Venticinque anni senza di te
A venticinque anni dal suicidio del cugino Stefano, la narratrice ripercorre una vita condivisa tra estati al mare, legami familiari e occasioni mancate. Stefano era il compagno discreto della sua infanzia: gentile, paziente e silenzioso, spesso bersaglio delle prese in giro della cugina più brillante e sicura di sé. Con il passare degli anni le loro strade
A venticinque anni dal suicidio del cugino Stefano, la narratrice ripercorre una vita condivisa tra estati al mare, legami familiari e occasioni mancate. Stefano era il compagno discreto della sua infanzia: gentile, paziente e silenzioso, spesso bersaglio delle prese in giro della cugina più brillante e sicura di sé. Con il passare degli anni le loro strade si allontanano, mentre lui porta avanti una menzogna sempre più pesante: una laurea mai conseguita, raccontata alla madre e all’intera famiglia. Quando la verità emerge, in una drammatica giornata del maggio 2001, Stefano precipita in una spirale di disperazione che culmina in un gesto estremo. Da allora, la narratrice non smette di interrogarsi sulle ragioni di quella scelta e sul proprio ruolo nella sua vita. Attraverso ricordi, rimorsi e domande senza risposta, questa intensa lettera d’addio diventa una riflessione sul peso delle aspettative, sulla fragilità nascosta dietro l’apparenza della normalità e sull’amore che spesso si comprende troppo tardi.
Capitoli disponibili
Capitolo 1
Venticinque anni senza di te Testo Sono passati 25 anni dal giorno in cui ti sei suicidato, non ci posso ancora credere, ora saresti un cinquantenne barbuto, certamente brizzolato, sempre con una marea di capelli da far invidia a tutti i tuoi coetanei. Quando mia madre scendendo da quell’aereo mi avvertì della tragedia e di tutte le menzogne e gli equivoci che c’erano dietro rimanemmo di pietra. Ti avevamo visto l’anno prima al mio matrimonio, ti avevo persino dato il regalo di laurea, una bella penna che sarà finita chissà dove. Abbiamo chiacchierato, ricordo ancora l’aperitivo preso in centro all’uscita dal mio ufficio, io 30 anni tu 29 appena compiuti. Una vita davanti per entrambi. Se ci rifletto non posso non commuovermi, ti conoscevo da appena nato, con le mie vacanze estive sempre nello stesso mare ti avrò veramente visto nascere, in quella metà di luglio del 1971. Io avevo
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