Storia · capitolo 5

TIZZI

L'albero di giuggiole e il mistero dell'Isola Blu di Inès Maria Renier

Quando Tizzi si riprese dallo stupore, pensò a cosa avrebbe potuto fare per mettere in atto quel consiglio, che a dire il vero le sembrava più un ordine che un consiglio.

"CERCA CHI AMA IL BLU"

Le parole continuavano a ronzarle in testa, sentì che si trattava di una sfida, di un'avventura - e noi sappiamo quanto a Tizzi piacesse l'avventura.

Decise quindi di uscire di casa, ma prima di farlo si riempi le tasche di giuggiole.

-Dopo tutta quella fatica!

Quel pomeriggio sembrava che tutti a Venezia avessero deciso di fare un sonnellino, le calli, i campi e i campielli erano deserti.

Le sue gambe snelle e la sua vivacità le diedero subito la gioia di correre, a tratti volteggiava come un aereo, oppure cavalcava il suo immaginario destriero.

Il pensiero che quella situazione fosse alquanto insolita cominciava a farsi largo nella sua mente… ma correndo e saltando era arrivata in un grande campo e quando il suo sguardo puntò verso l'alto si fermò di colpo. Tizzi vide qualcosa di strano sull'altana sopra il tetto del palazzo che si stagliava di fronte a lei.

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