Storia · Narrativa

BLINDSPOT

di Y.L.M

A Chicago, se incroci lo sguardo di Ethan Miller nei corridoi della scuola, fai un passo indietro e abbassi gli occhi. Lui ha appena passato tre anni in comunità. È il ragazzo più temuto del liceo, ha un serio problema con la gestione della rabbia e, di notte, è il Re indiscusso delle corse clandestine. Anika Roses, al contrario, sembra la studentessa perf

A Chicago, se incroci lo sguardo di Ethan Miller nei corridoi della scuola, fai un passo indietro e abbassi gli occhi. Lui ha appena passato tre anni in comunità. È il ragazzo più temuto del liceo, ha un serio problema con la gestione della rabbia e, di notte, è il Re indiscusso delle corse clandestine. Anika Roses, al contrario, sembra la studentessa perfetta. Socievole, solare e amica di tutti. Ma dietro i suoi occhi di ghiaccio nasconde i traumi di una madre instabile, il terrore viscerale di essere toccata e un gancio destro da pugile per tenere il mondo a debita distanza. Le loro vite non dovrebbero incrociarsi, finché una domenica sera Anika non finisce per caso a una gara clandestina. Spinta nella calca, il suo istinto scatta: senza peli sulla lingua, sfida a testa alta il ragazzo minaccioso che le si para davanti. Lo insulta. Lo mette in ridicolo davanti alla sua stessa folla. Il problema? Lei è l'unica a non sapere chi sia. Il problema vero? Il lunedì mattina, Anika se lo ritrova a scuola. Per Ethan, quella ragazzina sfacciata è un affronto inaccettabile, ma anche l'unica che non ha il terrore di guardarlo negli occhi. Ora che frequentano gli stessi corridoi, renderle la vita un inferno sarà il suo nuovo passatempo preferito. Lei è finita nella corsia sbagliata. Lui non ha alcuna intenzione di premere il freno. E quando l'odio brucia tra i banchi di scuola e l'asfalto, lo schianto è inevitabile.

Capitoli disponibili

  1. Ultimo round
  2. La corsa
  3. Il re dei corridoi

Ultimo round

Il rumore sordo del mio gancio destro contro il sacco da boxe è l'unico suono che riesce a soffocare i pensieri. La luce dell’alba filtra appena dalle finestre polverose di questa vecchia palestra di Chicago, tingendo le pareti di un rosa tenue che sa di tregua e calma. I miei capelli biondi sono legati stretti in una coda alta, mentre il sudore mi scivola lungo il collo. Tengo gli occhi fissi sul bersaglio, freddi, taglienti.   Ogni volta che colpisco, sento una fiammata bruciare sul fianco destro: un ricordo indelebile, il marchio di una madre che, invece di stringermi, mi ha insegnato a temere il contatto e le mani altrui. Ma ero solo una bambina allora. Adesso la boxe è il mio scudo. Mi ha insegnato a trasformare il terrore in potenza pura, a riprendermi il controllo del mio corpo e a non farmi mai più mettere i piedi in testa da nessuno. Un colpo alla volta.   Un trillo improvvi

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La corsa

Il rombo dei motori diventa quasi assordante quando una voce gracchia attraverso gli altoparlanti, annunciando l'inizio della gara. Un ragazzo con una felpa scura si fa avanti al centro della pista, sollevando le mani per zittire la folla. «Ascoltate bene, teste di cazzo! Regola di stasera: ogni pilota porta una passeggera. Niente passeggeri fantasma, voglio i brividi veri dentro l'abitacolo!» Un coro di urla e fischi approva la regola improvvisata. Sento le mie amiche ridacchiare, ma il mio istinto di sopravvivenza mi suggerisce di fare due passi indietro. Prima che possa muovere un solo muscolo, però, sento una spinta decisa alle spalle. È Lola. Ha un ghigno colpevole stampato in faccia e gli occhi che brillano di pura malizia. «Tu vai con lui», mi sussurra veloce, spingendomi dritta verso la gigantesca Dodge Challenger SRT nera opaca parcheggiata poco più avanti. «Lola, sei uffic

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