Storia · capitolo 1

Capitolo I. Il giorno in cui tutto finì

La Sindrome del cuore spezzato di Veronica Fogliano

Lucilla aveva immaginato la felicità in una cucina piena di luce.Aveva immaginato Federico scalzo, con una tazza di caffè tra le mani e i capelli ancora spettinati dal sonno. Aveva immaginato fotografie sul frigorifero, giocattoli sparsi sul pavimento, una domenica qualunque trasformata in ricordo.Quando gli aveva detto di essere incinta, però, Federico non aveva sorriso.Era rimasto in silenzio, seduto sul bordo del divano, con lo sguardo fisso sulle proprie mani.«Federico?»Lui aveva sollevato gli occhi.«Non posso.»Due parole.Lucilla aveva sentito qualcosa incrinarsi dentro di sé.«Cosa significa che non puoi?»«Significa che non sono pronto. Non voglio questa vita.»Lei aveva riso, ma era stato un suono senza allegria.«Questa vita? È nostro figlio.»Federico aveva abbassato lo sguardo.«È tuo figlio, Lucilla. Io non posso farlo.»Quella sera se n'era andato.Senza una promessa. Senza un abbraccio. Senza voltarsi.Lucilla era rimasta immobile davanti alla porta chiusa, con una mano appoggiata sul ventre ancora piatto.Per la prima volta aveva capito che si può perdere una persona prima ancora di smettere di amarla.Nei giorni successivi il dolore diventò una presenza fisica.Un peso sul petto.All'inizio pensò fosse l'ansia. Poi arrivarono il fiato corto, le palpitazioni, quella strana sensazione che il cuore avesse dimenticato il proprio ritmo.Una notte si svegliò convinta di non riuscire a respirare.Il mattino dopo finì in ospedale.E mentre aspettava gli esami, con una mano stretta intorno al piccolo ventre, Lucilla pensò che forse il suo cuore non aveva soltanto sofferto.Forse si era davvero spezzato.

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