Storia · capitolo 24

Maggio 2015

RIFLESSI D'UMANA FRALEZZA di Alessandro Carrozzo

Francesco non riusciva più a sopportare il peso di doversi occupare da solo della zia Maria. Stringeva nella sua mano sinistra le chiavi di casa che sua zia aveva riposto nel congelatore in uno dei suoi tanti gesti senza alcun senso logico. Lei si era poi chiusa fuori casa e aveva vagato per il quartiere per ore prima che una vicina di casa non la incontrasse casualmente riportandola nel suo palazzo. Lui era dovuto correre col suo mazzo di chiavi di riserva, e aveva dovuto cercare per ore in casa prima di provare ad aprire l’anta del congelatore.

Ormai le parole del medico curante di sua zia gli risuonavano continuamente nella testa. Un mese prima gli aveva detto che avrebbe dovuto vivere quella situazione con più leggerezza, altrimenti si sarebbe ammalato anche lui.

Suo fratello Gianni era di spalle, intento a stringere la vite di un’anta di quel vecchio armadio di casa di sua zia.

Francesco prese fiato e urlò verso suo fratello.

“Gianni non ne posso più, devi aiutarmi, devi prenderti cura anche tu della zia Maria!”

Gianni si voltò rivolgendogli uno sguardo di ghiaccio.

 “Francesco, te lo dico una sola volta, non azzardarti a tirarmi in questa storia, la zia Maria è solo un tuo problema, io non ne voglio sapere nulla.”

“Ma allora non mi ascolti, ti ho detto che non ce la faccio più, devi aiutarmi cazzo!”

Gianni gli aveva appena piantato il cacciavite nella mano sinistra. Le chiavi di sua zia erano a terra, immerse in una pozza di sangue.

Eppure, doveva aspettarselo; ormai avrebbe dovuto sapere cosa significavano gli avvertimenti di suo fratello.

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