Sala operatoria
Sala operatoria è un racconto grottesco e satirico ambientato nel reparto di ginecologia di un ospedale siciliano. Maria, una donna prossima a sottoporsi a una miomectomia laparoscopica per l’asportazione di due miomi uterini, affronta con crescente ansia il percorso che la conduce in sala operatoria. Fin dalla visita preoperatoria, il comportamento ambiguo
Sala operatoria è un racconto grottesco e satirico ambientato nel reparto di ginecologia di un ospedale siciliano. Maria, una donna prossima a sottoporsi a una miomectomia laparoscopica per l’asportazione di due miomi uterini, affronta con crescente ansia il percorso che la conduce in sala operatoria. Fin dalla visita preoperatoria, il comportamento ambiguo e provocatorio del celebre ginecologo Fecarotta suscita in lei disagio e diffidenza. Durante il ricovero, Maria entra in contatto con una galleria di personaggi eccentrici: una compagna di stanza e il suo competitivo marito, infermiere litigiose, un bizzarro assistente di sala soprannominato “Gioia” e un giovane medico spagnolo, Arturo Ficarello, che sembra confondere la sua cartella clinica con quella di un paziente destinato a un intervento di riassegnazione di genere. L’imminenza dell’operazione, la paura dell’anestesia e la surreale umanità del personale sanitario trasformano l’esperienza ospedaliera in un incubo comico, fatto di equivoci, dialoghi assurdi e situazioni al limite dell’inverosimile. Quando Maria si risveglia dall’intervento, scopre che qualcosa è andato terribilmente storto: una serie di indizi suggerisce che sia stata sottoposta all’operazione sbagliata, mentre il dottor Fecarotta si trova nella sala accanto per la propria transizione di genere. Attraverso un umorismo nero e un linguaggio vivace, ricco di dialetto siciliano, il racconto mescola comicità e inquietudine per riflettere sulla vulnerabilità del paziente, sulla perdita del controllo del proprio corpo e sull’assurdità che può annidarsi nelle istituzioni e nei rapporti umani.
Capitoli disponibili
Capitolo 1
Sala operatoria Dopo neanche dieci giorni dalla visita ginecologica Maria era stata ricoverata in ospedale per fare una miomectomia laparoscopica. Sarebbe stata operata dal dottor Fecarotta, primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Lentini, famoso per le mani di velluto e il tocco da guanto di cashmere. Una specie di sciupafemmine con una nutrita clientela che ricorreva con assiduità alle sue visite; qualche paziente addirittura con cadenza settimanale. Durante la visita il dottore l’aveva guardata a lungo proprio lì e, senza mai alzare lo sguardo, serafico aveva chiesto. - Ci conosciamo? - ‘Ma sei fisionomista di sticchi? Signora lei ha uno sticchio conosciuto!’ Avrebbe voluto rispondere Maria che, invece si era morsa la lingua. - Ci sono due miomi da togliere. Aveva proseguito, come se nulla fosse. - Due? A Maria era passata ogni ironia e si era irrig
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