CAPITOLO 32
«Non volete proprio dirmi dove stiamo andando?» chiese Amabel per l’ennesima volta, ma gli altri occupanti del pick up continuavano imperterriti a tenere la bocca chiusa, lasciandola nella più totale ignoranza. La vettura sfrecciava lungo le strade tortuose, il vento sibilava tra le fronde degli alberi e il paesaggio scorreva veloce. Non lontano, si potevano vedere le maestose montagne e i riflessi dorati del sole che iniziava a sorgere.
«Insomma, mi avete tirata giù dal letto che era ancora buio, non mi avete nemmeno lasciato far colazione e adesso vi rifiutate di dirmi dove siamo diretti? Che razza di amici siete?» continuò.
Persuaso dalla sua curiosità, Dylan le rispose senza distogliere lo sguardo dalla strada: «Am, fidati di noi, sarà un’esperienza che non dimenticherai facilmente.»
Gli altri passeggeri nel pick-up annuirono, continuando comunque a mantenere il segreto.
«Beh, adesso sì che ne so molto di più!» esclamò imbronciata, incrociando le braccia al petto come una bambina.
«Su Amabel, non fare i capricci, tra poco saremo arrivati,» intervenne Cherilyn a quel punto. «Sono certa che ti piacerà, vedrai!»
Dopo un po’, il pick-up si fermò improvvisamente. Tutti scesero e Amabel fu guidata attraverso un sentiero che s’inerpicava tra gli alberi. Alla fine del percorso, cominciò a capire di cosa si trattasse.
«È quello che penso?» chiese guardandosi attorno. «Mi avete portata a una raccolta di sciroppo d’acero?»
«Esattamente sorellina,» le rispose Elisabeth abbracciandola. «Ti è piaciuta la nostra sorpresa? E stata un’idea di Dylan.»
«Vai matta per lo sciroppo, come potevamo non farti apprezzare anche tutto il processo di lavorazione? Dall’estrazione fino alla consumazione?» si giustificò il ragazzo.
«Grazie mille, amici, è stata un’idea meravigliosa, non vedo l’ora di cominciare.» Il ringraziamento era rivolto a tutti, ma i suoi occhi erano solo per lui.
Guidati da un addetto, trovarono l’albero di acero perfetto, un maestoso esemplare che sembrava emanare l’energia della stagione che cambiava.
Con entusiasmo, Dylan preparò il trapano, mentre Amabel teneva un secchio sotto al foro per raccogliere la linfa. Le prime gocce di linfa cominciarono a scorrere e i ragazzi sentivano crescere la connessione con la natura intorno a loro. «È incredibile pensare che da questa linfa otterremo il nostro sciroppo,» disse Amabel con un sorriso.
Anche Dave, Elisabeth e Cherilyn si stavano dando il loro bel da fare per riempire il contenitore in un albero poco distante.
Dopo aver raccolto abbastanza linfa, i cinque si diressero verso la fattoria che aveva organizzato quella simpatica giornata, determinati a seguire l’intero processo di trasformazione.
Nella cucina, versarono la linfa nei contenitori dell’evaporatore e mentre cominciava a bollire, l’aroma dolce iniziò a diffondersi per tutta la stanza.
Trascorsero ore vicino alla stufa chiacchierando allegramente, scherzando tra loro e consumando un leggero pranzo al sacco, senza però perdere di vista la linfa che pian piano si era trasformata in uno sciroppo dorato.
Quando finalmente raggiunse la consistenza desiderata, Dylan e Dave lo filtrarono con attenzione per rimuovere le eventuali impurità, mentre Amabel, Cherilyn ed Elisabeth riempirono con cura delle piccole bottiglie in vetro, pronte per essere conservate come tesori in ricordo di quella giornata particolare.
«Amabel, se continui ad assaggiarlo non ne rimarrà abbastanza per riempire una sola bottiglia,» la canzonò Cherilyn a un tratto.
«Cheryl, credi davvero che ne resterà anche solo una goccia domani mattina dopo colazione?» intervenne Elisabeth facendo scoppiare a ridere tutti.
«Siete i soliti esagerati,» sbuffò Amabel leccandosi un dito.
In serata, i proprietari della fattoria, offrirono loro una degustazione di prelibatezze in cui lo sciroppo d’acero fu assoluto protagonista. Vennero serviti pancakes caldi accompagnati da frutta fresca, waffles con la panna, crepes, french toasts e marmellata, ma anche carni glassate con lo sciroppo e verdure grigliate. Per Amabel quello fu un vero paradiso per gli occhi e per lo stomaco e si mise nel piatto ogni singola leccornia.
«Non c’è niente di meglio di uno sciroppo fresco, vero?» disse Dave, alzando il bicchiere in un brindisi. «A questa giornata e al nostro sciroppo d’acero!» Amabel guardò i suoi amici, i volti illuminati dalla luce dorata delle lampade accese e non poté far altro che ringraziare il cielo di aver trovato delle persone così speciali nella sua vita.
«Assolutamente!» rispose quindi, alzando il bicchiere a sua volta. «A questa giornata, alla dolcezza dell’amicizia e al nostro sciroppo d’acero fatto con amore.»
«E mangiato con ingordigia,» aggiunse Cherilyn trattenendo a stento una risata.
Il gruppo brindò e il clink dei bicchieri si mescolò al calore delle risate e ai sapori deliziosi che circondavano la tavola.
La serata si protrasse tra la degustazione di specialità, aneddoti divertenti e la sensazione di calore che solo un buon pasto con amici può portare.
«Am, tesoro, svegliati. Possibile che ti addormenti ogni volta che sali in macchina con me?» le disse Dylan scuotendola leggermente.
«Cosa? Dove… dove siamo?» chiese lei risvegliandosi lentamente, ancora avvolta nel calore e nella dolcezza del suo sogno.
«A casa, vieni. Cherilyn e Dave se ne sono andati e Lily è già entrata.»
«Mmm stavo sognando una cascata dorata di sciroppo d’acero e una pioggia di pancakes al cioccolato. »
«Sei un caso perso, amore mio, e ora molla quelle bottiglie che nessuno ha intenzione di portartele via,» le disse prima di scoccarle un bacio sulla guancia.
«Era così reale che potevo quasi sentire il sapore dello sciroppo sulla lingua e il calore dei pancakes sul palato.»
«Vorrei assaporarlo anche io, lo sciroppo sulla tua lingua…» I suoi occhi indugiarono sulle labbra di lei. «E ora scendi prima che ti faccia assaggiare qualcos’altro.»
Quelle poche parole la svegliarono del tutto facendola sobbalzare. Gli occhi di lui non smisero di fissarla e non ci fu bisogno di nessun altro incoraggiamento prima che Dylan si avvicinasse e le rubasse un bacio profondo e sensuale. «Hai proprio ragione, la tua bocca è dolcissima.» La vide dischiudere le labbra in attesa di un altro bacio e dovette far appello a tutte le sue forze per resistere alla tentazione di accontentarla. Dovevano essere prudenti, a Soulsavers c’era sempre un via vai di gente e non era ancora giunto il momento di rivelare la loro relazione, prima voleva terminare l’università e sistemare il ranch e poi sarebbe arrivato il momento giusto per annunciare al mondo intero il loro amore. «Forza dormigliona, fila a letto ora!»
«Ancora, ancora uno e basta,» lo stuzzicò lei sapendo che avrebbe ceduto alla sua richiesta e sorrise, leggendo la sua lotta interna tra la passione e la prudenza. E lui cedette, cedette al richiamo irresistibile di quel dolce sorriso, a quegli occhi blu come il mare profondo e non poté far altro che avvicinarsi di nuovo per un altro bacio. Un bacio carico di desiderio e promesse, mentre il suo cuore batteva velocemente nel petto.
Poi si fermò appena un istante, il respiro caldo sulla sua pelle. «Amabel, non farmi perdere la testa… qui non è sicuro,» le disse allontanandola dolcemente da sé, ma la sua voce tradiva la lotta interna che stava affrontando. «Buona notte, amore mio.»
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