La resa dei conti
Il professore entrò
per la prima volta nell'ufficio di Lanasi, in pantofole.
Il
commissario lo guardò di sbieco.
- La prossima volta, non stia a
disturbarsi: venga direttamente in accappatoio.
- Lo terrò a
mente. Purtroppo ho perso la cinta di spugna e mi tocca stringerlo
con lo spago. Non è per niente elegante.
- Chiuderò un occhio.
Ma veniamo a noi: ha notato qualcosa?
- Sì, ma prima voglio
sapere il perché di tanta segretezza. Ho assistito
all'interrogatorio ma non so neanche i nomi delle due donne.
- Mi
meraviglio di lei. Non ha ancora imparato che se una cosa è segreta
deve rimanerlo?
- Ha ragione, sono uno stupido. Mi sono anche
dimenticato che cosa ho notato. Pensi un po'?
- Lei riceverà un
compenso, per ricordarlo...
- Di quanto? Il caso è molto
delicato, la solita mancia non basta.
- Mancia? Cinquecentomila
lire è uno stipendio!
- Ma lo stipendio si prende tredici volte
l'anno.
- Se si lavora dodici mesi. Comunque, non ho tempo da
perdere, faccia lei il prezzo.
- Considerando che la mia curiosità
ne uscirà insoddisfatta e questo mi provocherà non pochi traumi e
malattie, facciamo un milione.
- D'accordo. Mi dica che cosa ha
notato?
- Ho notato che la colpevole è la bionda, ma lei già lo
sapeva, non è vero?
- Come avrei potuto? Ho aspettato lei per
interrogarle.
- Non lo metto in dubbio, ma lei c'era già
arrivato per altre vie. Le serviva solo una conferma da parte mia.
Prima di alzare un polverone su qualche pezzo grosso, ha voluto
aggiungere un altro parere al dossier. Infatti, il sergente, qui, sta
verbalizzando tutto.
Lanasi arrossì.
- E allora? Qui si
verbalizza sempre tutto. Ma mi spieghi perché la colpevole sarebbe
la bionda?
- Perché è raffreddata, e molto probabilmente lo era
già ieri.
- E allora?
- Il suo naso era otturato.
- Non
faccia il sibillino, sto per perdere la pazienza!
- Non poteva
sentire il suo odore, per questo ha trovato la forza di ucciderlo.
Lanasi trasalì:
- Quindi il suo segreto era l'odore?
- Sì,
nel suo interrogatorio alle signore, lei ha dimenticato l'olfatto. E
il medico legale ha sbagliato l'ora presunta della morte.
- Come
fa a dirlo?
- L'ha ucciso con un coltello trovato in casa, quindi
l'ha fatto d'istinto. Se fosse tornata alla nove si sarebbe
preparata. Quindi Del Cerchio è morto alle sette.
Il commissario
Lanasi avrebbe voluto mangiarselo con tutte le pantofole, ma si
trattenne.
- Come posso lavorare bene se sono circondato da
incapaci! Adesso ci si mette anche il medico! Mi ha fatto escludere
la reazione d'istinto che avevo subito dedotto dall'arma.
- L'ho
immaginato: stava per mandare fuori strada anche me.
Mentre lo
accompagnavo a casa con l'auto di servizio, il professore mi chiese
di accendere il lampeggiante blu.
- Non posso farlo senza un
motivo di servizio – gli risposi.
- Me la sto facendo sotto,
devo andare al bagno il più presto possibile! Accenda anche la
sirena, per favore.
Stava mentendo, ma lo assecondai:
-
D'accordo, ma prima voglio sapere come ha fatto a capire che Lanasi
già conosceva la colpevole.
- L'interrogatorio: si vedeva lontano
un chilometro che non poteva essere vero. Lanasi è un pessimo
attore. Glielo dica da parte mia. Piuttosto, visto che domani sarà
su tutti i giornali, perchè non mi dice chi è il pezzo grosso
legato alla bionda?
- Perchè si vuole rovinare la sorpresa?
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