Storia · capitolo 3

TIZZI

L'albero di giuggiole e il mistero dell'Isola Blu di Inès Maria Renier

Tizzi cercò di alzare e trasportare il lungo bastone,sapeva che il più piccolo movimento maldestro avrebbe potuto mandare all'aria la sua impresa.

Si trattava di camminare lungo il corridoio e puntare dritto verso il terrazzino.

Tizzi era disposta ad accettare qualche rischio.

La punta del bastone era quasi all'esterno, quando per un lieve sobbalzo dovuto a un difetto del pavimento, sfiorò un vaso di fiori.

Non si trattava di un vaso qualsiasi, era un bellissimo vaso di vetro di Murano.

Guai a chi si avvicinava troppo rischiando di romperlo, faceva parte della casa.

Era un vaso rosso con degli inserti dorati. Quando la luce lo illuminava sembrava che intorno si accendesse un nuovo sole.

Il cuore di Tizzi smise di battere per una frazione di secondo,si asciugò un rivolo di sudore dalla fronte - Fiuu! Pericolo scampato -

Finalmente fuori!

Mentre rientrava per mettere in atto il suo piano si era alzato un venticello leggero che sembrava essere lì solo per lei.

Quel venticello portava con sé anche un lieve odore di salmastro che avrebbe trovato un posto speciale nell'area dei ricordi del suo cervello e sarebbe rimasto lì per sempre.

Sembrava le dicesse "Su, respira ce l'hai quasi fatta!".

Questa idea le diede nuova energia, in un attimo agganciò un ramo e finalmente poté toccare e raccogliere un gran numero di giuggiole, ma ad un cero punto si fermò di colpo.

Uno strano suono , come di una girandola che volteggiasse, attirò la sua attenzione.

Guardò meglio e vide un pezzetto di carta , per metà infilato in una fessura del ramo, mentre l'altra metà ondeggiava.

Tizzi allungò la mano e lo prese, una grande curiosità la avvolse, lo aprì lentamente…

Poche parole apparvero: CERCA CHI AMA IL BLU.

La sua bocca incredula si spalancò , gli occhi fissavano le parole - Cosa volevano dire? -

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