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Luna
Oggi è il 23 settembre. Sono passati esattamente sette anni da quandonostra madre è venuta a mancare.
Mia sorella Lilith non l'ha ancora superata del tutto; ma d'altronde chi è che l'ha fattodavvero?.
Si dice sia stato un semplice incidente, ma io non credo sia così, c'è qualcosa dietro, un segreto, un'enigma che continua a tormentare i miei pensieri. Mio padre dice che io non l'ho ancora elaborato, ma secondo me lui sa qualcosa, ed è uno dei tanti segreti che nasconde.
Non ci passo molto tempo assieme, è il direttore di un ospedale.
Certo i soldi non ci mancano, ma non è di questo di cui ho bisogno.
Mi trovavo sdraiata nel letto raggomitolata su me stessa a fissare un punto non definito sul muro pieno di poster, fin quando non sentì il telefono squillare una chiamata dalla mia amica Jade.
<<Hey stronza, cosa fai?>>
<<Senti non iniziare a rompermi i coglioni che oggi non è giornata.>>
Se per questo ultimamente non è mai giornata...
<<Senti. Sta sera io e James teniamo una festa a casa nostra, la festa di fine estate. Tu.Ci. Devi. Essere.>>>
Disse con tono deciso, anche a lei il carattere non mancava, ma io James non lo sopporto, sì sarà anche il suo fratellastro ma non è proprio un esempio da seguire.
<<Non ho voglia...ora lasciami in pace.>>
Dico con tono scocciato.
<<Sta sera alle nove sono sotto casa tua, fatti trovare pronta."
Mi chiude il telefono in faccia. Onestamente non volevo discussioni oggi, quindi decido di iniziare a preparami. Avevo solo due ore a disposizione.
Mi guardo allo specchio. Ogni volta che mi guardo mi rendo conto che assomiglio alei.
I miei capelli corvini con delle ciocche bianche qua e là sparse sulle lunghezze dei miei capelli, e sono decisamente sporchi e in disordine. Guardo i miei occhi color cenere, erano gonfi, ero ancora in pigiama, "direi che ora di farmi una doccia."
Appena esco dopo la mia lunga doccia sentì urlare dall'altra parte del corridoio mia sorella: <<Era ora che uscissi da lì, è un'ora che sei chiusa lì dentro.>>
Non capisco perché dovesse usare proprio questo bagno, abbiamo una grande villa e abbiamo a disposizione tre bagni.
Appena esce dalla sua stanza mi guarda confusa e mi chiede <<Dove stai, andando?
Non mi dire alla festa di fine estate, odio le persone che frequenti.>>
Non aveva tutti i torti, lei era il mio opposto: matura, pacata e gentile. Ha diciassette anni, due in meno di me.
Io, a quella frase, rispondo con tono tranquillo dicendo: <<Non sono affari tuoi con chi mi frequento.>>
Torno in camera mia continuando a guardare intensamente il mio armadio, alla fine opto per un corsetto nero con degli stivali alti, con un tacco vertiginoso che slanciano la mia figura, e una semplice gonna attillata di color prugna.
I miei capelli sono acconciati con una piega morbida ondulata, ho deciso di mettere del correttore, del mascara, una matita nera leggermente sfumata che contornava i miei occhi chiari e un rossetto di un rosa malva sulle mie labbra.
Il citofono continuava a suonare, ero in ritardo di quindici minuti, arrivo più in fretta possibile al piano di sotto, Lily è stravaccata sul divano a fare zapping.
<<Hey Volpe, io torno tardi, non aspettarmi sveglia.>>
La chiamo così da quando ne ho memoria, per via dei suoi capelli mossi di un rosso tendente al ramato e per la sua furbizia.
Semplicemente mi guarda e risponde annoiata con un cenno del mento.
Apro il portone e ad attendermi c'è Jade.
Una ragazza con dei capelli mori ricci e occhi come nocciole. Siamo migliori amiche da tutta la vita, siamo sempre andate d'accordo.
<<Finalmente ti sei degnata ad arrivare.>>
Indossa un semplice vestito corto e attillato rosso ciliegia con tacchi e rossetto del medesimo colore.
Durante il viaggio in auto, mentre lei parla, io mi limito a guardare fuori dal finestrino non dicendo nemmeno una parola. Solitamente vado spesso per locali e a feste del genere, ma non sono dell'umore giusto, niente che un po' di alcol non possa risolvere.
Appenaentrata in casa sua, la prima cosa che faccio è prenderla e trascinarla al bancone con degli alcolici. La musica è molto alta,ci sono luci colorate che si alternano tra loro, e continua ad arrivare gente.
Tra la gente che varcava la porta si notano più di tutti un gruppo in particolare. I Vipers. Mentre si incamminano verso James, gli occhi di tutti sono puntati verso di loro.
Si fanno chiamare così, sono sempre in mezzo ai casini e sono i più temuti di tutti.
A farne parte c'è James Stone, il fratellastro di Jade; un ragazzo magro ma fisicato, il più basso di tutti alto circa un metro e settantacinque, con occhi marroni, capelli lisci,castani in un ciuffo disordinato.
A parlare con lui c'era Damon Miles.
Alto, palestrato con capelli rasati di un biondo cenere, occhi di un color cioccolato fondente. È il testa calda del gruppo,meglio sempre stare lontano da lui, anche se credo che Jade abbia una cotta per lui anche se lei lo nega. Basta vedere come gli sbava dietro appena lo vede.
A seguirlo ci sono due ragazze, Angel Foster, di angelico aveva solo il nome, è la tipica bulla; con lunghi capelli lisci e biondi, occhi di un azzurro cielo e un fisico con delle formeche tutte le ragazze invidiano, tranne io, di certo a me non mancano.
L'altra ragazza è Elisabeth Bennet, ha dei capelli mossi corti fino alle spalle, tinti di un viola scuro, con occhi azzurri contornati di un eye-liner nero molto marcato. Insieme a loro c'è un ragazzo, molto bello, che non ho mai visto, il più alto di tutti, con un fisico muscoloso e imponente, con un ciuffo mosso scombinato e capelli corti ai lati, di un colore nero come la pece;non riesco a capire il colore dei suoi occhi per via delle luci, mapotrei giurare che sono di due colori diversi.
Con tono incuriosito chiedo a Jade <<Jade, chi è quello che è con i Vipers?>>
<<Lui è Maddox Cross. Si è trasferito qui durante l'estate, è il più pericoloso tra tutti, e si dice che suo padre sia in carcere.>>
Annuisco senza pensarci troppo, il mio unico pensiero era un altro, il banco degli alcolici.
<<Vieni, seguimi, andiamo a divertirci un po''.>> Dico a Jade.
Mi sposto tra la folla di gente che balla, mi giro per controllare se fosse dietro di me ma mi scontro con un ragazzo alto con capelli corti mossi e neri.
<<Scusami, Scusami, tutto ok?>>
Chiede lui con tono preoccupato.
<<Sì, tutto bene grazie. Tu chi sei? Non ti ho mai visto da queste parti.>>
Chiedo con tono curioso.
<<Mi sono trasferito qui quest'estate. Piacere sono Dorian. Dorian Cross.>>
Porge la mano destra in avanti con un sorriso caloroso.
<<Aspetta... tu sei Dorian Cross,il fratello di Maddox Cross?>>
Chiede Jade urlando con tono sorpreso.
Lui si limita a guardarci fin quando un suo amico non gli tocca la spalla per fargli un cenno di andare con lui.
Mentre continuavo a ingurgitare dei bicchierini di alcol, mi sento degli occhi puntati adosso, magari era solo una mia impressione, sono ubriaca ma riesco a reggermi in piedi e ragionare.
Alzo la testa. Jade non c'è più ma mi guardo attorno e di lei non c'è traccia ma scovo chi mi stava guardando.
Era Maddox. Davanti a lui c'è una ragazza inconfondibile che ballava in modo provocatorio, era Angel.
Ci fissiamo per una quantità indefinita di tempo, fin quando la bionda non alza la testa e guarda nella stessa direzione di Maddox. Arriva camminando verso di me e mi tira uno schiaffo in pieno volto.
Barcollo ma non cado, sento la guancia bruciare mano non ci faccio troppo caso, e sento lei che mi urla.
<<E tu che cazzo hai da guardare puttana.>>
Non abbasso la testa non ho paura di lei
«Stavo guardando te, in realtà.»
Una ragazza accanto a lei scoppia a ridere, ma smette subito quando la prima le lancia un'occhiata.
«Fai anche la spiritosa?»
Fa un passo verso di me, ma non indietreggio.
«Sei tu che sei venutaa schiaffeggiarmi senza motivo.»
«Non mi piace come mi guardi.»
«Problema tuo.» Dico con un tono menefreghista,onestamente sono molto divertita dalla situazione.
Per qualche secondo nessuna delle due parla. Lei mi fissa con gli occhi pieni dirabbia, mentre gli altri continuano a guardarci, come se stessero aspettando di vedere chi farà la prossima mossa.
«Forse non hai ancora capito con chi hai a che fare.» dice angel.
Torno a guardare nella stessa direzione di prima ma lui non c'era più. Mentre Angel mi guarda e mi dice <<Stai attenta ragazzina a quello che fai è un avvertimento.>> Io annuisco, mi giro e faccio per andarmene anche perché non me ne fregava nulla, inizio a cercare di nuovo Jade, ma ancora non c'è traccia, quindi continuo a ballare e bere.
Non capisco più nulla sono seduta su uno dei divani diquella enorme casa, affiancata da altre persone che non conosco.
Non mi reggo in piedi, mi gira forte la testa e vedo tutto sfocato; provo ad alzarmi ma fallisco miseramente, ci riprovo ma, questa volta, c'è un ragazzo che mi aiuta e mi carica sulle spalle a modi sacco. Non riesco a dimenarmi e fare nulla, non riesco a formulare una frase,non capisco chi sia vedo solo dei capelli neri, molto neri, e da un momento all'altro mi ritrovo in una casa completamente sconosciuta.
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Speriamo che questo primo capitolo vi sia piaciuto, stiamo già preparando il secondo,quindi aspettavi altre cose.
Questo è solo l'inizio...
da Vio e Amy
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