corro al piano di sopra per farmi una doccia calda.
Quando esco, mi vesto e scendo giù a tavola per cenare, sinceramente con tutto quello che è successo non ho nemmeno fame.
Sento il telefono squillare, mi alzo senza nemmeno scusarmi e congedarmi.
Mi allontano e guardo lo schermo del telefono con un numero di telfono sconosciuto.
Ma perché tutti devono chiamare al mio telefono?
Decido comunque di rispondere.
<<Pronto?>> Dico incuriosita con voce alta, ma dall' altro capo del telefono non sento nulla, solo una voce soffiata ma femminile, ne sono completamente sicura, decido di chiudere la chiamata, subito dopo leggo un mesaggio dallo stesso numero, con scritto:
Fa attenzione sta notte, perchè ti verremo a prendere Luna.
Non rispondo, blocco immediatamente il numero. Decido di chiedere a Jade se potessi passare la notte lì. Le spiego la situazione e lei acconsente dicendomi: <<Tanto i miei genitori tornerranno a casa domani sera.>> Io mi ricordo che i suoi, purtroppo, fanno un lavoro che li constringono a lasciare i loro figli da soli per molti giorni. La capisco benissimo...
Preparo uno zaino e la borsa per il giorno dopo. Saluto solo mia sorella dicendo: <<Lily, sta notte dormo fuori, tu non dire nulla, torno domani dopo scuola.>> E le poso un bacio sulla fronte. Lei acconsente con un cenno della testa. Decido di non dire nulla a mio padre per evitare le solite discussioni. Prima di uscire Lilith mi dice: <<Ti accompagno a piedi, casa di Jade non è molto lontana e voglio farmi una passeggiata.>>
Io alla fine decido di acconsentire si tratta solo di dieci minuti a piedi.

La ringrazio per avermi accompagnata e le raccomando di chiudere tutto nei minimi dettagli.
<<Volpe, hai capito? Devi chiudere tutto; finestre e tutte le porte della casa. E scrivimi appena sei arrivata, e vai diretta a casa.>> Lei è confusa e preoccupata, ma mi fa capire che farà ciò che le ho detto. La saluto con un bacio sulla guancia e mi avvio sul viale per entrare nella villa di Jade.

Jade mi apre la porta di casa, io entro, ci dirigiamo verso il salotto per fare uno dei nostri giochi preferiti da tavolo da quando siamo piccole. Decidiamo di andare a metterci i pigiama  in camera, e poi riscendere in salotto. Nel frattempo mi arriva un messaggio da parte di Lilith e capisco che è arrivata a casa. Mi accendo una sigaretta e iniziamo a giocare. Dopo un po' decido di chiedere a Jade una cosa a cui penso da un po': <<Ti posso fare una domanda?>> Lei annuisce con una faccia confusa.
<<Dove cazzo sei stata il giorno della festa?Perché ti cercavo ma non sono riuscita a trovarti.>> Lei guarda in basso, e dice a sua discolpa <<Sai, forse... potrei... essere... andata... a letto con Damon.>> Dice lei timida a testa bassa.
<<Meno male che non ti piaceva... ma soprattutto come ti salta in mente?! Sai anche che fa parte dei Vipers e ci fa parte anche tuo fratello ti ricordo.>> Dico quasi innervosita, volevo solo metterla in guardia, a prova contraria sono io quella meno responsabile.
Lei arrossisce. <<Ti prego, non dirlo a James.>> La guardo e gli rispondo: <<Tranquilla Jade. James non saprà nulla.>>

<<Com'è andare a letto con i Vipers?>> Le chiedo scherzando.
<<Fantastico, non puoi capire fino a che non lo vivi. >> Mi risponde lei con uno sguardo sognante .
<<Non sei arrabbiata?>> Mi chiede preoccupata.
<<Perché dovrei esserlo? Scema. >> Le sorrido e le tiro un piccolo pugno sulla spalla.
<<Dai, torniamo a giocare, che devo farti il culo a strisce signorinella.>>
Dopo un paio d'ore e  mille risate e parolacce mescolate agli insulti, sentiamo dei passi scendere dalle scale, era James, lo saluto con un cenno della testa, e lei gli dice: <<Ce l'hai fatta a staccarti dal pc finalmente.>> Lui fa una smorfia con le labbra.
Va diretto in cucina, e inzia a mangiare, probabilmente la pasta che era avanzata.
Io torno a concentrarmi sul gioco da tavolo e lascio perdere James mentre Jade lo riprende dicendogli: <<Quante volte ti ho detto che se mangi devi lavare i piatti James!>> Urla lei infastidita.
James sorride alla sua provocazione <<E te non hai ancora capito che non farò mai nulla del genere, se ne occuperà domani mattina la domestica.>> Dice divertito mentre si siede sul divano.
Jade va a lavare i piatti abbandonando il gioco.
Rimango con la testa china sul gioco sistemado le carte per ritirarle nella loro scatola.
Sobbalzo quando sento delle mani che sfiorano le mie ciocche bianche tra le lunghezze dei miei capelli e mi sento chiedere:
<<Sono le tue naturali, le ciocche bianche intendo, oppure sono tinte?>>  Rispondo scocciata senza degnarlo di uno sguardo
<<No sono tinte, ma secondo te?>>
<<Non te lo mai detto ma... da vicino sei ancora più bella sai.>> Mi dice James mi giro e lo guardo con aria schifata.
<<Addirittura...>> dico sarcastica.
Lui continua a toccarmi i capelli, mi giro compleatamente verso di lui <<Porca puttana, smettila di toccarmi i capelli!>> Dico di botta e lui ritrae le mani e sorride divertito. Lo guardo e gli chiedo con arroganza: <<Cosa c'è di tanto divertente?>>
James risponde divertito dalla situazione:
<<Rido perché è facilissimo farti diventare rossa per un ragazzo. Non voglio immaginare se provo a farti qualcos'altro... >> Dice avvicinandosi al mio orecchio e facendomi un sorriso malizioso
<<Io non sono rossa in faccia, al massimo lo sono per la rabbia. E non provare ad avvicinarti a me. Sono stata abbastanza chiara James?>>
Jade torna da noi con ancora le mani bagnate, dicendoci: <<Ragazzi io vado a farmi un bagno caldo, Luna, se vuoi andare in camera mia vai pure.>> La ringrazio con un sorriso, qui mi sento sempre come se fossi a casa mia.
Jade era già  in bagno da un po' di tempo.

Decido di prendere un bicchiere d'acqua dalla cucina, quando a un certo punto mi sento afferare dai fianchi e sollevare sul bancone della cucina.

Mi accorgo che il ragazzo che mi sta toccado è ancora James, anche perché non ci sono altre persone oltre a noi.
<<James cosa stai facendo?>> Gli chiedo terrorizata dalle sue mani che percorrevano il mio corpo. Provo a opporre resistenza ma, mi tiene saldamente.
<<Mi prendo ciò che voglio; Luna, se voglio mi prendo anche il tuo corpo. >> Dice con soddisfazione. Ricordo ancora le parole di Maddox risuonarmi nella mia testa, come un tamburo, che mi dicono che c'erano due ragazzi pronti ad approfittare di me, e dico: <<Eri tu uno dei ragazzi che voleva fottermi qualla sera alla festa? >> Chiedo con tono sicuro per nascondere tutta la paura che avevo in corpo.
Lui alza il capo, mi guarda, sorride e riprende da dove si è interrotto.
Provo ancora a dimenarmi, ma nulla. Continua a baciarmi in modo avido e non molla la presa su di me, che diventa sempre più stretta. Io non voglio lasciarli fare quello che vuole su di me.
È il mio corpo e decido io .

A un certo punto lo sento gemere, non dal dolore, ma dal piacere, mi accorgo, nel dimenandomi, di strar strofinando la mia intimità sulla sua, non in modo malizioso; volevo solo andarmene da quella situazione. Provo a cacciare un urlo per chiamare Jade, ma appena ci provo, lui mette una mano sulla mia bocca.
<<Luna. Cazzo, se non ti fermi, rischi di farti scopare in questo istante.>> Dice lui provando ad alzarmi la maglietta per levarmela. Appena toglie la mano dalla mia bocca urlo talmente forte che non me ne accorgo. <<LEVATI DAL CAZZO PERVERTITO CHE NON SEI ALTRO!>>

Sento Jade correre al piano di sotto, con solo un asciugamano indosso, non sono ancora riuscita a levarmelo di dosso, fin quando Jade accende la luce e grida: << MA CHE CAZZO DI PROBLEMA HAI JEMES?! >>  Con l'aiuto di uno strattone di Jade riesce a tiralo via da me; mi prende per mano e mi porta in camera sua. Inizio a piangere come non ho mai fatto prima d'ora, con tutte le lacrime che ho trattenuto.
Jade prova a calmarmi, una volta tranquillizata quasi del tutto, prendo un bel respiro e gli racconto le cose dall'inizio, lei rimane impietrita e innoridita dal comportamento del suo fratellastro, con cui è cresciuta,e mi chiede scusa. Anche io conosco James da anni, so se dei suoi comportamenti, ma non pensavo si spingesse a tanto.

Jade rientra in camera con un tè caldo appena fatto. In modo tale di distrarmi inzia a raccontarmi una delle tante storie che ci raccontavano i nostri genitori per farci stare tranquille e farci dormire serene, ci scappa un sorriso, io mi perdo in quell'abbraccio così pieno d'affetto che mi scendono due lacrime e dico sottovoce: <<Mamma mi manchi un sacco.>>
Mi addormento subito dopo e sento che anche Jade lo fa. Potevo dormire in una delle altre stanze, ma è nostra abitudine da quando siamo piccole.

Mi sveglio nel cuore della notte, e ricodo che di questi periodi è normale. Dopo l'anniversario della morte di mia madre, inizio solo a star male. Quindi rimettola testa sul cuscino vicino a quella di Jade e mi riaddormento.

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