Storia · capitolo 3 · finale

La resa dei conti

I talenti di Orlando #2 di Franco Porchetti

Il professore entrò per la prima volta nell'ufficio di Lanasi, in pantofole.
Il commissario lo guardò di sbieco.
- La prossima volta, non stia a disturbarsi: venga direttamente in accappatoio.
- Lo terrò a mente. Purtroppo ho perso la cinta di spugna e mi tocca stringerlo con lo spago. Non è per niente elegante.
- Chiuderò un occhio. Ma veniamo a noi: ha notato qualcosa?
- Sì, ma prima voglio sapere il perché di tanta segretezza. Ho assistito all'interrogatorio ma non so neanche i nomi delle due donne.
- Mi meraviglio di lei. Non ha ancora imparato che se una cosa è segreta deve rimanerlo?
- Ha ragione, sono uno stupido. Mi sono anche dimenticato che cosa ho notato. Pensi un po'?
- Lei riceverà un compenso, per ricordarlo...
- Di quanto? Il caso è molto delicato, la solita mancia non basta.
- Mancia? Cinquecentomila lire è uno stipendio!
- Ma lo stipendio si prende tredici volte l'anno.
- Se si lavora dodici mesi. Comunque, non ho tempo da perdere, faccia lei il prezzo.
- Considerando che la mia curiosità ne uscirà insoddisfatta e questo mi provocherà non pochi traumi e malattie, facciamo un milione.
- D'accordo. Mi dica che cosa ha notato?
- Ho notato che la colpevole è la bionda, ma lei già lo sapeva, non è vero?
- Come avrei potuto? Ho aspettato lei per interrogarle.
- Non lo metto in dubbio, ma lei c'era già arrivato per altre vie. Le serviva solo una conferma da parte mia. Prima di alzare un polverone su qualche pezzo grosso, ha voluto aggiungere un altro parere al dossier. Infatti, il sergente, qui, sta verbalizzando tutto.
Lanasi arrossì.
- E allora? Qui si verbalizza sempre tutto. Ma mi spieghi perché la colpevole sarebbe la bionda?
- Perché è raffreddata, e molto probabilmente lo era già ieri.
- E allora?
- Il suo naso era otturato.
- Non faccia il sibillino, sto per perdere la pazienza!
- Non poteva sentire il suo odore, per questo ha trovato la forza di ucciderlo.
Lanasi trasalì:
- Quindi il suo segreto era l'odore?
- Sì, nel suo interrogatorio alle signore, lei ha dimenticato l'olfatto. E il medico legale ha sbagliato l'ora presunta della morte.
- Come fa a dirlo?
- L'ha ucciso con un coltello trovato in casa, quindi l'ha fatto d'istinto. Se fosse tornata alla nove si sarebbe preparata. Quindi Del Cerchio è morto alle sette.
Il commissario Lanasi avrebbe voluto mangiarselo con tutte le pantofole, ma si trattenne.
- Come posso lavorare bene se sono circondato da incapaci! Adesso ci si mette anche il medico! Mi ha fatto escludere la reazione d'istinto che avevo subito dedotto dall'arma.
- L'ho immaginato: stava per mandare fuori strada anche me.

Mentre lo accompagnavo a casa con l'auto di servizio, il professore mi chiese di accendere il lampeggiante blu.
- Non posso farlo senza un motivo di servizio – gli risposi.
- Me la sto facendo sotto, devo andare al bagno il più presto possibile! Accenda anche la sirena, per favore.
Stava mentendo, ma lo assecondai:
- D'accordo, ma prima voglio sapere come ha fatto a capire che Lanasi già conosceva la colpevole.
- L'interrogatorio: si vedeva lontano un chilometro che non poteva essere vero. Lanasi è un pessimo attore. Glielo dica da parte mia. Piuttosto, visto che domani sarà su tutti i giornali, perchè non mi dice chi è il pezzo grosso legato alla bionda?
- Perchè si vuole rovinare la sorpresa?


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